Le facciate ventilate contribuiscono al miglioramento del comfort acustico?

La facciata ventilata è un sistema costruttivo che permette di coniugare gli aspetti estetici con quelli puramente tecnici, come le performance energetiche ed acustiche dell’involucro edilizio. L’articolo introduce alcune pillole di normativa relativamente all’acustica di facciata in Italia e prova a fornire le indicazioni per un corretta progettazione.

 

La facciata ventilata in breve 

La parete ventilata è composta da una intercapedine, seguita solitamente da un materiale isolante, interposta tra la parete perimetrale dell’edificio o supporto e il rivestimento esterno della facciata stessa; tale struttura è sostenuta, sulla base della specifica tecnologia costruttiva adottata, da appositi punti di ancoraggio.

Il sistema della facciata ventilata è quindi costituito da quattro elementi principali:il supporto con adeguati sistemi di ancoraggio, l’intercapedine o camera d’aria di ventilazione, il materiale coibente continuo e infine il rivestimento esterno.

 

Cenni di acustica edilizia

L’acustica è una tematica che si sta diffondendo sempre più nell’ambito edilizio poiché, la sensibilità a questa tipologia di inquinamento, ha generato particolare attenzione all’aspetto del comfort acustico all’interno degli ambienti abitativi.

Il rumore non è altro che una alterazione della pressione intorno ad un punto di equilibrio, questo fenomeno è il risultato di compressioni e rarefazioni delle particelle del mezzo in cui l’onda sonora si propaga. Queste variazioni di pressione vengono percepite dall’orecchio umano causando un effetto piacevole o spiacevole. 

L’acustica, in generale, si occupa delle tre fasi di una onda sonora:

  • La generazione dell’onda sonora in seguito ad un fenomeno;
  • La propagazione dell’onda in un determinato mezzo, che sia solido, liquido o gassoso;
  • La percezione dell’onda da parte di un uditore

In acustica edilizia, proprio al fine di valutare la percezione dell’onda sonora, il range analizzato è quello corrispondente alla gamma dell’udibile, quindi dal 20 Hz a 20 kHz, in quanto l’orecchio umano è in grado di sentire dei valori di pressione sonora che variano in questo range abbastanza ampio.

Per poter definire l’acustica edilizia è bene conoscere la divisione della stessa nelle quattro aree di maggiore intervento:

  • L’acustica di interni è l’area che si occupa principalmente del rumore all’interno di ambienti abitativi chiusi (campo sonoro diffuso); questa branca è influenzata maggiormente dalle riflessioni sonore all’interno del campo sonoro, proprio per questo rientrano in queste valutazioni le aree destinate al parlato oppure all’ascolto della musica.

  • Un'altra area si occupa dell’isolamento dal rumore aereo. Si definisce come rumore aereo quello proveniente da una sorgente sonora non connessa in alcun modo con l’involucro edilizio; tale area di verifica si occupa della capacità dell’involucro edilizio di trasmettere, e di conseguenza di abbattere, determinati rumori aerei.

  • Oltre all’isolamento suddetto, il terzo ramo riguarda l’isolamento dal rumore impattivo. Si definisce come rumore impattivo quello proveniente da un evento fisico (come potrebbe essere il ticchettare dei tacchi su un solaio) che causa discomfort all’interno dell’ambiente abitativo; questa area di intervento si occupa quindi di attenuare questi rumori all’interno dell’ambiente.

  • Infine l’isolamento dal rumore da impianti riguarda la rumorosità degli impianti a servizio dell’edificio che possono generare sia rumore aereo che strutturale.

Ognuno di questi ambiti è definito da specifici parametri che devono rispettare i limiti imposti dalla normativa italiana.

 

Fonoisolamento: isolamento acustico dai rumori provenienti dall’esterno

Differenza tra fonoisolamento e fonoassorbimento

Prima di identificare i parametri definiti dalla normativa italiana, è bene distinguere tra fonoisolamento e fonoassorbimento, con il fine di individuare il parametro utile da verificare per valutare il comfort acustico dato dall’installazione di una facciata ventilata.

L’energia di un’onda sonora, quando incide su una parete (in figura onda i), dà il via tre diversi fenomeni, come si vede in Figura 1:

  • Riflessione: l’onda viene riflessa nell’ambiente emittente (in figura onda r)
  • Dissipazione: l’onda viene assorbita dentro l’elemento tecnico (in figura onda d)
  • Trasmissione: l’onda viene trasmessa nell’ambiente ricevente (in figura onda t)

Questo principio è alla base della differenza tra isolamento acustico ed assorbimento acustico.

