Quali pavimentazioni per la mobilità lenta? Una Guida alla scelta

La progettazione di spazi per la mobilità pedonale e ciclistica necessita, spesso, dell’uso di materiali che caratterizzino i luoghi rispetto alla mobilità motorizzata.

L’inserimento dei percorsi per la cosiddetta “mobilità lenta” all’interno di contesti ambientali da salvaguardare, inoltre, impone particolare attenzione alle caratteristiche dei materiali e alle loro prestazioni, soprattutto in termini di permeabilità. Nell’articolo si riportano alcuni esempi utili per progettare percorsi a misura di pedone e di ciclista con una particolare attenzione all’inserimento nei vari contesti.


 

Le pavimentazioni degli spazi pedonali e ciclabili 

Gli spazi pedonali sono elementi importanti dell’ambiente urbano, in quanto sono i luoghi privilegiati delle relazioni sociali e costituiscono un elemento di ampliamento di funzioni pubbliche o private aperte al pubblico. 

Secondo il Regolamento Edilizio di Roma gli spazi pedonali sono “le aree pavimentate, accessibili al pubblico, in cui il pedone si muove in sicurezza e autonomia, qualunque sia la propria condizione fisica soggettiva. Si tratta di spazi in cui l’indice di permeabilità delle pavimentazioni sarà pari o inferiore al 20% e in cui il verde ha funzione prevalentemente estetica e di arredo.

Tale definizione descrive bene la funzione principale che deve avere la pavimentazione negli spazi dedicati ai pedoni, cioè quella di garantire l’accessibilità universale e la sicurezza degli utenti

Le pavimentazioni, inoltre, costituiscono un elemento importante nella progettazione degli spazi aperti e, dal punto di vista formale, devono rispondere a esigenze di carattere percettivo-paesaggistico e storico-iconografìco, adattandosi al contesto dei luoghi rispettandone, il più possibile, le caratteristiche storiche e ambientali, esaltando l’ambiente costruito ed il disegno urbano.

I percorsi ciclabili, come quelli pedonali, devono avere caratteristiche di accessibilità e, in particolare, essere idonei alla percorrenza ciclistica, assicurando il più possibile un fondo compatto e privo di irregolarità. I materiali possono essere gli stessi degli spazi pedonali con una particolare attenzione alle necessità dei ciclisti.

Di seguito elenchiamo alcune tipologie di materiali utilizzabili per piazze, marciapiedi e percorsi pedonali e ciclabili.

 

Abaco dei materiali per pavimentazioni destinate alla mobilità ciclabile e pedonale

Asfalti 

L’asfalto risulta essere, solitamente, la soluzione più economica e veloce per pavimentare spazi, sia per la mobilità motorizzata che per quella pedonale e ciclistica. 

A suo favore ha i minori costi rispetto ad altri materiali e la rapidità di posa in opera. Di contro il conglomerato bituminoso ha una resa estetica non proprio accattivante, che può essere migliorata aggiungendo pigmenti colorati, in modo da avere una superficie di colore diverso dal nero dell’asfalto appena posato e dal grigio, più o meno scuro, che il materiale assume come colorazione dopo qualche mese dalla posa in opera.

La superficie può essere anche modificata attraverso appositi stampi che danno l’aspetto di una pavimentazione ad elementi lapidei e possono creare giochi di forme interessanti.

Sulle superfici asfaltate possono essere, inoltre, applicate resine e vernici colorate per ottenere effetti cromatici particolari e/o delimitare particolari aree.

Esistono anche asfalti permeabili, che attraverso una particolare lavorazione degli inerti permettono una permeabilità all’acqua creando spazi vuoti altamente permeabili all’acqua e una buona capacità drenante, caratteristica non secondaria soprattutto per rispettare i regolamenti locali che, sempre più, richiedono superfici permeabili per spazi pubblici e privati.


Pavimentazione in asfalto stampato

Esempio di asfalto stampato

 

Pavimentazioni in pietra

Le pavimentazioni storiche in pietra si differenziano da quelle moderne sia per la natura dei materiali utilizzati che per le tecniche di realizzazione. Vengono utilizzati materiali lapidei o in cotto, spesso di grande spessore, e in caso di manutenzione e ripristino è opportuno utilizzare gli stessi materiali e le stesse tipologie di posa.

Le tecniche e le tipologie di posa e di materiale sono le più diverse, dal basolato, formato da lastre di roccia di origine vulcanica o calcarea o di altro materiale, di notevole peso e dimensioni (spesso 50x50 cm o 60x60 cm), al pavè, un tipo di pavimentazione formato da elementi di piccole dimensioni, dell’ordine di una decina di centimetri, che può essere costituito da cubetti di basalto (i cosiddetti sampietrini) o di porfido (i bolognini) o da ciottoli arrotondati (acciottolato).


Pavimentazione in basolato

Esempio di moderno basolato

 

Attualmente si utilizzano, soprattutto nei centri storici, entrambe le tipologie di pavimentazione, spesso utilizzando lastre o cubetti di porfido, o altre pietre naturali, in particolare travertini o quarziti.

