Terrazzo sopra vano abitato: 7 strati per garantire durabilità all'opera

Per progettare un terrazzo (o copertura piana) è necessario seguire precise stratigrafie, contenute nelle normative e nei “Codici di Buona Pratica”, per poter rendere durevole nel tempo l'opera.

 

La corretta progettazione di una copertura piana

Terrazzo” e “Balcone” sono due parole che nel linguaggio comune vengono spesso utilizzate indistintamente per identificare lo stesso elemento, ma in realtà sono due elementi costruttivi nettamente diversi.

Il Balcone è una struttura aggettante, ovvero una struttura che sporge senza vano sottostante.

Il Terrazzo invece è caratterizzato da un vano sottostante, a livello normativo è quindi considerato come una “Copertura Piana”.

L’impermeabilizzazione di un balcone è tecnicamente piuttosto facile da progettare rispetto a quella prevista per un terrazzo. Il progetto di un terrazzo sopra un vano abitato richiede una stratigrafia decisamente più articolata

In effetti, oltre alla mera “impermeabilizzazione”, la stratigrafia di un terrazzo deve tenere conto anche di altre esigenze della copertura piana, tra cui la barriera vapore e l’isolamento termico.

 

Stratigrafia copertura piana - terrazzo

 

La normativa tecnica che regola una copertura piana

Esistono diverse norme e “Codici di Buona Pratica” che regolano il progetto di un terrazzo (o "copertura piana"). Citiamo solo le più importanti, ovvero la UNI 8627-2:2019, UNI8178-2:2018 e la UNI 11493-1:2016.

Vediamo ora nel dettaglio quali sono i 7 strati più essenziali e le regole fondamentali per una corretta esecuzione a regola d’arte.   

Costruiamo insieme un terrazzo salendo dal basso verso le finiture all’estradosso, secondo questo schema:

  1. solaio con messa in pendenza;
  2. strato di controllo della diffusione del vapore;
  3. isolamento termico;
  4. elemento di tenuta;
  5. elemento di drenaggio e di protezione;
  6. massetto;
  7. guaina di desolidarizzazione e di protezione idraulica.

 

Solaio con messa in pendenza

Il solaio più diffuso in Italia è il latero cemento o il  solaio in calcestruzzo gettato in opera; ma sono possibili anche altre tipologie costruttive.

Bisogna prestare particolare attenzione in caso di solaio in predalles. I moduli predalles tendono ad incamerare grosse quantità d’acqua durante lo stoccaggio a cielo aperto o in fase di costruzione. Il rilascio di quest’acqua avviene successivamente in modo molto lento.

Trattandosi di acqua che successivamente ritroviamo al di sotto dello strato di impermeabilizzazione, questa può creare problemi di umidità all’interno dell’abitazione per lunghi mesi o persino anni.

Spesso si pensa a problemi di presunta “infiltrazione”, ma in realtà sono imputabili a questo tipo di fenomeno.

Possono essere critiche anche alcune soluzioni realizzate con materiali alleggeriti perché a volte tendono a trattenere umidità al loro interno.

Avvertenza: Il solaio va realizzato già in pendenza o comunque messo in pendenza PRIMA della posa dello strato di controllo della diffusione del vapore.

 

Strato di controllo della diffusione del vapore

A questo strato spetta il compito di bloccare la risalita dell’aria calda, ricca di umidità in forma di vapore, prima che questa raggiunga gli strati freddi del tetto (dove poi il vapor acqueo arriverebbe a condensare).

Per rispettare questa regola, lo strato di controllo della diffusione del vapore deve “stare al caldo”, ovvero SOTTO l’isolamento termico.

Il balcone, essendo una struttura in sporgenza senza diversi livelli di umidità relativa tra “sotto” e “sopra”, non necessita di una barriera vapore.

 

Isolamento termico

All'isolamento termico spetta il compito di tenere l’edificio al caldo durante l’inverno e al fresco durante l’estate. In abbinamento allo strato di controllo della diffusione del vapore evita fenomeni condensativi.

Il calcolo del corretto dimensionamento dell’isolamento termico è un compito complesso che spetta al Progettista incaricato.  

 

Elemento di tenuta

Questo strato intercetta qualsiasi forma di umidità prima che questa possa raggiungere lo strato di isolamento termico o l’interno del vano sottostante. Parliamo di ”qualsiasi forma di umidità” perché non deve solo far fronte ad infiltrazioni di acqua piovana dalla superficie di calpestio, ma deve anche intercettare l’acqua di costruzione della gettata ad umido (massetto) e dell’umidità “atmosferica” che il massetto continuerà ad assorbire durante il suo esercizio.

All'elemento di tenuta spetta la piena responsabilità di tenere asciutto il vano sottostante!     

