Come cambiano le regole sul BIM negli Appalti Pubblici

Come cambiano le regole sul BIM ? Stiamo seguendo in diretta l'evento UNI per saperne di più. Ecco la cronaca, aggiornata relatore dopo relatore. Con un finale a sorpresa.

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Le amministrazioni pubbliche non sono pronte all’uso del BIM

"Le amministrazioni pubbliche non sono pronte all’uso del BIM, non hanno oggi ancora gli strumenti per farlo." E' quanto affermato da Gianluca Ievolella, intervenuto per il MIMS, all'evento organizzato da UNI, dal titolo "DIGITALIZZAZIONE DELLE OPERE PUBBLICHE E VERIFICA DIGITALE DELLE GARE E DEI PERMESSI: Recovery Plan, appalti BIM sopra il milione di euro e UNI 11337-10: siamo pronti?". Il provveditore delle OOPP della Sicilia e Calabria ha poi proseguito: "E mentre le società di ingegneria sono pronte, perchè ne hanno capito il valore, il mondo delle imprese, in particolare quello delle medio piccole non è preparato. L’Ance dovrebbe intervenire a supporto."

Uso materiale innovativo è strettamente connesso alla qualifica di chi lo installa.

Ievolella ha toccato anche il tema dell'innovazione: "Un materiale innovativo, che può portare a performance molto importanti, richiede un livello di preparazione di installazione di adeguata qualità. Si dovrà quindi investire con maggiore attenzione sulla formazione e qualifica degli operatori." 
 
 
Accelerare il Piano di Formazione Digitale del personale comunale

Accelerare il Piano di Formazione Digitale del personale comunale

"L’anno di pandemia appena trascorso, durante il quale i Comuni hanno operato senza soluzione di continuità spesso attraverso modalità di lavoro agile inusuali in periodi ordinari, ha messo in evidenza l’urgenza della digitalizzazione degli enti locali. Occorre accelerare il Piano di Formazione Digitale del personale comunale, avendo cura di differenziarlo opportunamente in base alle specificità e dimensioni dei singoli enti, formando il giusto numero di Specialist, Coordinator e Manager BIM, utilizzando al meglio le risorse disponibili nel PNRR per la riforma della struttura della Pubblica Amministrazione." ha affermato Alberto Pavan, che supporta ANCI sul piano di transizione digitale ed è intervenuto in rappresentanza di DECARO Presidente Anci

E ha continuato "Le scadenze temporali di gennaio 2022 e 2023, con l’abbassamento delle soglie di obbligatorietà BIM per lavori rispettivamente a maggiori di 5,2 mln€ prima, e di 1 mln€ poi, impongono ai comuni di scongiurare il rischio di blocchi o rallentamenti delle attività, specie se connessi ad opere rientranti nel Recovery Plan, per quegli enti che risulteranno ancora ignari nel saper gestire fasi di gare - progettazioni - costruzioni - permessi mediante BIM, ingenerando conseguentemente inevitabili esternalizzazioni di attività di gestione di cui è sempre bene conservare in house quantomeno il coordinamento.

Occorrerà volontà, forte determinazione ed un lavoro intenso per conseguire questa trasformazione epocale della pubblica amministrazione, che dovrà mutuare la storica organizzazione analogica per “funzioni” in una nuova digitale basata su “processi” funzionali ed efficienti, che permetteranno di conseguire enormi vantaggi in termini di minori costi di costruzione, tempi di esecuzione, contenziosi, e tanto altro che il metodo BIM sarà in grado di assicurare."

 

UNI in gioco per una società più complessa

"Da sempre UNI è stata vicina al settore delle costruzioni e ha consapevolezza di come sta evolvendo la situazione e delle sfide che devono essere affrontate. Negli ultimi tempi la normazione tecnica si è dovuta mettere in gioco in virtù di una società sempre più complessa" ha evidenziato Ruggero Lensi, direttore generale di UNI.

