È cosi difficile fare innovazione nel settore delle costruzioni?

Spesso l’innovazione viene percepita come qualcosa destinata a “pochi eletti” e distante dalla realtà quotidiana in cui ci troviamo. Ma così non è e (soprattutto) non deve essere. 

Abbiamo bisogno di innovare come non mai per uscire da una crisi di idee e valori, più che economica, del settore delle costruzioni. 

In questo articolo voglio ribadire come l’innovazione sia alla portata di tutti… quelli interessati a ottenerla! 

Portando delle utili indicazioni su come fare.

 

Cosa significa innovazione 

Esistono molte definizioni di innovazione, soprattutto sotto il profilo normativo. Alcune di queste sono decisamente datate e da aggiornare, perché il concetto di innovazione, come tutto, evolve.

In questo articolo prendiamo quella più attuale, concreta e internazionalmente riconosciuta, indicata nella norma “ISO” UNI EN ISO 56000:2021 “Gestione dell'innovazione - Fondamenti e vocabolario”: 

Innovazione: entità nuova o modificata, che realizza o redistribuisce valore.

In questa definizione appare immediatamente chiaro che il focus sulla generazione di valore è fondamentale per poter definire un risultato “innovazione”. Perché con innovazione non intendiamo le attività che portano al risultato atteso, ma innovazione è il risultato stesso che genera valore grazie alla sua adozione. 

Il valore è inteso come beneficio nel soddisfare esigenze o aspettative di clienti, utenti o altri stakeholder, in relazione alle risorse utilizzate.

La ISO 56000 affronta e fa luce anche sui differenti tipi di innovazioni, lasciando implicita quella incrementale a seguito di continue “migliorie”.

Eccole qui elencate:

  • innovazione radicale / rivoluzionaria: innovazione con un alto grado di cambiamento.
  • innovazione dirompente: innovazione pensata inizialmente per esigenze meno impegnative, che spiazza le offerte concorrenti.

L’innovazione può avere quindi diversi gradi di impatto e di novità, ma, per essere definita tale, deve generare sempre valore.

 

innovazione-photo-by-riccardo-annandale-on-unsplash.jpgPhoto by Riccardo Annandale on Unsplash

 

I vantaggi dell’innovazione

Si è vero, può capitare che l’innovazione non dia i guadagni in proporzione agli investimenti fatti, soprattutto se il ritorno sull’investimento (ROI) è rapportato ad altre modalità di incremento degli utili nel breve periodo, come ad esempio l’ampliamento della rete commerciale e/o l’efficientamento dei costi industriali.

Ma la prospettiva economico finanziaria, che solitamente lavora su lassi temporali ristretti, non è l’unica che caratterizza il successo durevole di un’organizzazione, ve ne sono altre e devono essere considerate tutte in modo bilanciato.

Se prendiamo la Balanced Scorecard, ideata da Norton e Kaplan nel 1992, scopriamo che le strategie vincenti devono bilanciare metriche di performance attraverso parametri di natura economico-finanziaria e quei fattori “non finanziari” in grado di condurre alla creazione di valore duraturo nel tempo.

Per questa ragione Norton e Kaplan hanno sviluppato questo concetto promuovendo la creazione di azioni strategiche secondo rapporti di causa ed effetto tra le diverse prospettive di un’organizzazione.

L’innovazione porta ai seguenti vantaggi:

  • Prospettiva economico/finanziaria: ritorno del valore rispetto alle risorse investite.
  • Prospettiva clienti: risolvere problemi o agevolare il lavoro ai clienti o altri stakeholder, ponendosi come interlocutore in grado di portare innovazione.
  • Prospettiva processi interni: migliorare le proprie attività interne in modo correlato e incrementare la collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti (anche esterni).
  • Prospettiva apprendimento e crescita: attirare talenti e promuovere una cultura del miglioramento continuo (base per qualunque crescita sostenibile).

