Abusivismo edilizio: dal 2004 al 2020 abbattuto solo il 32,9% degli immobili colpiti da ordinanza

02/07/2021 2402

Legambiente ha pubblicato la seconda edizione del Dossier "Abbatti l’Abuso" sulle mancate demolizioni edilizie nei comuni italiani.

In 16 anni, nella Penisola è stato abbattuto solo il 32,9% degli immobili colpiti da ordinanza.

Al Sud Italia, dove il fenomeno è più diffuso, le demolizioni sono ferme al palo contro un Nord che invece mette in azione di più le ruspe.

In Campania, Sicilia, Puglia e Calabria su 14.485 ordinanze di demolizione emesse, eseguite appena il 17,4%.

 

“Abbatti l’Abuso”: il rapporto di Legambiente

Nelle regioni del Sud Italia, dove il fenomeno dell’abusivismo edilizio ha pesantemente compromesso il territorio, le demolizioni sono ferme al palo andando, così, ad aumentare il divario con un Nord Italia che, invece, fa più controlli, sanziona l’abuso e demolisce.

È quanto emerge in sintesi dalla fotografia scattata dalla seconda edizione del dossier “Abbatti l’abuso” di Legambiente sulle mancate demolizioni edilizie nei comuni italiani, dalla quale emerge con chiarezza una Penisola spaccata in due.

Eloquente il dato nazionale: sulla base delle risposte complete date dai 1.819 comuni su 7.909 (tasso di risposta al 23%) al questionario di Legambiente, nella Penisola dal 2004, anno dell’ultimo condono, al 2020 è stato abbattuto solo il 32,9% degli immobili colpiti da un provvedimento amministrativo, un dato “trainato” dall’attività degli enti locali delle regioni del Centro Nord.

 

Abusivismo edilizio: il rapporto di Legambiente sulle mancate demolizioni in Italia

 

Abusi edilizi: le demolizioni al Nord

Questa la classifica per numero di ordinanze di demolizioni eseguite nelle Regioni del Nord Italia:

  • Veneto: oltre il 60%
  • Friuli Venezia Giulia: oltre il 60%
  • Valle d’Aosta: 56,3%
  • Provincia autonoma di Bolzano: 47%
  • Lombardia: 44,2%
  • Piemonte: 40%
  • Liguria: 40%
  • Toscana: 40%

 

Le demolizioni eseguite al Sud

  • Basilicata: 26%
  • Lazio: 22,6%
  • Sicilia: 20,9%
  • Campania: 19,6%
  • Calabria: 11,2%
  • Puglia: 4%

In particolare in Puglia, Calabria, Sicilia e Calabria, tra le regioni più segnate dalla presenza mafiosa e dove stando all’ultimo rapporto Ecomafia si concentra il 43,4% degli illeciti nel ciclo del cemento registrati in Italia nel 2019, sono state emesse 14.485 ordinanze di demolizione (con la Campania a guidare la classifica nazionale con 6.996 provvedimenti di abbattimento) e ne sono state eseguite appena 2.517, pari al 17,4%.

In altri termini, cinque volte su sei l’abusivo ha la quasi matematica certezza di farla franca. Può andargli ancora meglio se l’immobile è stato realizzato lungo le coste: se si considerano solo i comuni litoranei, infatti, la percentuale nazionale di abbattimenti scende a 24,3%.

 

Abusivismo, Legambiente: "Si riaffermi il potere dei prefetti"

Numeri nel complesso preoccupanti che per Legambiente dimostrano come in Italia l’abusivismo e il cemento illegale siano ancora una piaga da sanare.

A ciò si aggiunge anche il “pasticcio” generato nelle scorse settimane dalla circolare interpretativa inviata dal Ministero dell’Interno a tutte le prefetture che va ad azzerare l’efficacia della norma, inserita nella L.120/2020, c.d. Dl Semplificazioni, che attribuisce ai prefetti il potere sostitutivo nelle demolizioni degli abusi edilizi, di fronte all’inerzia dei Comuni che emettono le ordinanze ma non le eseguono.

Applicando le disposizioni della circolare ministeriale - denuncia Legambiente - si va a restringere l’ambito d’azione dei prefetti ai soli abusi edilizi accertati dopo l’entrata in vigore della legge e, escludendo tutte le ordinanze su cui sia pendente un ricorso per via amministrativa, decine di migliaia di manufatti illegali sono destinati a rimanere esattamente dove sono, com’è successo finora. A confermare l’inequivocabile senso della norma sono le 935 ordinanze inevase trasmesse, da settembre 2020 a marzo 2021, dai Comuni alle prefetture.

“Procedere con gli abbattimenti -  spiega Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente - è il migliore deterrente perché si scongiuri il sorgere di nuovi abusi edilizi. Il quadro che emerge dal nostro dossier conferma la necessità, non più procrastinabile, di avocare allo Stato il compito di riportare la legalità dove le amministrazioni locali non sono riuscite a farlo per decenni. Per questo, su proposta di Legambiente, lo scorso, anno è stata approvata una norma inserita nel Dl Semplificazioni che assegna alle prefetture la responsabilità di demolire stante l’inerzia prolungata dei Comuni; ma con la sconcertante circolare interpretativa della legge del Ministero dell’Interno ora ciò verrà meno andando a tradire il senso e l’obiettivo di quanto approvato in Parlamento. Per questo abbiamo elaborato un emendamento all’ultimo decreto “Semplificazioni” del governo Draghi con l’obiettivo di ricondurre a un’interpretazione autentica della disposizione, nel pieno rispetto della ratio legis, fugando ogni margine di dubbio circa la sua applicazione. Alla ministra Lamorgese e al Parlamento chiediamo di rivedere e correggere la nota interpretativa del ministero riaffermando il potere d’intervento dei Prefetti su tutte le ordinanze emesse dai Comuni. Per liberare il Paese dallo sfregio del cemento selvaggio e dall’abusivismo impunito serve un netto cambio di direzione che solo la classe politica può intraprendere, non sono ammessi più ritardi o passi falsi”.

 


  Tutti i numeri delle mancate demolizioni: il RAPPORTO di Legambiente