Codice di Buona Pratica Massetti: i giunti nei massetti

La corretta posizione e ampiezza dei giunti dei massetti deve essere determinata in fase progettuale valutando opportunamente quanto prescritto nella Rev. 4 del Codice di Buona Pratica.

Questo è il sesto di 9 articoli nati col fine di presentare le principali novità introdotte dalla Rev. 4 del Codice di Buona Pratica per la progettazione e il controllo dei massetti e dei pavimenti edito da Conpaviper.


 

Cosa sono e quale funzione hanno i giunti nel massetto

Il Sistema Pavimento, dal momento della posa a tutta la sua vita in servizio, subisce variazioni dimensionali causate dalla temperatura, dall'umidità (soprattutto) dello strato di finitura e dagli assestamenti strutturali, che provocano tensioni più o meno forti, tali da poter provocare delle lesioni nel massetto e nella pavimentazione.

Per assorbire queste variazioni dimensionali (di contrazione o di dilatazione) si devono realizzare dei piani di discontinuità trasversali al massetto chiamati giunti.

La posizione e l’ampiezza dei giunti va determinata in fase progettuale valutando le metodologie di posa del massetto, la posizione degli elementi di discontinuità, la geometria del pavimento, le condizioni ambientali e le sollecitazioni meccaniche connesse con la classe di destinazione d'uso.

In prossimità dei giunti si possono avere scostamenti della planarità superiori a quelli generalmente ammessi nel massetto, anche fino al 20%.

Il giunto di contrazione del massetto può non coincidere con il giunto della pavimentazione: in questi casi il posatore del rivestimento dovrà sigillare il giunto del massetto ed eseguire un nuovo giunto in coincidenza del giunto del rivestimento.

I giunti possono essere suddivisi in:

  • giunti strutturali;
  • giunti di lavorazione;
  • giunti di contrazione/frazionamento/controllo;
  • giunti di dilatazione, compresi i giunti perimetrali di isolamento.

Uno stesso giunto può assolvere a più funzioni sotto descritte: ad esempio i giunti strutturali, di lavorazione e di dilatazione possono fungere anche da giunti di contrazione, anche se non è vero il contrario. I giunti di lavorazione e strutturali possono essere considerati giunti di dilatazione, se realizzati con la stessa metodologia.

 


Cos'è il Pavimento o Sistema Pavimento

Il Pavimento o Sistema Pavimento è l'insieme degli strati compresi tra il supporto strutturale e la pavimentazione finale: sottofondo, strati resilienti, isolanti termici, massetto, impianti radianti, giunti di varia natura, rivestimento finale, strati di desolidarizzazione, freno al vapore.


Giunti strutturali

I giunti strutturali devono essere predisposti in corrispondenza dei giunti presenti nella struttura e devono interessare sia il massetto che la pavimentazione. La larghezza dei giunti strutturali deve tenere conto di quella dei corrispondenti giunti presenti nella struttura. In prossimità dei giunti strutturali occorre interrompere l’armatura del massetto, ove presente.

 

Giunti di lavorazione

I giunti di lavorazione sono realizzati per delimitare il punto di interruzione della lavorazione o al termine di una giornata di lavoro o sul bordo di una campitura e interessano tutto lo spessore del massetto e della pavimentazione. In prossimità dei giunti di lavorazione occorre interrompere l’armatura del massetto, ove presente.

Per limitare il fenomeno dell’imbarcamento delle due porzioni di getto è buona norma fare ricorso ad una particolare armatura costituita perni passanti perpendicolari al giunto assimilabili ai barrotti utilizzati nei pavimenti industriali.

 

Giunto di lavorazione

 

Giunti di contrazione o di frazionamento o di controllo

I giunti di contrazione sono previsti per controllare la posizione delle fessurazioni da ritiro igrometrico durante la fase di stagionatura e per assorbire le variazioni dimensionali dovute al ritiro stesso.

La geometria dei giunti di contrazione tiene conto della geometria della pianta del locale su cui viene posato il massetto.

A stagionatura avvenuta, all’interno è possibile sigillare rigidamente alcuni dei giunti di contrazione con apposite resine, nel caso che la pavimentazione ceramica o lapidea prevista lo richieda per motivi estetici. Altrimenti i giunti devono interessare sia il massetto che la pavimentazione incollata.

Generalmente nei massetti cementizi i giunti di contrazione si realizzano in corrispondenza di: 

  • cambio repentino dello spessore del massetto;
  • soglie;
  • superfici rettangolari in funzione del tipo di legante utilizzato, la presenza di armatura e rapporto tra i lati;
  • elementi di discontinuità.

