Superbonus 110%: proroga a fine 2023, ok agli alberghi, più incentivi per cappotto termico: bozza nuovo decreto!

La bozza del nuovo decreto del Ministero dell'Ambiente prevede la proroga del Superbonus al 31 dicembre 2023, l'estensione della misura ad alberghi e pensioni, l'incentivazione del cappotto termico, modifiche sullo stato legittimo degli edifici plurifamiliari con più tolleranza sulle difformità edilizie, una nuova definizione di impianto termici e iter più veloce per non ritardare troppo con i lavori. Scopri tutto e scarica la bozza su Ingenio!

 

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Eccoci: il Superbonus 110% non è stato 'ufficialmente' prorogato dal Recovery Plan licenziato dal Parlamento, ma verrà modificato - eccome - da un nuovo decreto legge del quale è disponibile una bozza (provvisoria) che sarà esaminata a brevissimo dal Consiglio dei Ministri e che contiene anche altre, importanti novità in materia ambientale (VIA, VAS, dissesto idrogeologico, ecc.).

 

Superbonus 110%: i cambiamenti

L'articolo 2, in particolare, è rubricato "Misure di semplificazione in materia di incentivi per l'efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici". Ecco cosa si propone:

  • proroga del regime di agevolazione dal 30 giugno 2022 al 31 dicembre 2023, con conseguente proroga dei termini di cui all’art. 119 comma 8-bis del DL 34/2020 (per interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, realizzati da condomini o persone fisiche, al di fuori dell’attività di impresa);
  • promozione della realizzazione di interventi di isolamento termico (c.d. “cappotto termico”);
  • estensione dell'ambito di applicazione delle disposizioni contenute nei commi da 1 a 8 anche agli interventi effettuati su immobili con classe catastale D/2 “Alberghi e pensioni”;
  • modifiche allo “stato legittimo” richiesto per l’ammissione dei singoli interventi di riqualificazione energetica al Superbonus. Qui si parla di regolarità urbanistica, visto cxhe - come si legge nella relazione illustrativa al decreto, una delle principali difficoltà sottese alla realizzazione degli interventi di riqualificazione sembra doversi ricondurre, infatti, alla condizione degli edifici plurifamiliari che, non di rado, presentano situazioni di irregolarità urbanistica: nell’attuale architettura dell’art. 119, è, di fatto, sufficiente che l’irregolarità insista su una singola unità immobiliare perché venga impedito, a tutte le altre, di acquisire la certificazione di “stato legittimo” dell’immobile e, quindi, di accedere all’agevolazione del Superbonus. Si propone, pertanto, di modificare le disposizioni rilevanti dell’articolo, al fine che sia consentito il rilascio dello “stato legittimo” con riferimento alla singola unità abitativa, in modo che – ai fini dell’accesso all’incentivo – non vengano considerati eventuali abusi (interni o esterni) di unità abitative che compongono l’edificio plurifamiliare (e che, tuttavia, debbono mantenersi distinte da quella che non presenta irregolarità e su cui è realizzato l’intervento di riqualificazione). L’integrazione proposta alla fine del comma 13-ter si innesta, del resto, sul medesimo solco dell’intervento di semplificazione riguardante gli interventi sulle “parti comuni” degli edifici, nel senso ossia che l’abuso pur compiuto da alcuni non potrebbe oltre misura penalizzare la correttezza di altri. E ciò nell’ulteriore considerazione che, nella specie, si tratterebbe di intervenire non in materia di edilizia ma in quella dell’efficienza energetica delle singole unità immobiliari;
  • per evitare che l’accesso al Superbonus venga impedito da “onerose questioni burocratiche”, si propone di aggiungere un nuovo comma (13-quater) all’art. 119, volto a disciplinare un procedimento per l’ammissione all’agevolazione di interventi su immobili in relazione ai quali siano rimaste inesitate domande di condono edilizio (NB - il condono edilizio è necessario per l’asseverazione di “stato legittimo” dell’immobile e, dunque, per l’accesso al Superbonus);
  • in considerazione della circostanza che molte abitazioni risultano prive di impianti termici fissi, si intende proporre, ai fini dell’ammissione all’agevolazione, la seguente definizione di impianto termico: “per impianto termico si intende qualsiasi apparecchio, anche non fisso, finalizzato alla climatizzazione invernale degli ambienti”.

 

VIA, VAS e altre norme per l'ambiente

Il decreto in parola, però, è molto vasto e coinvolge anche tutta la parte collegata all'ambiente. Nello specifico, prevede:

  • tempi dimezzati per la valutazione di impatto ambientale (VIA), con riduzione da 310 a 170 giorni per l'emissione;
  • termini certi, dettati in sede di conferenza dei servizi, per il rilascio da parte degli enti competenti del titolo definitivo;
  • coordinamento per l'uniforme applicazione della VIA e della VAS (valutazione ambientale strategica) sul territorio nazionale, con introduzione di specifiche disposizioni che modulano gli adempimenti relativi ai livelli di progettazione richiesti;
  • task force fino al 2026 a supporto dei commissari governativi contro il dissesto idrogeologico;
  • introduzione dell'interpello ambientale, come interpello collettivo, al fine di fornire a PA, imprese e privati chiarimenti in ordine agli effetti che derivano dalle norme in materia ambientale;
  • nuove norme sul superbonus e su espropri;
  • svariati correttivi al Codice dell'ambiente (152/2006), ad esempio precisandone la portata del regime transitorio di sospensione dell'efficacia dell'art. 219, relativo all'etichettatura degli imballaggi, ma incidendo anche sulla definizione di rifiuto urbano per consentire immediatamente la corretta gestione dei rifiuti e chiarire la portata nazionale della definizione facendo venir meno le attività discrezionali degli enti locali.

LA BOZZA DI DECRETO-LEGGE E LA RELAZIONE ILLUSTRATIVA SONO SCARICABILI IN FORMATO PDF PREVIA REGISTRAZIONE AL PORTALE


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