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Il Social Housing in Italia: progetti e modelli di successo a Urbanpromo

Il social housing è uno dei temi che hanno caratterizzato l’ultima edizione di Urbanpromo, la manifestazione organizzata da INU e Urbit: alcuni progetti italiani.

Tra i temi che hanno caratterizzato l’ultima edizione di Urbanpromo, la manifestazione organizzata dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e da Urbit, c’è stato quello dell’abitare sociale, a cui è stata anche dedicata una due giorni ad hoc.

Nello specificio, CDP Investimenti SGR ha presentato le attività del Fondo Investimenti per l’Abitare Sociale, mentre la Fondazione Compagnia di San Paolo ha mostrato la piattaforma ioabitosocial, per la ricerca di abitazioni temporanee di Social Housing.

Infine Abitare Toscana ha presentato Abito in Community, un progetto che punta a realizzare un modello di vicinato collaborativo attraverso un programma di start up di comunità e la coprogettazione di spazi, funzioni e servizi.

 

CDP Investimenti SGR: le attività del Fondo Investimenti per l’Abitare Sociale

CDP Investimenti SGR ha presentato le attività del Fondo Investimenti per l’Abitare Sociale (FIA). 

Da oltre dieci anni Cassa Depositi e Prestiti è impegnata a promuovere e sostenere lo sviluppo dell’Edilizia Privata Sociale, il cosiddetto Housing Sociale, attraverso questo fondo di fondi, di cui è investitore di riferimento (con 1 miliardo di euro capitale, pari a circa il 50% della dotazione finanziaria complessiva), nonché gestore attraverso la controllata CDP Investimenti SGR.

Il FIA opera attraverso un Sistema Integrato di Fondi (SIF): 29 fondi immobiliari locali, gestiti da 9 SGR, che hanno come investitore di riferimento il FIA (con quote comprese tra il 33 e l’80% del capitale totale) e come co-investitori gli stakeholders del territorio, in primis le fondazioni locali di origine bancaria, ma anche Regioni, Province, Comuni, cooperative di abitazione e sviluppatori privati.

Le risorse complessivamente mobilitate dal SIF sono pari a circa 3 miliardi di euro (moltiplicatore 3X rispetto all’investimento di CDP), grazie alle quali il SIF può essere considerato – a livello mondiale – il terzo intervento per dimensioni attivo nell’ambito dell’impact investing.

L’offerta del SIF traguarda a regime circa 20.000 alloggi sociali oltre a posti letto in residenze temporanee e studentesche distribuiti su tutto il territorio nazionale. Ad oggi sono circa 230 gli interventi realizzati o in corso di realizzazione.

 

Le attività del Fondo Investimenti per l’Abitare Sociale

 

Le tipologie di interventi del programma di Social Housing

Il programma di Social Housing promuove, in particolare, tre distinte tipologie di interventi:

  1. nuovi quartieri di social housing nelle città che offrono alloggi prevalentemente in affitto ma anche in vendita convenzionata alle giovani coppie, alle famiglie numerose o monoparentali, agli immigrati regolari. Tra gli esempi più rilevanti vi sono Cenni di Cambiamento, Borgo Figino e Redo a Milano, Vivo al Venti, Cascina Fossata e Nuova Falchera a Torino, le Piagge a Firenze, Padova via del Commissario, le Corti di Medoro a Ferrara, le Corti Perugine a Perugia, Quartiere Stadio a Lecce, Parco Gentile a Bari, Housing Città dei Sassi a Matera;
  2. edilizia universitaria e temporanea, che offre posti letto e servizi agli studenti fuori sede e a coloro che sono costretti ad affrontare un’esigenza abitativa limitata nel tempo. Tra gli interventi più rilevanti: Campus Santa Marta a Venezia, Padova via Delù, Ivrea24 e Campus Sanpaolo a Torino, Campus Certosa e Campus Monneret a Milano, l’ostello We_Bologna a Bologna;
  3. strutture socio-sanitarie e le residenze protette per gli anziani autosufficienti e non, tra cui Villa Fastiggi a Pesaro e Civitas Vitae Marche, sulla base di un modello innovativo che vede la longevità come risorsa di comunità.

