Applicazione Superbonus 110%: per la semplificazione normativa, chiedere a un geometra, non a un professore

Lettera aperta al Ministro Giovannini, sul tema della semplificazione normativa. Perchè sono fermamente convinto che per semplificare le norme e applicare non solo il superbonus ma rendere più semplice la realizzazione degli interventi in edilizia non servano professori, ma le esperienze di chi ogni giorno opera sul campo

Ministro Giovannini, grande fiducia e aspettative

Caro Ministro Enrico Giovannini, non le nascondo che seguendola da molto tempo, anche come lettore dei suoi libri sul tema della sostenibilità, io nutra non solo una forte simpatia per lei, ma anche grandi attese su quello che potrà fare nel suo ruolo al MIMS. Spero che con la sua presenza a Porta Pia sia finalmente finito il tempo delle nomine politiche al posto dei tecnici, degli annunci non seguiti dai fatti, dei decreti che non risolvono i problemi reali.

Credo fermamente che un approccio sostenibile nel mondo delle costruzioni possa consegnarci un futuro migliore, e sia funzionale per rinnovare il settore oggi troppo frammentato, poco produttivo, e purtroppo non competitivo su temi come digitalizzazione, internazionalizzazione ... Le aspettative sono tante. E al primo posto metto la semplificazione, perchè senza questo tassello, proprio come lei ha affermato, tutto il resto è quasi inutile.

Ecco perchè mi permetto, da osservatore privilegiato (con Ingenio ogni giorno riceviamo decine di lettere su questo tema, come immagino sappia abbiamo ormai 60.000 lettori al giorno del mondo tecnico) di poterle dare qualche ... suggerimento.

 

Ministro Giovannini e Semplificazione

Ministro Giovannini, la semplificazione normativa richiede una conoscenza della realtà dei fatti

Caro Ministro Enrico Giovannini, vedo che anche lei come i suoi predecessori ha inserito il tema della semplificazione normativa tra gli obiettivi del suo mandato, e per per raggiungerla ha parlato di commissioni ad hoc. Non si tratta di una novità. Ogni ministro di Porta Pia l’ha annunciato e sono nate fior di commissioni per attuarla. Poi ogni proposta sostanziale ed efficace di riforma è affogata al ministero o nelle commissioni delle camere. 

Anche l’ultimo decreto semplificazioni del governo precedente non ha avuto gli effetti sperati. Ne vuole una prova: controlli quante pratiche di SuperBonus 110% o di SuperSismaBonus siano state realmente avviate. Oppure controlli quante letture riceve ogni nostro articolo di approfondimento di uno specifico «problema applicativo» del SuperBonus (è indicato in chiaro sotto ogni titolo). Non le basta INGENIO ? Provi a chiamare un impresa per chiedere se applicare il superbonus a casa sua. Un anno fa le avrebbero risposto «Certo, aspettiamo però i decreti applicativi», sei mesi fa le rispondevano «forse, stiamo cercando di capire», oggi nella maggioranza dei casi le dicono «non è possibile, applichiamo i vecchi bonus che andiamo sul sicuro».

 

Non è solo un problema di applicazione del superbonus 110%

Caro Ministro Giovannini, è un problema generale, su tutto.

Faccia finta di avere un balcone e di voler fare installare una tenda trasparente, una di quelle soluzioni che le consentono di rendere il balcone utilizzabile anche d’inverno per la lavanderia. Chiami un tecnico per capire se si può fare. La risposta sarà sempre incerta, perchè non è una installazione fissa, ma però potrebbe modificare i volumi, anche se …  perchè secondo il testo unico … ma secondo il RUE del comune … ma secondo il regolamento del condominio … Poi se ha una casa in campagna in un altro comune provi a fare la stessa verifica, e riscontrerà che le regole sono diverse, i dubbi diversi. Solo una cosa resta la stessa: l’incapacità di capire se sta violando la legge oppure no. E stiamo parlando di una tenda.