Per la realizzazione dei giunti di contrazione occorre tagliare il massetto per una profondità di almeno 1/3 dello spessore prestando attenzione a non incidere l’armatura sottostante o l’impianto di riscaldamento/raffreddamento, se presenti. I giunti di contrazione devono essere realizzati non appena è possibile incidere il massetto e comunque prima che questo abbia espletato la maggior parte del ritiro igrometrico. 

Per i massetti radianti autolivellanti si consiglia di utilizzare setti in materiale plastico o simili durante la fase di getto, mentre per i massetti semi-umidi è possibile realizzarli a fresco.

 

giunto di contrazione

 

Giunti di dilatazione, compresi i giunti perimetrali di isolamento

I giunti di dilatazione sono realizzati tra elementi costruttivi o campiture di massetto al fine di consentire il loro adattamento alle variazioni dimensionali o ai movimenti di assestamento. Possono coincidere con i giunti di lavorazione.

In presenza di armatura, al fine di consentire i movimenti, occorre interromperla.

I giunti perimetrali di isolamento consentono di isolare il massetto dalle adiacenti strutture verticali in elevazione e sono generalmente realizzati in materiale comprimibile per assorbire i movimenti di origine termica e igrometrica del Sistema Pavimento e i movimenti di assestamento della struttura. Queste fasce sono posate in aderenza al perimetro e interessano l’intera sezione del massetto e della pavimentazione.

Se opportunamente dimensionati e posizionati, i giunti perimetrali possono partecipare anche all’isolamento acustico per calpestio.

Occorre porre attenzione al posizionamento dei giunti perimetrali. Si riporta di seguito la corretta stratigrafia in prossimità del giunto perimetrale di un massetto radiante su isolante termico con utilizzo di freno al vapore.

 

Giunto perimetrale

Si ricorda di rifilare la parte che sborda dei giunti perimetrali solo dopo la posa della pavimentazione e del riempimento delle fughe tramite stuccature nel caso della piastrellatura ceramica e lapidea.

Altre raccomandazioni, riguardanti l’isolamento acustico, sono riportate nella norma UNI 11516 Indicazioni di posa in opera dei sistemi di pavimentazione galleggiante per isolamento acustico e nell’Allegato H della Rev. 4 del Codice.

In mancanza di dati specifici, per il calcolo dei movimenti del massetto dovuti alle variazioni termiche, è possibile utilizzare la nota formula:

ΔL = σ ΔT L0

Dove:

  • σ è il coefficiente di dilatazione termica lineare del Sistema Pavimento: cautelativamente è possibile considerare σ = 12 10-6 °C-1 per i massetti cementizi e σ = 16 10-6 °C-1 per quelli a base di solfati di calcio in quanto i rivestimenti rigidi come i ceramici, lapidei e il legno presentano coefficienti di dilatazione termica lineare inferiori.
  • ΔL è la variazione di lunghezza di due estremi posti a distanza L0 espressa in mm.
  • ΔT è la massima variazione di temperatura di progetto espressa in °C. 

Tali valori possono essere utilizzati per quantificare il numero e l’ampiezza dei giunti di dilatazione.

Cautelativamente si consiglia di trascurare fenomeni iniziali di contrazione del massetto per ritiro igrometrico.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al paragrafo 8.5 della Rev. 4 del Codice di Buona Pratica.

 


Rev.04 Codice di Buona Pratica per la progettazione e il controllo dei massetti e dei pavimenti

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Speciale 

Massetti: le regole

Lo speciale si compone di 9 articoli scritti col fine di presentare le principali novità introdotte dalla Rev. 4 del Codice di Buona Pratica per la progettazione e il controllo dei massetti e dei pavimenti edito da Conpaviper.

A cura di Massimo Bocciolini, Ingegnere e Coordinatore del GdL Conpaviper che ha revisionato il documento.

Piano Editoriale dello Speciale

  1. Dal massetto al pavimento
  2. Il progettista del Sistema Pavimento 
  3. I parametri che influenzano la resistenza meccanica del pavimento 
  4. Il dimensionamento del pavimento 
  5. Influenza dei sottofondi sulla stabilità dei pavimenti 
  6. I giunti nei massetti
  7. I massetti ribassati e a bassa inerzia 
  8. Prestazioni meccaniche dei massetti 
  9. Codice di Buona Pratica Massetti: l’Allegato A



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