E ha concluso "Le norme di prodotto sono affiancate da norme sui processi, sui sistemi di gestione e sulle professioni. Un altro argomento di riflessione che UNI deve affrontare è la digitalizzazione dei contenuti normativi, che devono essere trasferiti in modo innovativo. Per questo che le norme UNI permettono un mondo fatto bene."

 

La digitalizzazione richiede una trasformazione epocale 

"Sono 8.000 i comuni italiani, l’adattamento all'uso del BIM richiedere una sfida più difficile per quelli più piccoli. Gli enti locali passare da un organigramma basato su funzioni a una basata su processi." E' quanto affermato Giuseppe Galasso di ANCI

Costi di realizzazione più contenuti

"L’uso della digitalizzazione è fondamentale per arrivare a una riduzione dei costi, e dei contenziosi, connessi alla realizzazione delle opere pubbliche." ha poi aggiunto Galasso, ricordando che la "pandemia ci ha costretto a doverci confrontare con il tema della digitalizzazione".

 

Questi strumenti dovranno essere sempre più prestazionali.

Stefano Campolongo, del Politecnico ha evidenziato che "il BIM oltre ad essere uno strumento di supporto alla progettazione lo è anche, e soprattutto, per i processi decisionali. 

Occorre un sostegno da parte di chi si occupa di ricerca e formazione a supprotare il mondo della pubblica amministrazione e dei professionisti nell'applicazione di questi nuovi strumenti. 

 

Come cambiano le regole sul BIM negli Appalti Pubblici

 

Manca la coscienza pubblica sul valore della digitalizzazione

Per Piero Baratono, del MIMS, "C'è ancora una scarsa applicazione della digitalizzazione innanzitutto perchè è mancata una consapevolezza del problema e quindi di condivisione da parte della dirigenza della PA. Hanno inciso anche la frammentazione  delle stazioni appaltanti e l'età media dei tecnici della PA."

Questi problemi hanno portato a cascata a una serie di problemi successivi: solo poche stazioni appaltanti hanno definito e avviato un piano di formazione, non si è affrontato il tema delle piattaforme, non sono definiti regolamenti e procedure interne ... e questo ha portato a un rallentamento nazionale, che non si riscontra invece su un piano territoriale diverso.

"A livello internazione è impensabile a una gara d'appalto senza essere preparati sull'uso della digitalizzazione. Anche per i PNRR viene chiesto esplicitamente una transizione digitale." ha continuato Baratono, che ha raccontato anche la sua esperienza personale "Con il provveditorato della Lombardia si è partiti nel 2013 si è costruita - attraverso un piano di formazione e sperimentazione - una progressiva digitalizzazione dei processi, senza un supporto economico dedicato da parte dello Stato. Si può quindi fare."

Si quindi giunti ad affrontare il tema del nuovo decreto, anche perchè se  il d.l. Semplificazioni nella prima parte dell'articolo 48  riprende quanto già indicato dal d.lgs. 50/2016, evidenziando una premialità per chi usa gli strumenti digitali, nella seconda parte fa riferimento a un nuovo decreto ministeriale da emanare entro 30 giorni, e questo fa presumere un aggiornamento del d.m. 560/2017.

E Baratono ha confermato che il d.m. abbia la necessità di un aggiornamento. Innanzitutto perchè nel frattempo sono state pubblicate norme internazionali di riferimento, a cui sarà importante fare riferimento (nota AD: nel DM 560/17 si fece l'errore di non fare riferimento all'innovativa normativa UNI da cui poi si è ispirata parte della normativa internazionale), "sarà necessario indicare alcune informazioni sul capitolato informativo, e tenendo conto della numerosità delle stazioni appaltanti, sarà opportuno rimodulare alcune soglie". Baratono ha anche aggiunto dovrà essere "valutata l'esclusione della manutenzione ordinaria e straordinaria." Questo perchè può essere costoso dover digitalizzare un edificio intero perchè si decide semplicemente di manutenere lo stato delle facciate. 