 

E poi ci sono i CAM, le marcature CE, le norme UNI, le istruzioni CNR, le linee guida del Consiglio Superiore LLPP

Caro Ministro Giovannini  non so se ne è al corrente, non è che ci siano solo le norme di legge nazionali e locali, i regolamenti e quant’altro arrivi dalla PA, ci sono anche i CAM, tutte le norme armonizzate sulla marcatura CE (a proposito, sarà al corrente del fatto che la Commissione UE sta valutando un passo indietro su questo aspetto …), tutte le norme UNI che regolamentano in modo spesso non obbligatorio ma con valore di stato dell’arte in caso di contenzioso (norme a pagamento, visto che lo Stato non sostiene i costi dell’UNI), le Prassi UNI, le Istruzioni CNR, richiamate spesso dalle norme tecniche, le Linee Guida del Consiglio Superiore dei LLPP con i relativi CVT sui prodotti innovativi … e poi tutte le sentenze della Cassazione, del TAR, del Consiglio di Stato.

E' un casino normativo, in continua evoluzione. Pensi al povero professionista che deve progettare, controllare, collaudare, asseverare qualcosa. Pensi che la sua Firma è garantita con il suo patrimonio. Pensi che poi chi opera sul campo, grazie soprattutto alla mancanza di una regolamentazione adeguata, chi realizza gli interventi sono in genere imprese con capitali sociali inesistenti senza ufficio tecnico, senza ufficio che chi si occupa della sicurezza ... anzi senza ufficio, solo un furgone.

Stiamo andando in una direzione in cui il professionista deve avere una competenza giuridica senza limite e chi realizza non debba avere nessun vincolo sul piano delle competenze. Un delirio.

Peraltro, sulla base di questa scelta di indirizzo ci si accorge che nei corsi di laurea di ingegneria e architettura mancano gli esami più importanti per poi svolgere la professione: quelli relativi al diritto e giurisprudenza. La parte tecnica ormai è messa in secondo piano.

 

Semplificazione normativa: Andrea Dari chiede di essere concreti

Come scrivere la semplificazione, quindi ?

Caro Ministro Giovannini, mi permetto di darle due suggerimenti.

Il primo è di non nominare una commissione di professori. Non serve. I professori sono preparatissimi sugli aspetti tecnici, ma non devono occuparsi di applicare il superbonus, di installare una pergotenda (bellissimo termine slung coniato dal mondo reale), di asseverare una pratica edilizia.

Il secondo consiglio è di segnarsi questo indirizzo web: https://www.georoma.it/DNN80426/albo-online. E’ l’indirizzo URL dell’albo dei Geometri di Roma. Scelga 10 nomi a caso, li chiami nel palazzo di Porta Pia a prendere un caffè, gli dia un foglio di carta e una penna, e gli chieda di scrivere a ognuno i 10 motivi per cui si sono bloccate le loro ultime 10 pratiche. (ovviamente può fare la stessa cosa con altri professionisti, architetti o ingegneri)

Ecco. Avrà la base per fare partire la vera semplificazione normativa.

 

E per la semplificazione del Codice dei Contratti

Caro Ministro Giovannini,  qui la materia è ovviamente diversa, ma l’approccio secondo me resta lo stesso. Parta dal basso.

Chiami a un tavolo chi ha gestito e chi ha operato negli ultimi 10 appalti che si sono bloccati, li affianchi con i suoi migliori dirigenti, possibilmente chi ha lavorato sul campo e si è distinto, invece, per avere gestito degli appalti che hanno funzionato, possibilmente con una buona cultura (dimostrata) sulla digitalizzazione e sulla ingegnerizzazione dei processi, tema che lei ha richiamato in tante interviste recenti (da affezionato ... la seguo costantemente!). Li chiuda in una stanza senza avvocati per analizzare i 10 motivi che hanno bloccato gli appalti e individuare quindi le cose da fare. Quella sarà la base per la riforma. Passi questi appunti agli avvocati, per meterli "in legalese", poi faccia rivedere il documento a quelli di cui sopra (passaggio necessario per capire se i legali hanno capito).

Così avrà fatto qualcosa di innovativo.