Le proposte dei docenti di Restauro architettonico per il PNRR

Le proposte della SIRA per il PNRR

La SIRA è la associazione che riunisce i docenti di Restauro architettonico delle università italiane, specialisti quindi delle pratiche relative alla tutela, alla conservazione, al riuso, alla valorizzazione degli edifici storici e del paesaggio. A fronte di un Piano di Ripresa e Resilienza che dice di mettere la Cultura al centro delle strategie, e anche di un acceso dibattito sulle modalità di attuazione dei molteplici interventi previsti, l’associazione ha sentito la necessità di prendere posizione.

Non si tratta semplicemente di esprimere preoccupazioni o ribadire fondamenti culturali, ma di mettersi a disposizione per dare un contributo tecnico ad un processo di estrema complessità, del quale vediamo le grandi opportunità, prima dei rischi: a partire dalla messa a sistema tra il sostegno alla ricerca e i vari progetti applicativi.

La grande complessità del PNRR può essere rappresentata come la composizione di due vettori ortogonali: da una parte la dichiarata volontà di ottenere da questo piano di investimenti un cambiamento profondo del Paese colmando tutta una serie di ritardi (digitalizzazione, competenze, efficienza energetica, accessibilità, , norme incoerenti…); dall’altra la scelta di dare una robusta iniezione di spesa per avere, attraverso gli effetti diretti, indiretti e indotti, una ripresa di fatturato e di posti di lavoro.

Non sarà facile comporre i due vettori: perché se in nome delle tempistiche di spesa si cercassero le modalità più facili, le scorciatoie, le operazioni d’immagine, alla fine ci si ritroverebbe con una serie di opere compiute a fronte di un impatto non strutturale sulla competitività del Paese, che era molto bassa ben prima della crisi. Insomma, tanti debiti contratti per nulla, anzi col rischio di perdere per strada alcuni dei vantaggi competitivi su cui si basa l’economia italiana, e con un sistema di regole non razionalizzato, ma in realtà complicato dal confronto tra pratiche eccezionali e una quotidianità indifesa contro i troppi rischi in tema di sicurezza, controlli, legalità, ma anche affidabilità delle opere. Il che vale in generale, ma a maggior ragione per gli interventi sulle fragili preesistenze di valore culturale.

Proprio per la valorizzazione dell’investimento si collocano le proposte della SIRA, relative ai non pochi miliardi dedicati esplicitamente al patrimonio culturale, ma in realtà orientate anche a curare le correlazioni sistemiche tra settori anche apparentemente molto lontani: perché il patrimonio culturale crea valore nelle connessioni che costruisce, non solo nella fruizione post-restauro.

Da anni la nostra ricerca, di carattere fortemente applicativo e per sua natura interdisciplinare, riguarda l’applicazione di strumenti digitali, l’efficienza energetica, la gestione della conoscenza, e così via, e da anni denunciamo la carenza di coordinamento e programmazione, ben sapendo che la principale garanzia per la qualità delle opere è la precisione degli indirizzi preliminari ai progetti.

Pertanto le proposte che avanziamo sono ad un tempo semplici e ambiziose: si riferiscono a adempimenti attesi da anni per circoscrivere la discrezionalità tecnica, all’accento sulle analisi di fattibilità per favorire la qualità progettuale e l’adozione di tecnologie appropriate, al coinvolgimento diffuso nel processo di crescita delle competenze, a valorizzare quanto già avviato.

 

STEFANO DELLA TORRE - INGENIO - POLITECNICO DI MILANO - BIM - BUILDING SMART ITALIA - ABC.jpgStefano Della Torre

Presidente SIRA

Coordinatore dell’ambito Patrimonio culturale del Programma Nazionale della Ricerca 2021-27