Linee Guida sulla classificazione del rischio delle gallerie: il punto

In Italia abbiamo circa 840.000 km di strade; fra queste 8.006 km di autostrade e 27.259 km strade statali (Anas) con 2.179 gallerie, 21.072 ponti e viadotti, 6.320 cavalcavia.

L'Italia è un Paese lungo, stretto e con tante montagne, abbiamo quindi tanti ponti e gallerie. L'esigenza di manutenerle e gestirne la sicurezza è fondamentale, ma per farlo è necessario avere un sistema di classificazione del rischio che poi possa consentire la creazione di un grande "data base digitale". Per i ponti stradali - grazie al Consiglio Superiore dei LL.P. - questo sistema è già stato definito ed è in piena fase di attuazione. Per le gallerie stradali il Consiglio Superiore ci sta lavorando.


Linee guida per la sicurezza strutturale delle gallerie stradali

Andrea Dari

Linee Guida sulla classificazione del rischio delle gallerie, a che punto siamo?

Carlo Ricciardi

La proposta di Linee guida per la sicurezza strutturale delle gallerie stradali è definita ed è il risultato di un Gruppo di lavoro istituito presso il Consiglio superiore dei lavori pubblici cui hanno partecipato componenti di ambito istituzionale, accademico e professionale, con competenze specialistiche non solo nell’ambito delle discipline dell’ingegneria, colgo l’occasione per ringraziare tutti quanti per competenza e disponibilità hanno prestato il loro contributo. L’impostazione sul piano formale del documento è la stessa delle Linee guida per i ponti, anche se non solo per lo specifico ambito gallerie, ma anche per alcuni criteri, il testo proposto si differenzia dalle linee guida per i ponti. 

Sono stati previsti incontri cui hanno partecipato i principali gestori stradali per prendere in esame loro esperienze dirette, da alcuni gestori sono stati anche acquisiti i dati riferiti ad un numero limitato di gallerie per una prima taratura su casi reali delle procedure previste dalle Linee Guida. 

Si darà corso ad un ulteriore momento di confronto con esame in Adunanza del Consiglio superiore, prima di avviare l’iter di emanazione dei decreti ministeriali previsti dall’art. 49 del DL 16 luglio 2020 n.76.

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Andrea Dari

Come saranno strutturate? riguarderanno solo le gallerie stradali?

Carlo Ricciardi

Come disposto dal DL 76/2020 le linee guida sono riferite al solo ambito stradale con la previsione di due diversi decreti ministeriali. L’uno per le gallerie lungo la rete delle strade di interesse nazionale o autostrade gestite da Anas S.p.A. o da concessionari, l’altro per le gallerie lungo le restanti reti stradali, d’intesa con la Conferenza unificata.

Il testo proposto, per i suoi aspetti riferiti al merito tecnico, è lo stesso, per gli aspetti regolamentari potranno essere previste disposizioni differenti in relazione ai compiti di vigilanza di competenza statale ed a quelli delle altre amministrazioni.

Le gallerie presenti lungo le infrastrutture stradali e ferroviarie presentano caratteri comuni per quanto riguarda le indagini, le attività progettuali e le modalità realizzative. Le condizioni connesse alle esigenze di esercizio sono però differenti nei due ambiti e, ancorché le linee guida in linea generale possano costituire un riferimento anche per l’ambito ferroviario, è necessario tener conto degli specifici requisiti funzionali delle gallerie ferroviarie.

 

Linee guida per la sicurezza strutturale delle gallerie stradali

 

Andrea Dari

Nel documento si tratterà anche del tema della strategicità delle gallerie e quindi inserendo criteri che tengano conto dell’importanza dell’infrastruttura nel sistema viario italiano ed europeo?

Carlo Ricciardi

Il documento, al pari di quanto previsto dalle analoghe linee guida per i ponti, richiama l’importanza della strategicità dell’infrastruttura nella rete stradale, rinviandolo a successivi ambiti di specifico approfondimento. Fattore che riveste importanza sia per la adozione di idonee misure di manutenzione preventiva per salvaguardare l’esercizio dell’infrastruttura, sia per il risentimento sullo stesso indotti in occasioni di ispezioni, indagini e lavori. 

Esigenze spesso fra loro antagoniste, che mettono però in evidenza la mancanza di itinerari alternativi di idonee caratteristiche lungo la rete stradale esistente, condizionata dal contesto geomorfologico e che si sviluppa secondo direttrici obbligate, proprio lungo gli itinerari in cui è più frequente la presenza di opere d’arte e di gallerie in particolare.