 

La piattaforma ioabitosocial della Fondazione Compagnia di San Paolo

La Fondazione Compagnia di San Paolo ha presentato la piattaforma ioabitosocial, dedicata alla ricerca di soluzioni abitative temporanee di Social Housing in Italia, lanciata a marzo 2019. 

La piattaforma ioabitosocial è un’opportunità per fare rete, mettendo in relazione la domanda sempre crescente di persone che cercano soluzioni abitative per periodi brevi con l’offerta dei numerosi gestori di “residenze temporanee” in Italia.

Si rivolge a persone in situazione di stress abitativo, studenti, professionisti in viaggio, city users, anziani, giovani coppie.
L’obiettivo della piattaforma è quello di agevolare la ricerca di soluzioni abitative temporanee attraverso la geolocalizzazione e l’identificazione di bisogni ed esigenze, rendendo visibili e accessibili le realtà di Social Housing esistenti attraverso la candidatura da parte dei gestori.


Il progetto nasce da un’iniziativa della Fondazione Compagnia di San Paolo, ma conta sulla partecipazione di tutte le realtà di Social Housing temporaneo del nostro Paese. La Fondazione, attraverso la sua Missione Abitare tra casa e territorio, considera l’abitare sociale come risposta alle domande emergenti, integrando le esigenze economiche, sociali, relazionali e lavorative delle persone e sperimentando modelli nuovi e replicabili.

Favorisce inoltre progetti di rigenerazione urbana in cui l’abitare rappresenta un’opportunità di trasformazione del territorio secondo principi di sostenibilità sociale e ambientale.

La Missione Abitare tra casa e territorio contribuisce al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile:

  • 1. Sconfiggere la povertà;
  • 10. Ridurre le disuguaglianze;
  • 11. Città e comunità sostenibili.

 

La piattaforma ioabitosocial della Fondazione Compagnia di San Paolo

 

Il progetto Abito in Community di Abitare Toscana

Infine Abitare Toscana, gestore socio immobiliare e advisor tecnico sociale, che ha presentato Abito in Community, un progetto cooperativo di sistema, sostenuto dalla Fondazione CR Firenze con il bando Fai la Casa Giusta, che genera valore aggiunto attraverso il social housing per gli abitanti e per la città, in dialogo costante con le istituzioni per progettare risposte concrete in termini di rigenerazione urbana e welfare.

Con un approccio dinamico, aperto e inclusivo si realizzano due azioni integrate:

  1. la costruzione di un modello di vicinato collaborativo attraverso un programma di start up di comunità e la coprogettazione di spazi, funzioni e servizi.
  2. l’inserimento nei SH di soluzioni abitative innovative per target di fragilità specifici come minori allontanati dalla famiglia, persone in uscita da percorsi di cura, persone che vivono una situazione temporanea di difficoltà socio-economica oppure anziani soli, che possono qui trovare un contesto accogliente, positivo e stimolante.

La presenza di soggetti cooperativi e del terzo settore radicati sul territorio garantisce una sostenibilità di lungo periodo al progetto: gli operatori, che stanno partecipando ad un’azione trasversale di formazione su facilitazione e community building, diventano punti di riferimento per tutti gli inquilini, offrendo loro supporto nella gestione degli spazi e dei servizi.

Abito in community promuove comunità abitative ad impatto sociale con suggestivi orizzonti cooperativi urbani.

Abito in community è anche la App che gli abitanti possono usare per organizzare eventi e gruppi di acquisto, condividere spazi comuni e mezzi di trasporto, scambiarsi competenze. Per promuoverne l’utilizzo è stato appositamente prototipato il gioco in scatola Socialhousingame con il quale gli abitanti possono “allenarsi” a vincere la sfida della collaborazione, superandone gli imprevisti.

Una delle sperimentazioni di Abito in Community, Sesto Smart Village, è stata selezionata come test del progetto intersettoriale di ricerca SociAbiliTA promosso da Legacoop Abitanti e Legacoop Sociali.

 


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