 

Che innovazione serve

Baratono ha schematizzato quali siano le azioni da compiere: dematerializzare e digitalizzare i processi, definendone la mappatura e le loro interazioni, predisporre le BIM GUIDES delle stazioni appaltanti, assumere personale formato, creare un sistema si assistenza tecnica per dare un supproto alle stazioni e creare una piattaforma nazionale digitale.

Sul tema delle Piattaforme Baratono ha evidenziato quanto sia importante chiarire che non sono solo un contenitore di dati, ma molto di più. E' quindi necessario che la piattaforma contenga quanto serve alle stazioni appaltanti, alle imprese, ai professionisti. "Si dovrebbe arrivare a una piattaforma pubblica a cui arrivare con una gara europea." ha concluso.

 

I criteri premiali negli appalti pubblici

La prof.ssa Sara Valaguzza

 

I criteri premiali devono essere funzionali allo scopo dell'appalto 

L'intervento di Sara Valaguzza ha riguardato soprattutto il tema dei "criteri premiali" richiamati dal d.l. Semplificazioni.

L’assegnazione di un punteggio premiale per l’uso dei metodi e strumenti digitali vale sia per le c.d. opere PNRR, o finanziate con fondi strutturali dell’UE, in ragione di quanto previsto dall’art. 48 comma 6 del Decreto governance PNRR, sia per le opere “ordinarie”, in ragione di una prassi ormai diffusa presso le stazioni appaltanti.

La professoressa della Statale ha ricordato come criteri premiali siano previsti non solo per la digitalizzazione, ma anche per promuovere nuovi valori, come la sostenibilità, l’imprenditoria giovanile e la parità di genere.

Utilizzando i criteri premiali si spingono le imprese a puntare sulla qualità dei progetti e dell’esecuzione, facendo della digitalizzazione un elemento identitario del settore delle costruzioni, senza restringere eccessivamente la concorrenza. 

Per rendere efficaci i criteri premiali e coerenti con la normativa e la giurisprudenza amministrativa, le stazioni appaltanti:

  • potranno premiare il BIM, ma non solo, e potranno utilizzare criteri premiali “digitali” per ogni tipo di gara (progettazione, appalto integrato o soli lavori);
  • all’interno delle opere PNRR, la predisposizione dei criteri premiali per l’innovazione digitale, per essere proporzionata, non può assorbire interamente la parte qualitativa dell’OEPV, perché vi sono altri parametri “sociali” da valorizzare;
  • i criteri premiali devono poter essere redatti in maniera funzionale allo scopo dell’appalto e coerentemente con il vantaggio atteso in fase esecutiva dalla Stazione Appaltante.

Tra i criteri premiali digitali già in uso si ritrovano per esempio:

  • Proposte migliorative volte ad implementare al massimo possibile il livello di sviluppo degli oggetti digitali (LOD);
  • Modalità informatiche per la tracciabilità dei materiali in cantiere;
  • L’utilizzo di DPI smart per la sicurezza dei lavoratori;
  • Procedure e modalità di controllo che garantiscano maggior efficacia dei controlli sui lavori;
  • sistemi informatici che consentano di seguire lo stato di avanzamento dei lavori, ovunque in remoto ma anche modalità di registrazione visiva dello sviluppo dell’opera”.

 La professoressa Valaguzza rilancia alcuni contenuti per il nuovo Decreto, atteso in attuazione del Decreto governance:

  • il nuovo Decreto potrebbe introdurre una matrice di criteri esemplificativi che possano fare da guida alle stazioni appaltanti, valendo come un vero e proprio vademecum, per la costruzione della parte dell’OEPV legata alla innovazione digitale;
  • i criteri dovrebbero anche essere accompagnati da una griglia di coefficienti di valutazione e da caratteristiche tecniche che le proposte dovrebbero avere, oltre che da sistemi di analisi per l’attribuzione dei punteggi il più possibile oggettivi;

Il nuovo Decreto potrebbe essere utile non solo per le opere PNRR, in modo da guidare le stazioni appaltanti per tutti i casi in cui si trovino a promuovere l’innovazione digitale nel settore; peraltro una uniformità di criteri, non vincolanti e adattabili caso per caso, anche richiamando le norme UNI e ISO, aiuterebbe non poco le imprese e la concorrenza.

