Codice di Buona Pratica Massetti: i massetti ribassati e a bassa inerzia

Finalmente una guida sicura ed affidabile per il dimensionamento dei massetti radianti a basso spessore che differiscono sensibilmente da quelli tradizionali per ciò che concerne i parametri progettuali.

Questo è il settimo di 9 articoli nati col fine di presentare le principali novità introdotte dalla Rev. 4 del Codice di Buona Pratica per la progettazione e il controllo dei massetti e dei pavimenti edito da Conpaviper.


 

Massetti radianti ribassati: cosa sono

La Rev. 4 del Codice di Buona Pratica Conpaviper è il primo documento in Italia che affronta e risolve il problema dei massetti radianti ribassati, applicazione dalla diffusione crescente nel mercato delle costruzioni. L’argomento viene trattato nell’Allegato G. del documento

I massetti radianti ribassati sono definiti come: massetti radianti con spessore minimo sul tubo inferiore a 30 mm.

Vengono classificati in base alla tipologia costruttiva:

  • massetti radianti ribassati in aderenza;

  • massetti radianti ribassati a bassa inerzia;

  • massetti radianti ribassati su impianti tradizionali tipo A UNI EN 1264-1 e UNI EN ISO 11855-5: composti da uno strato isolante in EPS accoppiato ad un pannello per il fissaggio dei tubi.

 

Massetti radianti ribassati in aderenza

Sono realizzati in aderenza al sottofondo con impiego di appositi promotori di adesione (tipo boiacca e resina vinilica o resina epossidica), se non diversamente indicato dal Progettista del Sistema Pavimento. Per questa tipologia il Codice considera esclusivamente la Classe di destinazione P1 (Allegato A della Rev. 4 del Codice).

 

Massetti radianti in aderenza

 

I massetti aderenti devono essere cementizi o a base di leganti speciali. Possono essere a base anidrite se si utilizzano appositi primer.

È possibile applicare le pavimentazioni ceramiche, lapidee e anche quelle lignee solo se in posa flottante purché siano verificate da parte del Progettista del Sistema Pavimento le condizioni seguenti:

  • sottofondo stagionato e asciutto;
  • assenza di umidità di risalita dagli strati sottostanti;
  • assenza di materiali igroscopici in corrispondenza del sottofondo.

Per altre finiture (resilienti, laminate, tessili e resinose), occorre una progettazione specifica.

Massetti di questo tipo possono essere realizzati esclusivamente su supporti meccanicamente resistenti. Nel caso che il sottofondo non possa essere considerato sufficientemente “rigido” ai fini del dimensionamento del Sistema Pavimento (solaio, massetto pesante, pavimento, sottofondo pesante, alleggerito e leggero con massa volumica > 800 kg/m3) allora il massetto si considera galleggiante.

 


Cos'è il Pavimento o Sistema Pavimento

Il Pavimento o Sistema Pavimento è l'insieme degli strati compresi tra il supporto strutturale e la pavimentazione finale: sottofondo, strati resilienti, isolanti termici, massetto, impianti radianti, giunti di varia natura, rivestimento finale, strati di desolidarizzazione, freno al vapore.


 

Il massetto deve avere uno spessore minimo di 8 mm sulla tubazione. A tal fine occorre prestare molta attenzione all’esecuzione delle quote del sottofondo e a quella dei vincoli come altezza soffitto, pavimenti, soglie, ascensore, piatto doccia, scale, ecc., in quanto tale applicazione richiede elevata accuratezza da parte di tutti applicatori coinvolti.

Le tolleranze del sottofondo sono riportate nel Prospetto G1 della Rev. 4 del Codice. I valori riportati sono quelli raccomandabili in fase di progettazione ed esecuzione dei sottofondi. Capita comunque, soprattutto nelle ristrutturazioni, di trovare valori delle tolleranze ben più elevati e voler comunque realizzare massetti radianti ribassati in aderenza.

Evitare inoltre i rilievi puntiformi e la rugosità che vanno a minare la levigatezza della superficie del sottofondo.

Il pannello utilizzato per bloccare il tubo dell’impianto radiante deve essere incollato con colle che non rigonfiano: ad esempio quelle poliuretaniche non possono essere utilizzate.

Il massetto deve avere classe di resistenza nominale minima in conformità alla norma EN 13813, pari a C 30 F6 e non necessita di armatura. Per le altre prestazioni si fa riferimento ai valori riportati nell’Allegato A della Rev. 4 del Codice.

Occorre prevedere l’utilizzo del giunto di dilatazione perimetrale senza bandella.

 

Massetti radianti ribassati a bassa inerzia

È possibile applicare ai massetti radianti ribassati a bassa inerzia le pavimentazioni ceramiche, lapidee e anche quelle lignee solo se in posa flottante purché siano verificate da parte dal Progettista del Sistema Pavimento le condizioni seguenti:

  • sottofondo stagionato e asciutto;
  • assenza di umidità di risalita dagli strati sottostanti.

Per altre finiture (resilienti, laminate, tessili e resinose), occorre una progettazione specifica.

