Cemento: verso una net-zero CO2 strategy

Il Senato della California ha votato a favore di una proposta di legge che richiederà allo "State Air Resources Board" di sviluppare un piano per i produttori di cemento dello stato di raggiungere le emissioni net zero di gas serra entro la fine del 2045.

Inoltre sarebbe richiesta una riduzione del 40% delle emissioni rispetto ai livelli del 2019 entro la fine del 2035.

Il Consiglio per la difesa delle risorse naturali (NDRC), un gruppo di difesa dell'ambiente che sponsorizza il disegno di legge, ha chiesto misure come richiedere ai progetti di edilizia pubblica di utilizzare cemento a CO2 ridotto e stabilire esclusivamente specifiche basate sulle prestazioni per definire legalmente il cemento da adottare dall'eventuale strategia se il disegno di legge passa in legge statale.

La proposta di legge passerà poi all'Assemblea dello Stato della California come parte del processo legislativo locale.

 


Accompagnare scelte drastiche con norme a tutela dell'industria

Produrre un miele biologico costa di più. Questo perchè le materie prime (cera, api, regine, eventuale nutrimento) devono inoltre provenire da altri produttori biologici certificati affinché al consumatore sia garantito che il prodotto che acquista proviene da una filiera biologica. Non solo, anche le cassette devono essere realizzate con legno biologico e dipinte con vernici a base d'acqua che non possano in qualche como avere effetti di contaminazione della biologicità del miele. Una mamma che va a fare la spesa ha di fronte due possibilità: comprare un miele d'acacia d'importazione a sei euro al chilo oppure un miele di acacia biologico italiano a 18 euro per 750 g. E pensando alla salute del figlio compra, a volte, quello più costoso (se può permetterselo). Così cresce l'industria biologica del miele (e sì, è industria).

Per i prodotti di base dell'edilizia non accade sempre così, anzi quasi mai. In genere gli appalti si vincono al massimo ribasso, gli uffici acquisti guardano solo ai prezzi di acquisto, ci sono le aste on line per le forniture ... Se quindi impongo a un'industria di lavorare in modo molto, ma molto, più oneroso per produrre in Europa, e poi lascio la possibilità di importare lo stesso prodotto, con le stesse prestazione meccaniche, realizato in un Paese che non applica regole di tipo ambientale, il risultato sarà quello di spingere interi comparti industriali a migrare su altre sponde del mediterraneo.

A meno che, come sono gli stessi ambientalisti americani, a chiedere poi che si obblighi a utilizzare solo quei prodotti che hanno le caratteristiche di sostenibilità richieste ai produttori locali. In questo modo la scelta politica sarà coerente, due dei 19 goals delle Nazioni Unite saranno rispettati (tutela dell'ambiente e sviluppo del lavoro), e si sarà fatto qualcosa di concreto. Certo, i prezzi delle materie prime, e di conseguenza i costi delle costruzioni saleranno, ma in modo coerente, e tutti saremo più felici di spendere di più in cambio di un mondo migliore. E avremo un'autoproduzione tale da evitare situazione di tensione sulle importazioni di materie prime come quelle a cui stiamo andando incontro oggi. E puntando inoltre a materiali a km zero, che è un'altra bella cosa per la sostenibilità.

Andrea Dari

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