 

Il ruolo della normazione

Il ruolo della normazione UNI si è sempre posta in modo innovativa per quanto riguarda le costruzioni e il BIM. Infatti la prima norma UNI 11337 è del 2009 e oggi si parla ormai di terza versione. Ne ha parlato Marco De Gregorio di UNI.

Partendo dal fatto che il BIM è una metodologia da applicare ai progetti, è necessario svolgere una buona progettazione. Molte norme UNI sono dedicate alla progettazione degli edifici e parti di essi, dagli Eurocodici per le strutture alle norme per gli impianti, passando dai pavimenti ai serramenti.

Il pacchetto di norme per operare in BIM negli ultimi anni si è fortemente ampliato. Visto l'aggiornamento normativo internazionale, anche la UNI 11337 deve essere rivista allineandosi al nuovo contesto. Tra le tante parti delle norme, è stata avviata la UNI 11337-10 destinata direttamente alla pubblica amministrazione. Già la UNI 11337-5 introduceva il concetto di code checking e clash detection, ma non è sufficiente per l'operatività quotidiana degli uffici tecnici della pubblica amministrazione. Pertanto, l'organo tecnico UNI/CT 33/SC 05/GL 08, coordinato da ANCI e con inizio dei lavori a settembre, ha il compito di redigere una norma per favorire il lavoro dei tecnici comunali per velocizzare la concessione dei permessi di costruzione. Ciò avverrà attraverso una verifica digitale automatizzata delle pratiche edilizie e dei bandi delle opere che all'interno di un sistema di gestione digitale dei processi, con la progettazione per modelli BIM e i sistemi di intelligenza artificiale, permetterà di fornire indicazioni operative e metodologiche destinate ad essere utilizzate dalle pubbliche amministrazioni per l'analisi di modelli grafici e gli elaborati di progetto.

La norma consentirà una maggior velocità nei controlli da parte dei tecnici, che avranno anche la possibilità di effettuare un controllo massivo di dati. Comporterà, inoltre, una maggiore trasparenza e imparzialità di giudizio, e, di conseguenza, la riduzione dei contenziosi. Dall'altra parte il mercato e UNI avranno il compito di convertire le norme e i dispositivi legislativi per il software di verifica in modo da avere requisiti computabili.

 

Una piattaforma che non condivida solo i file, ma le informazioni

Claudio Mirarchi ha trattato il tema delle piattaforme. Per Mirarchi è' necessario creare degli ambienti digitali di condivisione open delle informazioni, tenendo conto che si sono luochi e tempi diversi di produzione e uso di queste informazioni. Il tema è così importante che stanno nascendo numerose applicazioni di supporto e strumenti. E' quindi necessario che queste piattaforme siano costruite in modo che sia possibile collaborare tra i diversi utenti, strumenti e applicazioni e i diversi linguaggi che possono utilizzare.

Occorre quindi per Mirarchi un'evoluzione della visione. Si deve passare da un processo in cui ragiona per file a uno in cui al centro della gestione ci sono gli spazi dei dati. Le informazioni devono essere disponibili in un ambiente comune, in cui si possa ragionare non solo per singoli asset. Questo comporta che sia necessario rendere interoperabili anche i software utilizzati nei processi digitale, ed è fondamentale quindi la messa a sistema di un linguaggio open, che oggi ritroviamo nel modello IFC.

 

Il peso della componente umana

Cecilia Bolognesi ha ricordato che tra gli adempimenti preliminari del d.m. 560/17 vi è la definizione e l'attuazione di un piano di formazione del personale.  La parola chiave su cui ci si deve richiamare è quella della competenza, che va oltre alla sola formazione, un termine richiamata oltre 200 volte nel PNRR. Il tema della competenza in ambito digitale apre una nuova sfida, fatta da tante componenti.