 

Massetti radianti ribassati a bassa inerzia

 

Massetti di questo tipo possono essere realizzati esclusivamente su supporti meccanicamente resistenti. Nel caso che il sottofondo non possa essere considerato sufficientemente “rigido” ai fini del dimensionamento del Sistema Pavimento (solaio, massetto pesante, pavimento, sottofondo pesante, alleggerito e leggero con massa volumica > 800 kg/m3) allora il massetto si considera galleggiante (paragrafo 5.3.2 della Rev. 4 del Codice).

Il massetto deve avere uno spessore minimo di 10 mm sulla tubazione in Classe di destinazione P1 e 15 mm in Classe di destinazione P2. A tal fine occorre prestare molta attenzione all’esecuzione delle quote del sottofondo e a quella dei vincoli come altezza soffitto, pavimenti, soglie, ascensore, piatto doccia, scale, ecc., in quanto tale applicazione richiede elevata accuratezza da parte di tutti applicatori coinvolti. Le tolleranze del sottofondo sono riportate nel Prospetto G1 del Codice. I valori riportati sono quelli raccomandabili in fase di progettazione ed esecuzione dei sottofondi.

Evitare inoltre i rilievi puntiformi e la rugosità che vanno a minare la levigatezza della superficie del sottofondo.

I pannelli dell’impianto idraulico che hanno la duplice funzione di fissaggio dei tubi e di isolamento termico, devono presentare tensione minima di compressione alla deformazione del 10% (σ10) pari a 400 kPa e devono essere incollati al sottofondo con colle che non rigonfiano: ad esempio quelle poliuretaniche non possono essere utilizzate.

Il massetto deve avere classe di resistenza nominale minima in conformità alla norma EN 13813, pari a C 30 F6 e non necessita di armatura. Per le altre prestazioni si fa riferimento ai valori riportati nell’Allegato A della Rev. 4 del Codice.

Occorre prevedere l’utilizzo del giunto di dilatazione perimetrale senza bandella. 

 

Massetti radianti ribassati su impianti tradizionali

I massetti con impianti radianti tipo A UNI EN 1264-1 e UNI EN ISO 11855-5 sono assimilabili a massetti galleggianti che incorporano nello spessore elementi riscaldanti/raffrescanti (tubazioni in materiale plastico o serpentine elettriche). Nel perimetro di ogni ambiente deve essere presente una striscia perimetrale comprimibile che permetta le dilatazioni del massetto. Lo strato separatore avente funzione di freno al vapore deve essere posizionato al di sotto del pannello isolante del sistema radiante.

 

Massetti radianti ribassati su impianti tradizionali

 

Si considerano esclusivamente le Classi di destinazione P1 e P2 (Allegato A della Rev. 4 del Codice). È possibile applicare le pavimentazioni ceramiche, lapidee e anche quelle lignee solo se in posa flottante. Si delega il Progettista del Sistema Pavimento per valutare l’efficacia di tali tipologie di massetti per la posa di pavimentazioni resilienti, laminate, tessili e resinose.

Il massetto deve avere uno spessore minimo di 20 mm sulla tubazione. A tal fine occorre prestare molta attenzione all’esecuzione delle quote del sottofondo e a quella dei vincoli come altezza soffitto, pavimenti, soglie, ascensore, piatto doccia, scale, ecc., in quanto tale applicazione richiede elevata accuratezza da parte di tutti applicatori coinvolti.

Le tolleranze del sottofondo sono le medesime dei masseti radianti tradizionali.

Evitare inoltre i rilievi puntiformi e la rugosità che vanno a minare la levigatezza della superficie del sottofondo.

Il massetto deve avere classi di resistenza nominali minime pari a C 30 e F6, in conformità alla norma EN 13813. Per le altre prestazioni si fa riferimento ai valori riportati nell’Allegato A della Rev. 4 del Codice.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda all’Allegato G della Rev. 4 del Codice di Buona Pratica massetti del Conpaviper.

 


Rev.04 Codice di Buona Pratica per la progettazione e il controllo dei massetti e dei pavimenti

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Speciale 

Massetti: le regole

Lo speciale si compone di 9 articoli scritti col fine di presentare le principali novità introdotte dalla Rev. 4 del Codice di Buona Pratica per la progettazione e il controllo dei massetti e dei pavimenti edito da Conpaviper.

A cura di Massimo Bocciolini, Ingegnere e Coordinatore del GdL Conpaviper che ha revisionato il documento.

Piano Editoriale dello Speciale

  1. Dal massetto al pavimento
  2. Il progettista del Sistema Pavimento 
  3. I parametri che influenzano la resistenza meccanica del pavimento 
  4. Il dimensionamento del pavimento 
  5. Influenza dei sottofondi sulla stabilità dei pavimenti 
  6. I giunti nei massetti
  7. I massetti ribassati e a bassa inerzia 
  8. Prestazioni meccaniche dei massetti 
  9. Codice di Buona Pratica Massetti: l’Allegato A



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