La Just Culture: imparare dagli errori per migliorare la sicurezza di infrastrutture e trasporti

Si chiama Just Culture e tradotto dall'inglese significa "Cultura Giusta".

Il concetto è nato in ambito aeronautico e identifica una moderna cultura della sicurezza, nella quale viene facilitata la segnalazione spontanea degli incidenti al fine di attuare procedure volte a prevenirli e mitigarli.

Un punto di vista completamente opposto a quello della "cultura della colpa" e della "caccia al colpevole".

Un "modus operandi" che oggi è rappresentato da un Comitato interdisciplinare a cui ha scelto di aderire anche l'Ansfisa, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali.

L'intervista a Fabio Croccolo, direttore di ANSFISA e presidente del Comitato interdisciplinare Just Culture.

 

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Ansfisa aderisce al comitato interdisciplinare Just Culture

Ansfisa, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali, ha aderito al Comitato interdisciplinare Just Culture, nato nell’ambito del Manifesto Just Culture promosso dal centro studi S.T.A.S.A con lo scopo di diffondere e sviluppare anche in Italia una moderna cultura della sicurezza, prediligendo una safety proattiva come prevenzione e individuazione del rischio accettabile nelle organizzazioni complesse.

Al comitato, presieduto da Fabio Croccolo, Direttore di ANSFISA, aderiscono magistrati, docenti universitari, organizzazioni internazionali e associazioni.

«Come Ansfisa – ha dichiarato Croccolo – siamo molto interessati a sviluppare nel Paese una cultura della sicurezza in linea con gli standard europei, efficace in termini di prevenzione e abbassamento del rischio su ogni infrastruttura e modalità di trasporto».

 

Che cos'è la Just Culture

Il concetto di Just Culture nasce in ambito europeo ed è oggi diffuso nel trasporto aereo e nel settore sanitario dove ha contribuito notevolmente ad abbassare i livelli di incidentalità.

Si tratta di una moderna cultura della sicurezza nella quale viene facilitata la segnalazione spontanea degli incidenti, anche lievi, al fine di attuare procedure riconosciute a sostegno di un solido sistema di gestione della sicurezza. Nella Just Culture gli operatori in prima linea o altre persone dell’organizzazione, non vengono sanzionati per azioni, omissioni o decisioni adottate sulla base della loro esperienza e formazione, ma per la negligenza grave, le infrazioni intenzionali e le azioni lesive. Un pilastro fondamentale del sistema è, in ambito giuridico, la prevenzione e l’individuazione della soglia del rischio accettabile.

«Per garantire maggiore sicurezza è necessario conoscere gli errori così da riuscire a progettare interventi volti a mitigarli - ha spiegato il direttore Croccolo nella video intervista - la Just Culture non sanziona gli errori, ma li considera come una parte inevitabile del comportamento umano, tuttavia pretende che ne venga data informazione per migliorare il sistema della sicurezza».

«Tale concetto ha bisogno di un recepimento normativo all’interno di un sistema giuridico nazionale nel quale invece si continua a considerare la colpa, anche lieve, come qualcosa che deve essere sanzionato - ha aggiunto - per questo è stato istituito un Comitato nazionale volto a promuovere un intervento normativo che riconosca la validità della Just Culture, ai fini di migliorare la sicurezza e ridurre ulteriormente il livello di rischio».

Nel settore ferroviario, la direttiva Ue 798/16 ha introdotto la Cultura della Sicurezza, diffusa anche grazie all’attività dell’Agenzia europea per le ferrovie (EU Agency for Railways), che sta lavorando in collaborazione con le autorità nazionali per introdurre il concetto nei sistemi di gestione della sicurezza degli operatori e delle aziende al fine di promuovere la fiducia e l'apprendimento tra il personale, incoraggiandolo allo sviluppo della prevenzione.

Che cos'è la Just Culture e perché serve a ridurre e prevenire il rischio

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