 

Elemento di drenaggio e di protezione

Questo strato, obbligatorio (!), ha una doppia funzione:

  • Protegge l’elemento di tenuta dallo sfregamento meccanico del massetto.
  • Permette al massetto di rilasciare liberamente defluire l’acqua che trattiene, evitando fenomeni di ristagno d’acqua, di risalita di efflorescenze, di risalita di sostanze oleose dall’elemento di tenuta e fenomeni di eccessiva pressione vapore verso il manto ceramico.

 

Elemento di drenaggio e protezione copertura piana

Lo strato di protezione e drenaggio è uno strato fondamentale anche secondo la norma UNI 11493-1:2016 per la posa della ceramica.

 

Massetto

Il massetto è lo strato di supporto per il manto ceramico e garantisce una corretta distribuzione dei carichi verso gli strati sottostanti. É considerato una “gettata ad umido” e come tale non deve mai essere collocato al di sotto dell’elemento di tenuta. Diversa la situazione nel caso di realizzazione di un balcone, dove il massetto può essere posizionato sotto la guaina di impermeabilizzazione e la sua umidità viene assorbita dalla libera ventilazione naturale, sempre presente sotto una struttura aggettante.

 

Stratigrafia copertura piana - terrazzo

Il massetto supporto del rivestimento. In caso di poco spazio a disposizione è possibile realizzarlo con il sistema Schluter®-BEKOTEC.

 

Guaina di desolidarizzazione e di protezione idraulica

Questo strato non è obbligatorio, ma offre comunque due importanti benefici alla stratigrafia sottostante e al manto ceramico. Vediamo quali:

  • Protezione idraulica
    Anche se possiamo contare sulla presenza dell’elemento di tenuta sotto il massetto, è comunque auspicabile ridurre l’umidità da infiltrazioni dal manto ceramico nel massetto.
    In nessun caso però questo strato può garantire l’impermeabilizzazione di tutta la stratigrafia.
    Per i motivi sopra elencati NON PUÒ ESISTERE un sistema da applicare sotto il manto ceramico che può sostituire l’Elemento di Tenuta, quest'ultimo da collocare tassativamente sotto il massetto! Diffidate di chi afferma il contrario.
    La protezione idraulica può essere eseguita come una vera e propria impermeabilizzazione del supporto (come il sistema Schluter®-DITRA25) o più semplice, come strato di intercettazione e di drenaggio di buona parte dell’acqua infiltratasi dal manto ceramico (come con Schluter®-DITRA-DRAIN).

  • Desolidarizzazione
    Massetto e manto ceramica subiscono diverse dilatazioni termiche. Questo fenomeno crea importanti forze di taglio tra massetto e manto ceramico, rigidamente “saldati” tra di loro con l’adesivo per ceramica. Ne derivano fessurazioni e distacchi del manto ceramico.
    Una guaina di desolidarizzazione svincola il massetto dal manto ceramico, entrambi possono vivere la loro dilatazione termica senza danneggiare l’altro strato.

 

Stratigrafia copertura piana - terrazzo

Lo strato di protezione idraulica salva il rivestimento dalle tensioni del supporto.

 

Abbiamo quindi realizzato i 7 strati che garantiscono una lunga vita al vostro terrazzo.

Ed ora non vi resta che scegliere il rivestimento ceramico che più vi piace per completare il pavimento del vostro terrazzo. E poi… godetervi l’estate!

 

Stratigrafia copertura piana - terrazzo

 

Un ottimo prodotto usato male, diventa una cattiva soluzione

"Questa famosa affermazione del nostro Fondatore Werner Schlüter è un po’ il Leitmotiv che guida da sempre le attività del nostro Gruppo. - dichiara Gian Luca Gianaroli, Responsabile Commerciale di Schlüter®-Systems Italia - "La partecipazione alla definizione degli standard di una corretta posa della ceramica e la formazione di chi sceglie i nostri sistemi, sono un impegno costante anche della nostra sede in Italia. Siamo attivi in gruppi UNI per la redazione delle norme Italiane ed offriamo corsi di formazione a tutta la filiera. In particolare, Schlüter-Systems Italia è Ente Terzo Accreditato per il rilascio di Crediti Formativi Professionali (CFP) presso il Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Roma (CNAPPC)."

 


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Chiedi consiglio all’Ufficio Tecnico Schlüter®-Systems

Scrivi a: ufficiotecnico@schlueter.it


 

Chi è Schlüter®-Systems

Schlüter®-Systems è l’azienda leader dei sistemi per la posa delle piastrelle ed una realtà multinazionale.

Offriamo soluzioni innovativi per una posa della ceramica a “regola d’arte” di qualsiasi tipologia e formato.

L’azienda offre una vasta gamma di sistemi di impermeabilizzazione per interno ed esterno, guaine di desolidarizzazione , giunti di deformazione, profili, sistemi per docce a filo pavimento, adesivi, pannelli autoportanti e sistemi di riscaldamento a pavimento di ultima generazione.

Nella sede di Fiorano Modenese disponiamo inoltre di un importante “Centro Nazionale  di Formazione Professionale” dove vengono svolti regolarmente diverse tipologie di corsi rivolti a progettisti, rivenditori ed installatori.

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