Piano di Formazione delle Stazioni Appaltanti, figure coinvolte nella gestione e modellazione informativa suggerite dalle norme UNI, l’occasione offerta da PNRR per una riforma della PA con la centralità riservata alle competenze: sono questi i benchmark attraverso i quali affrontare la diffusione del BIM all’interno del settore pubblico. Il vero software della trasformazione lo dovrà fare il capitale umano a nostra disposizione: I RUP, I BIM Manager, Consultant, Specialist che dobbiamo formare tra i quadri della PA con la consapevolezza del proprio protagonismo all’interno di una missione strategica per tutta la nostra Nazione.

 Un Digital Hub delle Costruzioni per andare oltre il BIM

Luigi Perissich, Segretario generale di Federcostruzioni

 

Un Digital Hub delle Costruzioni per andare oltre il BIM

Un Digital Hub delle Costruzioni per andare oltre il BIM

Luigi Perissich, Segretario generale di Federcostruzioni, è intervenuto per parlare della piattaforma digitale europea delle costruzioni, il progetto H2020 Digiplace. Progetto "per supportare il processo della digitalizzazione delle costruzioni con iniziative strutturali". Quindi BIM, ma oltre il BIM "perchè per utilizzare pienamente il BIM, abbiamo bisogno di avere a disposizione di tutti i dati relativi alle costruzioni" che ha portato Federcostruzioni a lanciare DigiPLACE, a partecipare a METABUILDING e METABUILDING Labs progetti europeia supporto dell’innovazione delle PMI e a promuovere  la creazione del Digital Innovation hub delle costruzioni che parteciperà a settembre al bando europeo.

Perissich ricorda che Federcostruzioni è riuscita ad ottenere, come player di un gruppo di soggetti internazionali in cui erano coinvolti anche il Ministero delle infrastrutture italiano e il Politecnico di Milano, che vi fosse un investimento da parte della Commissione anche per una piattaforma digitale per il settore delle costruzioni, come era già stato deciso per altre aree come quelle dell'industria manifatturiera e dell'agricoltura. Questo perchè la gestione dei dati è un passaggio fondamentale oggi per poter creare degli Spazi di dati industriali europei (European Dataspaces) che permettano di accedere a tutti i dati delle costruzioni e di tutti i settori industriali e a collegare in modalità aperta e interoperabile  tutti gli stakeholder che operano nelle  costruzioni in Europa, considerando non solo le piattaforme digitali, le stazioni appaltanti, le imprese, i fornitori e progettisti, ma anche tutta la PA e la collettività.

Dal progetto sono state prodotti anche un set di linee guida per lo sviluppo di piattaforme digitali interoperabili, e una road map strategica che prevede la nascita di piattaforme nazionali a supporti della digitalizzazione delle PMI e fondamentali anche per supportare il raggiungimento degli obiettivi delPNRR.

Perissich fa notare che all'interno dei Reference Architercture Framework oltre alle dimensioni private e pyubbliche vi sono anche trasversalmente inserite quella dei big data delel costruzioni e la sostenibilità ambientale. 

 

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CHECK, uno strumento disponibile per le imprese italiane

Massimo Deldossi, delegato ANCE per la digitalizzazione ha riportato come ANCE si stia muovendo per dare un supporto, anche alle piccole e medie imprese. Per questo è stato creato un primo portale, denominato CHECK, che è di supporto per la digitalizzazione del cantiere e la dematerializzazione delle informazioni. Il portale contiene alcune applicazioni e banche dati utili già utilizzabili. Questa interfaccia "CHECK" è previsto sia inclusa in un sistema più ampio, che da un lato va a creare il necessario collegamento con le piattaforme Digitali ADat, ma dall'altro da la possibilità di integrare altre funzioni, come quella collegata ai sensori presenti nelle macchine, quella della gestione dei patentini e delle qualifiche ...

