La ventilazione nel sistema tetto: ecco cosa serve sapere

Fino agli anni ’80 del secolo scorso il sottotetto non era abitabile ma visto come un “salva spazio” in cui riporre gli oggetti del passato o più semplicemente la biancheria da asciugare e, essendo aerato grazie ad apposite aperture, fungeva da zona buffer proteggendo l’abitazione dal freddo, in inverno, e dal caldo, in estate.

Negli anni seguenti fino ad oggi il sottotetto è diventato uno spazio sempre più ambito, vuoi per l’altezza, vuoi per la vista soprattutto in città o ancora per la necessità di aumentare la densità abitativa senza andare a discapito del consumo del suolo. Questo ha però portato alla luce la necessità di cambiare il modo di progettare i tetti ma il concetto di ventilazione è sempre stato presente e oggi è sostanzialmente rimasto invariato.

 

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Ma in cosa consiste la ventilazione per un tetto?

In linea generale si ottiene realizzando un’intercapedine tra lo strato di tegole / coppi e lo strato termo-isolante, ma non sempre è così. Bisogna infatti distinguere le tre sezioni di ventilazione possibili:

  1. Volume di sottotetto ventilato: si tratta di un tetto “salva spazio” e “freddo” ossia non abitato e non isolato. In questo caso la ventilazione è garantita da aperture. Tuttavia è sempre meno usato.
  2. Tetto ventilato: si tratta di un tetto abitabile e isolato in cui all’interno del pacchetto delle stratificazioni è presente uno (o due) strato di ventilazione.
  3. Tetto micro-ventilato: è un tetto caratterizzato da una portata minore di aria in cui lo strato di ventilazione è collocato direttamente al di sotto dello strato di tenuta. Con le capacità tecniche di oggi è il minimo indispensabile.

Chi decide di realizzare una casa o un edificio con il sotto tetto abitabile ha interesse di sapere non solo quali tipologie di ventilazioni ci sono ma anche quali vantaggi presenta un tetto ventilato rispetto a uno non. Tali vantaggi si riscontrano non solo sulla longevità e prestazioni del pacchetto copertura sia nel periodo estivo che invernale, si parla quindi di un corretto controllo delle caratteristiche termo-igrometriche, ma anche sullo smaltimento dell’umidità all’interno del pacchetto e sull’abbassamento della temperatura nell’intradosso asciugando il vapore acqueo e sul mantenimento della temperatura dell’estradosso pressoché uguale lungo tutta la falda. Questo ultimo aspetto evita lo scioglimento differenziale della neve e la relativa formazione di ristagni d’acqua che possono rifluire al di sotto dello strato di tenuta e compromettere l’impermeabilità del sistema.

 

Tetto ventilato: come assicurare la circolazione dell'aria

Per assicurare che la circolazione dell’aria sia continua e ininterrotta è necessario che la linea di gronda e di colmo siano completamente libere da ostruzioni. In questo modo l’aria fredda ha la possibilità di entrare dalla gronda, scaldarsi attraverso la sottrazione di calore allo strato termo-isolante quindi salire all’interno dell’intercapedine fino a fuoriuscire dalla linea di colmo come aria calda. Questo è uno dei motivi per i quali anche nella norma UNI 9460:2008 si consiglia caldamente l’utilizzo del fissaggio meccanico degli elementi della copertura e non malte o schiume. Ovviamente la micro-ventilazione può essere incrementata con l’utilizzo di apposite tegole / coppi: gli aeratori. È però bene tenere presente che, in contesti particolarmente aggressivi con temperature elevate anche di notte e forte soleggiamento diurno, non sempre solo la ventilazione o micro-ventilazione possono apportare dei benefici negli ambienti sottostanti. Poiché questa possa essere efficacie deve essere associata a pannelli isolanti ad elevata massa e all’utilizzo di teli riflettenti in grado di agire sul reirraggiamento.

 

Tegole speciali dedicate all'areazione

Tornando a parlare delle tegole speciali dedicate all’aerazione, gli aeratori, essi devono necessariamente essere posizionati in punti strategici: in linea generale vengono posizionati in due file perpendicolari alla linea di falda. La prima linea è in corrispondenza della terza fila a partire dalla linea di gronda e la seconda sulla penultima fila prima della linea di colmo. Il numero degli elementi varia in base alla tipologia e alle caratteristiche della tegola o coppo posato ma in generale il rapporto è 1 aeratore ogni 3 tegole / coppi o 1 ogni 6.

Si è precedentemente parlato della necessità di mantenere le linee di gronda e di colmo libere da qualsiasi ostruzione e anche in questi casi esistono appositi elementi di tipo lineare. Si tratta di griglie di partenza e colmi ventilati che hanno molteplici funzioni:

  • determinano il passo laterale della tegola / coppo grazie alle apposite linee di gronda sagomate sul profilo dell’elemento,
  • determinano l’altezza dell’intercapedine,
  • agevolano il passaggio dell’aria ma non di animali grazie alla micro-foratura,
  • sostengono gli elementi della linea di colmo,
  • proteggono gli strati sottostanti dalle infiltrazioni di acqua grazie ad apposite bandelle impermeabili.

A determinare quanta aria è necessario fare passare nell’intercapedine, quindi la sezione di ventilazione, intervengono alcuni fattori come la geometria, lunghezza e pendenza della falda, la tipologia di tegola / coppo utilizzato (sapendo che per natura intrinseca dell’elemento, una copertura in coppi è più ventilata di una in tegole), le condizioni ambientali esterne, la zona di ventosità in cui viene realizzata la copertura e l’esposizione ai venti delle falde stesse. Affinché la ventilazione sia efficacie e significativa è necessario che ci sia una determinata sezione di ventilazione, espressa in cm, posta in relazione sia alla lunghezza che alla pendenza della falda: più lunga e meno pendente è la falda, più grande è la sezione di ventilazione; più corta e più pendente è la falda, minore è la sezione di ventilazione.

 

Sezione di ventilazione coperture

 

Oggi, molto di più di ieri, si è attenti a una progettazione sostenibile ed efficiente volta a un minore consumo energetico e indirizzata all’ottenimento delle agevolazioni in corso di validità che premiano proprio quei sistemi in grado di aumentare le prestazioni del “pacchetto involucro” (verticali e inclinati) in cui la ventilazione è sempre parte integrante, aggiungerei fondamentale.

 


Coperture a falde in laterizio: efficienza, alte prestazioni e Superbonus

Il tetto a falda è ancora la tipologia più diffusa in Italia per l’affidabilità garantita dalla morfologia stessa che soddisfa il requisito primario di difesa dagli agenti atmosferici. Oggi però il sotto tetto diventa sempre più spesso uno spazio abitabile e abitato per questo è necessario che sia progettato anche per soddisfare le necessità di isolamento d’estate e d’inverno, di impermeabilizzazione e gestione della condensa, di tenuta all’aria e al vento.

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Terreal Italia ha nella sua gamma prodotti soluzioni sia in cotto, chiamati Accessori Dedicati, che in altri materiali, chiamati Accessori Funzionali. Nello specifico, ogni linea di prodotto ha il proprio Accessorio Dedicato in cotto con la funzione di incrementare la ventilazione ed è normalmente abbinato a una specifica griglia adattata al profilo del foro.
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