Facciate ventilate e comfort acustico

Figura 1 – Schema di propagazione di un’onda sonora incidente su una superficie

 

La progettazione e la successiva verifica di spazi acusticamente adeguati avvengono quindi attraverso due tipologie di interventi:

  • interventi di fonoisolamento con il fine di limitare la trasmissione del rumore tra due ambienti, per esempio evitare che il rumore prodotto all’interno di una stanza si trasmetta nella stanza adiacente; 
  • interventi di fonoassorbimento con il fine di controllare la riflessione dei suoni sulle pareti di un ambiente abitativo, per esempio definire il riverbero di un locale in base alla destinazione d’uso dello stesso. 

Il filone dell’acustica che si occupa dell’isolamento competenza per la valutazione delle soluzioni adatte all’attenuazione del rumore; infatti per arrivare ad un elevato comfort acustico è necessario garantire il rispetto dei parametri definiti dalla normativa nazionale.

 

Acustica edilizia: cosa dice la normativa

La normativa acustica è a livello nazionale, regionale e comunale, è quindi buona pratica consultare tutti i regolamenti locali prima di approcciarsi ad una nuova valutazione.

Normativa nazionale

In ambito di acustica edilizia, i principali riferimenti riguardano la Legge Quadro n°447/1995 Legge Quadro sull’inquinamento acustico, il D.P.C.M. 05/12/1997 Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici e il D.M. 11 ottobre 2017 Criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici.

Come accennato prima, per poter valutare il comfort acustico derivato dall’installazione di una facciata ventilata, è necessario intervenire sui rumori provenienti dall’esterno; il parametro che identifica questo isolamento, ovvero l’indice di valutazione dell’isolamento acustico standardizzato di facciata normalizzato rispetto al tempo di riverberazione D2m,nT,w, è definito all’interno del D.P.C.M. del 05/12/1997.

Il D.P.C.M. 05/12/1997 fissa tutti i parametri acustici che devono essere analizzati al fine di valutare la capacità di un edificio di ridurre la trasmissione del rumore.

I parametri sono i seguenti:

  • L’indice di valutazione del potere fonoisolante apparente (R’w) di elementi di separazione tra due unità immobiliari distinte;
  • L’indice di valutazione dell’isolamento acustico standardizzato di facciata normalizzato rispetto al tempo di riverberazione (D2m,nT,w);
  • L’indice di valutazione del livello di rumore di calpestio di solai normalizzato rispetto all’assorbimento equivalente (L’n,w);
  • Il livello massimo di pressione sonora ponderata A con costante di tempo Slow relativo al rumore di impianti a funzionamento discontinuo quali ascensori, scarichi idraulici, servizi igienici e rubinetteria, in termini di (LASmax);
  • Il livello equivalente di pressione sonora ponderata A relativo al rumore di impianti a funzionamento continuo quali impianti di riscaldamento, condizionamento ed aerazione, in termini di (LAeq).

Oltre a tali parametri, vengono fissate anche le categorie di classificazione degli ambienti abitativi:

  • Categoria A: Residenza o assimilabili
  • Categoria B: Uffici ed assimilabili
  • Categoria C: Alberghi, pensioni ed attività assimilabili
  • Categoria D: Ospedali, cliniche, case di cura ed assimilabili
  • Categoria E: Attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili
  • Categoria F: Attività ricreative o di culto o assimilabili
  • Categoria G: Attività commerciali o assimilabili

 

Tabella 1 – Categorie degli ambienti abitativi con limiti per ogni parametro identificato dal D.P.C.M. 05/12/97 

Categorie degli ambienti abitativi con limiti per ogni parametro identificato dal D.P.C.M. 05/12/97

 

Il parametro dell’isolamento acustico di facciata

Al fine di valutare l’incremento del comfort acustico dovuto all’installazione di una facciata ventilata, bisogna quindi valutare ed analizzare l’isolamento acustico di facciata D2m,nT,w,  ovvero quell’indicatore che riguarda le strutture di divisione tra l’ambiente interno e l’ambiente esterno. 

 

Quali sono i limiti normativi da rispettare per l’isolamento acustico di facciata

Oltre al limite precedentemente accennato in Tabella 1, definito dal D.P.C.M. 05/12/97, bisogna fare i conti con i limiti imposti dal D.M. 11 ottobre 2017 dei CAM per gli edifici pubblici; infatti quest’ultimo, all’interno del par. 2.3.5.6. “Comfort acustico” rimanda a varie norme, tra cui la norma UNI 11367.

La UNI 11367 del 2010 definisce le classi acustiche (dalla Classe I alla Classe IV) ed una determinata procedura di calcolo per ottenere il valore medio di ogni requisito.

Tabella 2 – Classi acustiche con limiti per ogni parametro identificati dalla UNI 11367.

 Classi acustiche con limiti per ogni parametro identificati dalla UNI 11367.

Riassumendo, i limiti normativi sono definiti dal D.P.C.M. 05/12/97 e dal D.M. 11 ottobre 2017, visibili in Tabella 3.

Tabella 3 – Confronto tra limiti normativi.

Il parametro dell’isolamento acustico di facciata

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L'articolo continua con alcune annotazioni sulla progettazione dell'isolamento di facciata