Al pregio estetico di tale tipologie di pavimentazione si contrappone l’alto costo dei materiali e della posa in opera, la permeabilità delle superfici, che può essere mitigata con la posa “a secco” senza materiale legante (possibile solo per alcune tipologie di posa), e, spesso, l’irregolarità e la scivolosità delle superfici in caso queste siano bagnate, cosa che rendono le pietre naturali poco idonee ai percorsi ciclabili.

 

Pavimentazioni con masselli di calcestruzzo  

Al posto della pietra, con le stesse tecniche di posa, possono essere utilizzati masselli di calcestruzzo, autobloccanti o meno. Possono essere posati a secco o sigillati con legante, e possono essere delle dimensioni e degli spessori più diversi, con forme e colori di diversi tipi.

Solitamente non sono utilizzati in contesti storici o di pregio ambientale per quanto, ultimamente, diversi tipi di finiture e formati hanno migliorato di molto la resa estetica del prodotto.

I masselli in calcestruzzo, se posati a secco su letto di sabbia, garantiscono una discreta permeabilità.

Per i percorsi ciclabili i masselli di calcestruzzo hanno le stesse problematiche, anche se attenuate, degli elementi in pietra naturale, non garantendo la perfetta complanarità delle superfici, potendo dare problemi di confort nella percorribilità in sella alla bicicletta.

 

Pavimentazioni in calcestruzzo  

Altro materiale utilizzato per pavimentazioni esterne, pedonali o ciclabili, è il calcestruzzo. Materiale versatile può essere utilizzato nella sua forma “industriale”, con pavimentazioni lisce con finitura in resina, o con aggiunta di additivi, colori ed altri materiali, che permetto diverse tipologie di finiture.

Si possono utilizzare particolari stampi, e successiva finitura con resine, per conferire alla superficie delle pavimentazioni forme che richiamano pavimentazioni in lastre di pietra o ciottoli, o utilizzare inerti e leganti che, dopo la finitura con getti di acqua compressa, lasciano la superficie con ghiaietto a faccia vista, simulando una pavimentazione in ghiaia.

Vantaggi del calcestruzzo sono la facilità di posa in opera e i costi contenuti rispetto ad altri materiali. Di contro c’è l’impermeabilità del materiale e la vulnerabilità al Cloruro di sodio (NaCl), sale utilizzato come disgelante che corrode le superfici.

Anche il calcestruzzo, però, con l’aggiunta di particolari inerti, può diventare permeabile, risolvendo, così, la problematica della copertura del suolo e del ristagno delle acque meteoriche.

Per i percorsi ciclabili il calcestruzzo può essere una buona alternativa all’asfalto.

 

Pavimentazione in calcestruzzo permeabile

Percorso ciclabile in calcestruzzo permeabile

 

Esistono, in commercio, anche pavimentazione in calcestruzzo fotocatalitico con additivi che, sotto l’azione dei raggi solari, stimolano la formazione di reagenti a intensa azione ossidante capaci di decomporre alcuni degli inquinanti presenti nell’atmosfera, trasformando gli ossidi di azoto e di zolfo rispettivamente in solfati e nitrati, non tossici, dilavandoli poi con l’azione dell’acqua piovana.

Si unisce, quindi, alla funzione di pavimentazione, anche una funzione di mitigazione degli effetti dell’inquinamento.

 

Pavimentazioni in terra stabilizzata  

Materiale usato principalmente per percorsi pedonali e ciclistici in ambiti che necessitano di particolari tutele ambientali come parchi, giardini e aree protette, le terre stabilizzate sono una valida alternativa all’asfalto e al cemento ed hanno, come pregio, una elevata permeabilità e una immagine estetica che le accomuna ai percorsi in terra battuta.

Ottenuta tramite l’aggiunta alla terra di leganti chimici, la pavimentazione in terra stabilizzata ha un aspetto “naturale” che la rende adatta per percorsi in contesti ambientali e paesaggistici che richiedono un minimo impatto visivo nella realizzazione di infrastrutture mentre sono meno idonee per contesti più “urbani” come piazze, aree pedonali e piste ciclabili in ambito cittadino, seppure sono spesso utilizzate negli spazi verdi e nei giardini pubblici.

 

Le tipologie di pavimentazioni per gli spazi pedonali e ciclabili, sopra riportate, sono solo alcune di quelle attualmente in commercio. Materiali e tecniche di posa in opera sono in continua evoluzione per venire incontro a diverse esigenze, in particolare per quanto riguarda la facilità di posa in opera e di manutenzione, l’economicità dei materiali e le loro caratteristiche di durabilità e di compatibilità con l’ambiente ove vengono posati.

Particolare attenzione, negli ultimi anni, si ha alla permeabilità delle superfici e alla loro compatibilità i contesti ove vengono realizzate, siano essi in aree urbanizzate o in contesti naturali.

Nella scelta dei materiali, inoltre, va tenuto conto della facilità di percorribilità, avendo attenzione alla planarità delle superfici e al loro raccordo con elementi come grate, griglie, chiusini, ecc., in modo da realizzare superfici omogenee che evitino incidenti ai fruitori, siano essi pedoni o ciclisti, prestando particolare cura all’utilizzo da parte di persone con disabilità.

 

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