Massimo Deldossi ha poi ricordato il PNRR e il ruolo delle imprese all'interno del piano. Una complicazione che rende indispensabile l'uso della digitalizzazione. Ecco perché è fondamentale la creazione di un Portale Nazionale delle Costruzioni da parte della PA, che per Deldossi deve essere un sistema "dove non solo possiamo inserire i nostri i dati ma possiamo ricavare dei servizi ... dove sia possibile lavorare, un'unica interfaccia digitale per evitare ripetizione di dati e registrazioni e trasparenza".

A trarne beneficio non sarebbero solo imprese e professionisti, ma anche la stessa amministrazione pubblica in termini di velocizzazione, semplificazione e trasparenza. ANCE è da tempo impegnata a mettere in evidenza questa priorità alle istituzioni competenti.

Esiste un esempio internazionale, quello della Francia dove è disponibile KROQI che ha funzioni collaborative -  come la gestione dei documenti, delle attività, dell'agenza,delle videoconferenze - dei servizi pubblici e dei servizi di terza parte, tramite supporto API per la creazione di applicativi.

Massimo Deldossi ha concluso "dovremmo riuscire a fare arrivare nella tasca di ogni operaio le istruzioni del suo lavoro. Questo è il nostro obiettivo. Questo l'obiettivo di Ance".

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Ecco perché è fondamentale la creazione di un Portale Nazionale delle Costruzioni da parte della PA, che per Deldossi deve essere un sistema "dove non solo possiamo inserire i nostri i dati ma possiamo ricavare dei servizi ... dove sia possibile lavorare, un'unica interfaccia digitale per evitare ripetizione di dati e registrazioni e trasparenza".

A trarne beneficio non sarebbero solo imprese e professionisti, ma anche la stessa amministrazione pubblica in termini di velocizzazione, semplificazione e trasparenza. ANCE è da tempo impegnata a mettere in evidenza questa priorità alle istituzioni competenti.

Esiste un esempio internazionale, quello della Francia dove è disponibile KROQI che ha funzioni collaborative -  come la gestione dei documenti, delle attività, dell'agenza,delle videoconferenze - dei servizi pubblici e dei servizi di terza parte, tramite supporto API per la creazione di applicativi.

Massimo Deldossi ha concluso "dovremmo riuscire a fare arrivare nella tasca di ogni operaio le istruzioni del suo lavoro. Questo è il nostro obiettivo. Questo l'obiettivo di Ance".

 

Un esempio di sistema ACDat applicato dalla PA

Adriana Romano ha raccontato il sistema ACDat messo a punto dalla Città Metropolitana di Bari, reso disponibile a tutti i comuni che fanno parte del compressorio. Una piattaforma che consente di poter gestire le informazioni relative alle relazioni tra PA e imprese, ma anche una serie di documenti e file, a partire dagli oggetti BIM. Tutto collegato a un sistema di mappazione GIS per poter gestire gli interventi sul territorio, in modo che fosse possibile un'integrazione anche sul piano urbanistico.

Antonio Cianciulli ha evidenziato invece quali siano i possibili sviluppi del sistema, che tencono conto di quanto hanno già parlato Baratono e Mirarchi. Innanzitutto un'integrazione del GIS con interfacie più evolute, che consentono una rappresentazione dei progetti con diversi formati, a partire da quello IFC, e che porta alla possibilità di poter arrivare al singolo dettaglio di ogni singolo progetto. Quindi passare dalla scala territoriale a quella dei particolari costruttivi. La piattaforma può integrarsi con tutti gli strumenti digitali, per esempio la nuvola di punti che può diventare il "dato zero" da cui partire per la successiva gestione ed elaborazione. Questo può essere utile soprattutto per il cosiddetto HBIM, ovvero nel caso di gestione degli edifici storici.

Tra le evoluzioni possibili vi è quella di integrare quelle di tipo gestionale, per esempio riguardante la gestione dello stato di avanzamento dei cantieri, oppure di Facility Management, il tutto interfacciabile con sistemi mobile.

