Guai o difetti in Edilizia: la regola del 7-7-7

In edilizia i guai o i difetti si manifestano:
                        entro 7 giorni
                        entro 7 mesi
                        entro 7 anni
 

Nel corso della mia lunga esperienza lavorativa mi sono trovato a indagare innumerevoli problematiche di degrado inerenti a materiali di vari a natura e composizione , tradizionali e innovativi , realizzati a volte con cicli applicativi semplici oppure, nei i tempi più recenti, applicati con cicli più complessi, multistrato, utilizzati in interventi semplici o cicli più articolati e su strutture più complesse. In tutti i casi analizzati si era sempre in presenza di un’evoluzione, non solo quindi una patologia di degrado, ma si evidenziava sempre una specifica evoluzione del degrado, che trasformava nel tempo un difetto spesso lieve in un degrado sempre più accentuato e, in alcuni cassi, anche distruttivo.
Analizzando i vari casi e, in partico lare, il momento della lo ro probabile formazione e la sua successiva evoluzione è emerso che molti di questi fenomeni si presentavano con una certa ricorrenza temporale, dalla quale potevano intravedere alcune costanti interpretative. Perché un difetto o un danno avviene in pochi giorni piuttosto che dopo molti anni? E’ solo il caso che determina quel p articolare difetto, oppure possono esserci specifici fattori scatenanti ? Nella mia attività di Consulente Tecnico in cause giudiziali e stragiudiziali ho trovato molto spesso la tendenza a dare interpretazioni semplicistiche delle patologie oggetto d’’indagine. L’aspetto temporale del fenomeno spesso non veniva preso in considerazione, come se fosse una variabile indipendente del problema. Come se unna cosa si potesse danne giare subito o dopo molto tempo, dipendendo solo dal caso…….. Questa interpretazione del problema, impropriamente fatalistica se espressa da un professionista, ha portato in vari casi alla errata individuazione delle cause ( e conseguentemente dell’imputazione delle responsabilità). Le indagini effettuate in vari casi di degrado che ho avuto l’occasione di indagare mi hanno restituito, invece, una possibile chiave interpretativa dei fenomeni riscontrati, che e potrebbe essere di interessante aiuto all’approccio delle indagini. Ho sottoposto da tempo queste mie considerazioni ad alcuni stimati colleghi ed amici e ho trovato un concreto riscontro nell’’ipotesi formulata, tanto da decidere proporla all’’attenzione del nostro settore: la tempistica d’ evoluzione dei problemi e la loro probabile interpretazione sulle possibili cause.

La regola del 7-7-7
Tutte le considerazioni sopra riportate possono essere riassunte nella Regola del 7-7-7. I problemi in edilizia succedono (solitamente) entro 7 giorni, entro 7 mesi, entro 7 anni.
Ovviamente questi spazi temporali non possono essere presi come esattamente definiti. Indicativamente, per 7 giorni si intende quando un problema si manifesta entro i primi giorni dall’intervento o della specifica realizzazione; potremmo inquadrare questo primo periodo compreso tra il momento dell’applicazione e il quindicesimo giorno successivo.
Il secondo periodo, indicato con 7 mesi, deve essere interpretato come un arco di tempo tra 4 e 12 mesi dopo la realizzazione (in alcuni casi potrebbe essere anche fino a due anni, ma difficilmente oltre tale periodo).
Infine, l’arco temprale di 7 anni deve essere inteso come un periodo di tempo compreso tra 5 e 10 anni (e oltre) dalla realizzazione.
Questa classificazione temporale dei difetti e delle patologie non vuole essere, quindi , una regola certa della formazione di alcuni fenomeni e della loro interpretazione, ma potrà essere di valido aiuto nella individuazione delle possibili cause e responsabilità, concentrando l’attenzione dell’indagine verso le cause più probabili del fenomeno, evitando in tal modo indagini a 360 gradi spesso costose ed inutili. Lo scopo di questa semplice regola che vorrei sottoporre all'attenzione del settore, serve solo a indirizzare i tecnici verso una modalità interpretativa semplificata, che permetta loro di evitare voli pindarici che spesso si traducono nell'allargare le cause del problema a tutte le ipotesi possibili, invece che concentrare l'attenzione su quelle più probabili.

Riporto di seguito lo schema interpretativo che personalmente utilizzo da tempo; non vuol essere certamente esaustivo, è solo un'indicazione che vorrei sottoporre all’attenzione dei miei colleghi, per essere condivisa, contestata, migliorata, arricchita.
Come schematicamente indicato in precedenza: i problemi di verificano in edilizia entro 7 giorni, entro 7 mesi, entro 7 anni.

Ecco la mia chiave interpretativa (in questo articolo solo come esempio semplificato), con le probabili cause che hanno prodotto il problema riscontrato.
Entro 7 giorni:
- errore di applicazione
- errore di prodotto
Entro 7 mesi:
- errore progettuale
- sottovalutazione delle problematiche esistenti
- ciclo applicativo inidoneo
Entro 7 anni:
- imprevisti subentrati successivamente
- insufficiente durabilità del prodotto o del ciclo
- condizioni specifiche
- sollecitazioni a fatica impreviste o sottovalutate
- problemi strutturali
- variazioni delle sollecitazioni previste inizialmente, nel ciclo produttivo, chimiche, meccaniche, fisiche.

Una semplificazione come quella proposta sopra rischia critiche di pressapochismo ma è stata la base di discussione quando voluto condividere queste mie considerazioni con alcuni amici di lunga data, e che considero tra i massimi esperti nel loro specifico settore di specializzazione.
Dalle impermeabilizzazioni ai materiali lapidei, dai sistemi resinosi ai calcestruzzi, dai ripristini alle protezioni, dai pavimenti all’anticorrosione, ecc. Ho trovato condivisione, a conferma che la regola del 7-7-7 ha una sua validità e concretezza e, soprattutto, può essere applicata in molte attività e settori presenti nel mondo dell’edilizia. Questo articolo ha solo l’obbiettivo di presentare questa regola, mentre nel prossimo articolo vedremo nello specifico, con interviste ai vari specialisti interpellati, come si possono evidenzi are nella pratica quotidiana le probabili cause del fenomeno, anche con esempi concreti . Anzi, saranno graditissimi commenti e/o esempi dei lettori che possano arricchire le prossime pubblicazioni.
Gli esempi oggetto di verifica potranno riguardare problematiche di degrado di uno specifico prodotto o materiale, inquadrato nella regola del 7-7-7 (7 giorni, 7 mesi, 7 anni). Ma anche cicli tecnologici più complessi con probabili interazioni tra materiali diversi.

Nell'articolo integrale si riportano qualche esempio che potrà aiutar e la comprensione di quanto enunciato.

SCARICA L'ARTICOLO INTEGRALE PER VEDERE GLI ESEMPI