Per la piena adozione di una strategia di manutenzione preventiva, nel corso del futuro sviluppo della rete stradale si dovranno esaminare le alternative fra potenziamenti mediante adeguamenti in sede e realizzazione di nuove infrastrutture lungo un diverso tracciato, tenendo anche conto delle necessità di manutenzione e della conseguente necessità di disporre di itinerari alternativi. Il progetto delle nuove opere è opportuno venga sviluppato in maniera tale da favorire gli interventi manutentivi, le opere dovrebbero essere già previste con le predisposizioni idonee ad agevolare le attività di manutenzione preventiva. I piani di manutenzione previsti nel progetto dovrebbero esaminare anche le modalità secondo cui si darà corso alle corrispondenti attività.

La manutenzione è un aspetto sempre più rilevante tenuto anche conto della importanza delle dotazioni impiantistiche nelle gallerie, per la regolazione della circolazione e per la sicurezza. Infatti, sono da ricordare vigenti disposizioni normative, quali il Dlgs. 264/2006 in tema di sicurezza antincendio lungo le gallerie della rete transeuropea e il Dlgs. 35/2011 sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali, che non sono trattati dalla linee guida, se non come richiamo ad un coordinamento delle varie attività, in vista di una ottimizzazione e coordinamento dei vari interventi per ridurre i risentimenti sulla circolazione.

 

Andrea Dari

Queste linee guida saranno da stimolo a un cambiamento anche della gestione della sicurezza delle opere in sotterraneo?  

Carlo Ricciardi

Le linee guida si riferiscono a gallerie esistenti, il termine su cui bisogna focalizzare l’attenzione è che si tratta di opere esistenti. Lo stato di conservazione e le corrispondenti condizioni di sicurezza sono aspetti di cui ci si deve occupare con maggiore sistematicità rispetto al passato, prima ancora che insorgano preoccupazioni a seguito di specifici eventi che possano interessare l’opera.

Per le opere esistenti sarebbe riduttivo e non rispondente al vero affermare che non ce ne sia occupati, in passato interventi manutentivi ne sono stati attuati, ma è necessario pervenire ad un approccio più sistematico, per prevenire situazioni che hanno messo in luce a seguito di singoli episodi non idoneità di condotte e metodi di manutenzione rivelatisi non sufficienti. Non è un caso che il DL 76/2020 richiami il requisito di omogeneità di condizioni lungo la rete stradale.

Non bisogna prendere in conto solo ciò che emerge, a volte con veri e propri caratteri di emergenza, è necessario adottare una condotta di manutenzione preventiva. Per questo obiettivo non basta avere contezza delle opere, sebbene il loro censimento per numerosità, per epoca di costruzione, tipologia, caratteristiche geometriche e funzionali delle opere, sia già un compito impegnativo.

È necessario approfondire il livello di conoscenza delle opere, valorizzando le informazioni ed i dati già disponibili, dal progetto originario, dalla fase realizzativa, dalle fasi di esercizio ed interventi di manutenzione, programmando e prevedendo eventuali indagini integrative. Solo da una combinazione di censimento e conoscenza si può acquisire la piena consapevolezza, presupposto per poter attuare sistemi di gestione della sicurezza e di controllo che consentano di dare corso a un consapevole programma di interventi preventivi di manutenzione.

Le opere in sotterraneo, nel panorama delle opere esistenti, presentano elementi che richiedono una particolare considerazione. Siamo in presenza di opere in cui le meno recenti sono state realizzate in epoche in cui la progettazione era orientata alla scelta delle modalità di avanzamento. La stabilità in corso d’opera e l’incolumità degli addetti all’esecuzione era l’aspetto che attirava la maggiore preoccupazione e attenzione, la stabilità e durabilità dell’opera non veniva trattata con la stessa considerazione come per le opere più recenti, anche in adempimento a previsioni normative.

Le gallerie sono opere di cui abbiamo in vista, indipendentemente da epoca e modalità di realizzazione, il solo intradosso del rivestimento lungo il profilo delimitato a livello di piattaforma stradale. La complessa interazione del rivestimento con le formazioni naturali che ospitano la galleria può essere rilevata solo come effetti sul rivestimento. Questi non sono immediatamente e univocamente riconducibili ad una sola causa. Ne consegue che la tipologia di intervento non può che scaturire da una conoscenza delle cause degli ammaloramenti, per non incorrere in una semplicistica e non risolutiva mitigazione di effetti visibili all’intradosso del rivestimento, senza intervenire pienamente sulle cause che li determinano. 

 

Linee Guida sulla classificazione del rischio delle gallerie: lo spritzbeton

 

Andrea Dari

L’applicazione di queste linee guida avrà bisogno di una successiva attività di formazione ?