Ecco perché investire in innovazione è un’attività ad altissima resa. 

Per approfondimenti sui vantaggi dell’innovazione, attraverso un’analisi secondo le 4 prospettive della Balanced Scorecard, si rimanda alla lettura del seguente articolo

 

Perché innovare il settore delle costruzioni?

Da troppo tempo il settore delle costruzioni è il fanalino di coda dei settori industriali per produttività e valore aggiunto. Ma rimane, per evidenti ragioni, un settore chiave e non sostituibile. Non a caso, unitamente al real estate e alle infrastrutture, il settore delle costruzioni è la più grande industria nell’economia globale, che vale il 13% del PIL (prodotto interno lordo) mondiale.

Ciononostante non vanno trascurati i segnali forti che devono stimolare tutti gli stakeholder verso un impegno al miglioramento dello stato delle cose, come recentemente certificato nell’executive summary “The next normal in construction, How disruption is reshaping the world’s largest ecosystem” pubblicato a giugno 2020 da McKinsey & Company.

Secondo il rapporto la crescita della produttività annuale nel settore delle costruzioni, negli ultimi 20 anni, è stata solo 1/3 della media totale dell'economia, con una redditività bassa nonostante i rischi elevati e le molte insolvenze. Si misura sovente lo sforamento di tempi e budget, con lunghe procedure in caso di reclamo.

Questi dati di contesto aiutano a comprendere come la necessità di innovazione nell’edilizia non sia ristretta a esigenze territoriali o destinata a mercati ampi, come quelli nazionali, ma sia, bensì, una questione di portata globale.

I principali problemi del settore, analizzati nel report sopra e che rischiano di diventare minacce strutturali, sono: 

  • La carenza di mano d’opera specializzata.
  • Le bassissime barriere d’ingresso a soggetti “improvvisati” in grado di danneggiare non solo se stessi, ma anche organizzazioni ed ecosistemi sani.
  • L’elevata regolamentazione di settore.
  • Le gare basate sulle offerte al massimo ribasso, nella convinzione, errata, di portare risparmio alla collettività.

Questi fattori di contesto rendono la competizione sulla qualità in edilizia complicata.

Naturalmente non esiste solo la “questione produttività”, spesso sopravvalutata, da affrontare nelle costruzioni, ma è necessario altresì considerare, in modo integrato, anche l’impatto che il settore ha sull’ambiente e gli occupanti/utilizzatori delle opere

Secondo diversi studi il settore delle costruzioni produce il 40% dei rifiuti a livello globale, è responsabile del consumo del 40% dell’energia, del consumo del 50% dei materiali estratti e dell’emissione del 36% di CO2 in Europa

Non a caso, nel suo discorso del 16 settembre 2020, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che “il settore delle costruzioni può essere trasformato da fonte di carbonio in serbatoio di carbonio se usiamo materiali costruttivi come il legno e usiamo le smart technologies come l’AI”, lanciando un chiaro messaggio a tutti i soggetti del settore verso l’innovazione sostenibile

All’interno di questo quadro generale è bene segnalare che il mercato di clienti e proprietari immobiliari che richiedono edifici più sostenibili, chiavi in mano, più performanti e digitalmente interagibili, progettati e realizzati da soggetti specializzati, sta crescendo.

Ciò significa che una domanda di valore per competere su qualità e sostenibilità c’è e in prospettiva appare divenire quella dominante, sia per l’aumento della sensibilità delle persone, soprattutto nei paesi più industrializzati come il nostro, sia per i sempre più stringenti vincoli regolamentari a tutela dell’ambiente, della sicurezza e salute dell’uomo.

Puntare su di una proposta di qualità e sostenibilità nel settore delle costruzioni è quanto mai indispensabile e urgente.

Ecco perché è necessario innovare il settore delle costruzioni.

 

Come i sistemi di gestione aiutano l’innovazione

Come anticipato nell’incipit del presente articolo l’innovazione è alla portata di tutti… quelli che si impegnano per ottenerla!