 

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Il PNRR sarà uno stimolo efficace ? 

Angelo Ciribini, che modererà la tavola rotonda, ha evidenziato un aspetto critico del nostro PNRR: la parte relativa al prestito è molto maggiore rispetto a quella a fondo perduto. Che effetto avrà questa posizione nella scelta degli investimenti del nostro piano ?. Detto questo Ciribini ha ricordato un incontro di audizione sul d.l. Baratono in cui partecipò con Federica Brancaccio, presidente di Federcostruzioni, e sul livello di digitalizzazione del settore. Ha avviato quindi con la Presidente Brancaccio la tavola rotonda dell'evento.

Federico Brancaccio partendo dal titolo dell'evento ricorda come il tema della digitalizzazione delle opere pubbliche debba includere a 360 gradi tutto il sistema Paese. "Siamo arrivati a un punto di rottura, di non ritorno, in cui si deve fare quelle che occorre fare per arrivare a un livello adeguato di digitalizzzazione. Perchè non basta creare lo strumento ma bisogna avere la capacità di utiizzarlo".

La Presidente, ricordando l'esempio dell'ing. Baratono, quello sulla non necessità di digitalizzare l'intero edificio della Banca D'Italia per procede alla sua ripittura, ha una visione diversa: "il primo obiettivo che dobbiamo porci è quello di digitalizzare l'ambiente costruito nazionale, la ppriorità è quella di conoscere cosa abbiamo sul nostro territorio". E risponde a chi ha parlato di frammentazione del settore delle imprese: "è vero, ma c'è anche una eccessiva frammentazione delle stazioni appaltanti". E questo comporta che in alcune realtà si parla ancora di informatizzazione: "in questa situazione dobbiamo riuscire a utilizzare la digitalizzazione per la qualità della vita e la trasparenza". In tal senso ricorda quanto detto da Massimo Delldossi sugli strumenti di trasparenza già inclusi nella piattaforma ANCE di contrasto al lavoro nero.

Federica Brancaccio ha ripreso anche l'intervento di Sara Valaguzza che ha molto apprezzto, in particolare per quanto detto sui criteri di premialità e di chiarirsi sui codici, i linguaggi e la partenza. "Quale BIM, per fare cosa, per arrivare a quale livello. E la stessa premialità, con modalità diversa, andrebbe data con modalità diverse anche alla PA per dare obiettivi di crescita fino arrivare a una digitalizzzazione completa."

E la Presidente ha concluso "La consapevolezza sulal necessità di digitalizzare oggi ce l'abbiamo tutti, dobbiamo prepararci a usare molto bene i fondi che stanno arrivando, anche togliendo qualcosa dalle infrastrutture materiali per sostenere la parte delle premialità perchè i vantaggi ce li ritroveremo, tutti, nel futuro."

Massimo Deldossi raccoglie gli stimoli di Federica Brancaccio, evidenziando come il livello medio delle imprese si debba alzare, e che il cantieri diventi la somma di competenze specifiche con la necessità di fare sintesi delle particolarità. Questo perchè il settore si sta muovendo progressivamente verso la specializzazione: incidenza acustica termica ecc non solo in fase di progettazione ma anche come figure sempre più specializzate e digitalizzate in cantiere.

L'integrazione della filiera è un veicolo ineludibile per la qualità del prodotto finale, servono anche software “collaborativi” per la supply chain anche per coinvolgere per le imprese più piccole

Fulvio Matone evidenzia che "questa partita del BIM ci accade in un momento particolare e segue le regole che il digitale ci ha mostrato e per qeusto occorre procedere tutti insieme". Si deve però fare sistema in modo diverso "il digitale non ti consente di fare un puzzle dopo, ma definire il progetto prima, tutto questo cambiamento va governato". Nessuno 18 mesi fa poteva pensare di dover avviare le sfide oggi possibili, ma il ruolo della PA è fondamentale. La costruzione di librerie condivise è uno dei punti di svolta importanti.