Codice Appalti pubblici, si cambia ancora: nuovo DDL delega con semplificazioni

Le linee direttrici del nuovo provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri sono semplificazione, legalità, digitalizzazione, sostenibilità.

Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge (ancora non pubblicata in Gazzetta Ufficiale), il Governo dovrà adottare uno o più decreti legislativi sulla disciplina dei contratti pubblici.


AGGIORNAMENTO DEL 22 LUGLIO 2021 - La Ragioneria generale dello Stato (RGS) ha "bollinato" (cioè ha confermato l'idoneità delle coperture finanziarie) il testo del disegno di legge delega per la revisione del Codice dei contratti passa all'esame del Parlamento.

NB - Il DDL non produrrà alcun effetto sin quando non sarà approvato dal Parlamento che ne cambierà completamente i contenuti prima di trasformarlo in legge dello Stato, la quale dovrà poi nuovamente essere bollinata definitivamente dalla RGS su un testo che dovrà essere controfirmato dal Capo dello Stato ed inviato alla Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione. Solo allora la norma entrerà in vigore (in realtà, farà scattare il procedimento che porterà agli svariati decreti attuativi...).

IL TESTO BOLLINATO DALLA RGS E' SCARICABILE IN ALLEGATO


Il Consiglio dei Ministri n.26/2021 del 30 giugno ha approvato un disegno di legge di delega al Governo in materia di contratti pubblici.

Le linee direttrici del nuovo provvedimento, si legge nel comunicato del Governo, sono semplificazione, legalità, digitalizzazione, sostenibilità.

Queste le principali novità:

  • norme più semplici e chiare per assicurare efficienza e tempestività nell’affidamento, la gestione e l’esecuzione di contratti e concessioni;
  • tempi certi per le procedure di gara, per la stipula dei contratti e la realizzazione degli appalti, comprese le opere pubbliche che dovranno essere sempre più orientate all’innovazione e alla sostenibilità;
  • rafforzamento della qualificazione delle stazioni appaltanti.

Normativa nazionale ed europea

Il testo punta ad un più stretto legame tra normativa nazionale e direttive europee, prestando una particolare attenzione alla qualificazione delle stazioni appaltanti con il potenziamento e la specializzazione del personale.

Inoltre, è prevista la massima semplificazione delle procedure per gli investimenti in tecnologie verdi e digitali e per l’innovazione e la ricerca, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu, così da aumentare il grado di eco sostenibilità degli investimenti pubblici.

E’ poi previsto l’inserimento nei bandi di gara di clausole sociali e ambientali come requisiti necessari o premiali dell’offerta al fine di promuovere la stabilità occupazionale, l’applicazione dei contratti collettivi, le pari opportunità generazionali e di genere.

 

Gare più brevi e digitalizzate

Al fine di abbreviare i tempi delle gare è prevista una piena digitalizzazione e informatizzazione delle procedure, la riduzione degli oneri amministrativi ed economici a carico dei partecipanti, e strumenti per diminuire il contenzioso sull’affidamento ed esecuzione degli appalti.

Un ruolo cruciale - si legge nel comunicato del MIMS - "riveste la verifica, anche attraverso l’uso di banche dati a livello centrale, del sistema di qualificazione degli operatori di settore e della loro effettiva capacità di realizzare le opere oggetto di gara, delle competenze tecniche e professionali e del rispetto della legalità, compresi gli aspetti legati alla tutela del lavoro e alla prevenzione e contrasto alle discriminazioni di genere".

 

Offette anomale, prezzo più basso, appalto integrato

Attenzione particolare è prevista anche per la verifica delle offerte anomale e per la individuazione dei casi in cui le stazioni appaltanti possano ricorrere al criterio del prezzo più basso d’offerta e all’affidamento congiunto della progettazione e dell’esecuzione dei lavori (cd. appalto integrato).

Appalti pubblici, si cambia ancora: nuovo DDL delega con semplificazioni al Codice

Risoluzione delle controversie

Si propone poi di estendere e rafforzare i metodi di risoluzione delle controversie alternativi a quello giurisdizionale, per evitare di allungare i tempi di realizzazione delle opere e allo stesso tempo alleggerire i tribunali dai contenziosi.

Infine, una novità importante introdotta dal disegno di legge riguarda la semplificazione e l’estensione delle forme di partenariato pubblico-privato, in particolare riguardo alla finanza di progetto, per attirare investitori professionali.

 

L'iter del DDL delega

Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge (ancora non pubblicata in Gazzetta Ufficiale), il Governo dovrà adottare uno o più decreti legislativi sulla disciplina dei contratti pubblici.

I destinatari saranno le pubbliche amministrazioni, le stazioni appaltanti e gli operatori economici che intendono stipulare contratti pubblici per l’affidamento di lavori, servizi, forniture e concessioni.

LINK AL COMUNICATO UFFICIALE DEL GOVERNO

IN ALLEGATO PDF, E' DISPONIBILE IL TESTO BOLLINATO DALLA RGS (BOZZA NON ANCORA IN VIGORE) DEL DDL DELEGA