Carlo Ricciardi

La competenza in ambito di gallerie si avvale di scuole e di tradizioni che si sono sviluppate nel tempo proprio in relazione al gran numero di gallerie presenti lungo la nostra rete infrastrutturale, in relazione alle caratteristiche geomorfologiche del nostro paese. Per orografia e varietà di formazioni naturali attraversate, possiamo rilevare quale fattore positivo una apprezzabile competenza di merito riferita alle singole opere e situazioni, specie per nuove costruzioni.

È necessario orientare questa competenza dalla singola galleria ai problemi che pone il sistema complessivo di gallerie esistenti. Intervengono altre competenze, non solo specialistiche, ma riferite ad aspetti organizzativi.

I gestori dovranno attuare programmi di attività in veste più sistematica orientati alla manutenzione preventiva, estendendo le attività fino ad ora solte con una attenzione all’intero settore. Pervenire a condizioni di omogeneità sullo stato di conservazione è obiettivo impegnativo se riferito a tutte le gallerie stradali esistenti. Le differenze di profili organizzativi e di risorse fra i vari gestori è evidente, quanto meno per il diverso numero di gallerie di rispettiva competenza, che può variare da qualche unità ad oltre mille. Da qui la necessità di una linea guida che ha come obiettivo quello di indicare una metodologia unica ed estesa all’intero territorio nazionale, per perseguire criteri di omogeneità, ma anche per una comune e diffusa condivisione dei ritorni di esperienza. Le linee guida propongono, infatti, l’istituzione di un Osservatorio, al momento non definito negli aspetti operativi, ma evidenziato quale necessità nella sua funzione.

Per l’adozione di condotte di verifica dello stato di conservazione e di programmazione di manutenzione preventiva, al pari di altri campi dell’ingegneria impiantistica ed industriale, è necessario adottare sistemi di gestione della sicurezza. La esperienza di tali metodi è oramai matura per l’applicazione all’ingegneria civile dove, se da un lato prevale ancora il carattere di opere prototipo fortemente sito dipendenti nell’interazione con il territorio, dall’altro cresce sempre più la componente impiantistica e la regolamentazione per i prodotti da costruzione. 

Riferendoci all’intero sistema, i controlli dei soggetti istituzionale che svolgono funzioni di vigilanza dovrebbero intervenire in realtà organizzative in cui lo stesso gestore adotta proprie procedure interne volte a prevenire e correggere eventuali anomalie. In tale contesto l’attività di controllo istituzionale diviene momento di conferma, necessariamente episodico nel tempo e per la singola galleria, di quanto attuato con continuità dal gestore per tutte le gallerie.

È su questi aspetti che occorre prevedere una specifica formazione anche interna al gestore, per migliorare e rendere più efficienti le proprie organizzazioni. Ci si dovrebbe riferire a soggetti esterni con funzione di verifica indipendente, fermi restando i compiti di controllo dei soggetti istituzionali competenti. In proposito, le linee guida pur fornendo delle soluzioni organizzative per il breve periodo, propongono la predisposizione di un Regolamento per la qualifica dei sistemi di gestione della sicurezza, in collaborazione fra i soggetti con compiti di vigilanza sui gestori e l’ANSFISA.

 

Andrea Dari

Quanto è importante il ruolo del Consiglio Superiore per la messa in sicurezza del grande patrimonio di infrastrutture italiano? 

Carlo Ricciardi

Nella funzione del massimo organo tecnico consultivo dello Stato, il Consiglio superiore dei ll.pp.  si può avvalere del confronto di specialisti ed esperti cha afferiscono a più discipline, non solo nel campo dell’ingegneria, in un contesto interdisciplinare i cui le varie compente non si limitano a coesistere ma si avvalgono di un vero e proprio interscambio. Tra i compiti del Consiglio c’è la formulazione di proposte e pareri in tema di norme tecniche per le costruzioni.

In ambito di norme tecniche per le costruzioni si sono già prese in considerazione le opere esistenti. Tale attenzione va ulteriormente sviluppata per articolare quanto previsto al momento per le costruzioni secondo una più pertinente articolazione, a parità di principi base, per le varie tipologie di opere dell’ingegneria civile, di cui le gallerie sono solo un esempio.

La regolamentazione tecnica, se riferita ad un intero sistema di opere esistenti non può limitarsi a trattare gli aspetti tecnici riferiti alla singola opera. Tali aspetti, pure importanti, devono necessariamente essere inquadrati in una proposta di schema organizzativo di attuazione, per non limitarsi alla indicazione del solo requisito tecnico da perseguire, ma fornendo anche le linee organizzative a carattere tecnico per rendere possibile il raggiungimento di tali obiettivi.