Creatività e ricerca sono elementi fondamentali per ottenere innovazione, ma da soli non potrebbero essere in grado di soddisfare l’obiettivo primario di ogni organizzazione che intraprende percorsi di innovazione: “creare valore”.

Qualche anno fa, prendendo a prestito l’aforisma del genio Thomas Alva Edison e adattandolo liberamente, spiegavo che l’innovazione “è 1% intuizione e 99% gestione”. 

Senza soffermarsi sulle dimensioni delle grandezze numeriche, il concetto base dell’affermazione è quello di sottolineare come, per ottenere risultati in grado di generare benefici, sia necessario impegnarsi a fondo e costantemente, dosando sapientemente metodo e passione.

In questo lavoro possono venirci in aiuto i Sistema di gestione dell’innovazione secondo la linea guida ISO 56002 (metodo).

L’implementazione di un sistema di gestione dell'innovazione rappresenta un'opportunità per le organizzazioni di orientare i propri processi, o parti di essi, nell'impegno quotidiano ad innovare.

Un sistema di gestione è il modo in cui un'organizzazione gestisce le proprie attività in modo integrato e correlato al fine di raggiungere gli obiettivi posti.

Creare un sistema di gestione dell'innovazione ha l'indubbio vantaggio di sviluppare un ecosistema evoluto, all'interno dell'organizzazione, in grado di strutturare con continuità: processi, modalità, strumenti e scelta delle risorse competenti (con la relativa disponibilità) per rendere l'innovazione un impegno costante dell'organizzazione e non un'attività relegata a pochi dipartimenti o a momenti sporadici di intuizioni che devono "rubare" il tempo all'operatività quotidiana.

All’interno del sistema di gestione dell’innovazione riveste particolare importanza la gestione della collaborazione con altri soggetti che condividono i medesimi obiettivi e principi valoriali, al fine di massimizzare le opportunità di successo grazie a partnership in grado di portare conoscenze, competenze, capacità utili all’innovazione.

Per approfondimenti su come i sistemi di gestione aiutano l’innovazione, si invita a leggere il seguente articolo

 

Facciamo come i calabroni

Il calabrone teoricamente non può volare a causa del suo rapporto (a sfavore) tra la massa del corpo e la superficie delle ali. Ma alla fine vola comunque, perché trova le motivazioni e le risorse necessarie per farlo.

Allo stesso modo lo può fare questo settore, con tutte le difficoltà e i limiti esistenti, non da ultimo l’estrema parcellizzazione dei soggetti coinvolti. 

Sostengo da tempo e con convinzione che la via più efficace sia ricercare innovazioni di filiera, nelle quali si creino modelli e soluzioni in grado di generare valore duraturo.

Il punto di partenza deve essere certamente il progetto.

Il progetto è l’opera in termini di dettagli e informazioni, seppur ancora in formato “digitale”, la sua costruzione sarà, di fatto, un passaggio di stato “digitale-fisico”, ma tutte le informazioni e prestazioni, anche transitorie (es: gestione cantiere), devono essere definite preliminarmente all’interno del progetto.

Solo così sarà possibile indagare, per migliorare, gli interventi di efficientamento della produttività, di impatto ambientale; conoscendo in modo intellegibile costi, tempi e prestazioni dell’opera finale. In caso contrario il processo di costruzione, passaggio finale prima della consegna dell’opera, sarà oggetto di minacce per il fatto di non aver previsto e dettagliato il lavoro da svolgere e le soluzioni da adottare.

Non esistono formule magiche per creare prodotti da costruzione innovativi, ma esistono certamente metodologie che possono essere applicate al fine di agevolare il processo di innovazione e massimizzare le opportunità di successo.

Per approfondimenti su queste metodologie e strumenti di rimanda all’articolo “Come creare un prodotto innovativo”.  

Buona innovazione.