Costruire in cemento armato: intervista a Silvio Sarno, presidente ATECAP

11/03/2014 3341

Intervista a Silvio Sarno, presidente ATECAP

Qual è oggi la situazione italiana del mercato del calcestruzzo?
Il mercato del calcestruzzo in sette anni, dal 2007 al 2013, ha più che dimezzato la produzione (-58,17%) che è passata da 72,5 milioni di metri cubo del 2007 a 30,3 milioni di metri cubo del 2013. Una tendenza che ha visto l’apice negativo nel 2012 (-24,3% rispetto all’anno precedente) e una lievissima attenuazione nell’anno appena trascorso che comunque chiude registrando un -20,5% rispetto all’anno precedente.
Le previsioni per il 2014 non lasciano ben sperare, l’assenza di reali segnali di interruzione della tendenza recessiva ci fa stimare un ulteriore -11,5% sull’andamento della produzione di calcestruzzo preconfezionato.
La realtà è che non si ravvedono spazi per un ritorno ai livelli di attività passati e il risultato è una struttura del settore con un fortissimo eccesso di capacità produttiva.
L’ATECAP da tempo non parla più di porre soluzioni alla “crisi”, ma di affrontare e gestire un “problema di selezione”.
L’offerta produttiva del settore del calcestruzzo è sovradimensionata del doppio rispetto alla potenziale domanda attuale e futura e va quindi razionalizzata.
Per questo si sta mettendo in campo tutto il possibile per cercare di direzionare tale inevitabile fase di ristrutturazione.
La sfida da cogliere è quella di far rimanere sul mercato le imprese realmente qualificate e meritevoli poiché rispettose delle regole concorrenziali e delle norme che le presidiano, indipendentemente dalla loro dimensione aziendale.

ATECAP da tempo pone l’accento sul tema della legalità: quali i risultati che si stanno ottenendo?
In un momento di recessione la messa in campo di iniziative di promozione della legalità è quanto mai difficile. La crisi di mercato, per forza di cose tiene ancorati ai problemi contingenti. Il tema della legalità, invece, porta sul piano delle prospettive.
Nonostante tutto l’ATECAP continua ad impegnarsi nella promozione della legalità nella convinzione che un mercato trasparente, in cui la legalità e la qualificazione degli operatori rappresentino la regola e non l’eccezione, sia propedeutico a qualsiasi intervento di rilancio del settore.
La legalità non va intesa solamente come un concetto imprescindibile e ineludibile ma può e deve rappresentare un ingrediente della ricetta per l’uscita dalla crisi; un’opportunità di crescita per tutti gli operatori onesti e qualificati che l’ATECAP rappresenta e continua a tutelare.
Con l’adozione del Codice Etico e del Codice di Condotta i soci ATECAP si sono, infatti, impegnati ad applicare modelli di comportamento ispirati alla trasparenza, all’autonomia, all’integrità e all’eticità. In tale quadro, l’Associazione ha messo a punto le Linee guida per la qualificazione dell'affidabilità etica dei partner commerciali, un passo molto importante verso la trasparenza del mercato.
Attraverso l’adozione delle Linee Guida tutti i soci ATECAP si impegnano a scegliere con attenzione i loro interlocutori economici, inserendosi con senso di responsabilità in un progetto più ampio di contrasto all’illegalità.
L’ATECAP sta, peraltro, mettendo a punto tutte le azioni associative necessarie a rendere tale iniziativa efficace e condivisa sul mercato anche attraverso la collaborazione con le istituzioni.
Nell’ottica di collaborazione con le istituzioni prosegue, inoltre, il forte impegno dell’Associazione all’interno dell’Osservatorio sul calcestruzzo e sul calcestruzzo armato, uno strumento istituzionale nel quale il settore ripone grande fiducia sul piano del contrasto ai comportamenti scorretti.

La parola chiave per la nuova edilizia è “sostenibilità”: quale può essere il ruolo del calcestruzzo in una edilizia più attenta all’ambiente?
Il calcestruzzo è indubbiamente un materiale da costruzione sostenibile soprattutto se considerato sull’intero ciclo di vita delle strutture. Grazie alla sua durabilità, infatti, le opere in calcestruzzo armato necessitano di minore manutenzione e possono inoltre essere recuperate a fine vita: in questo modo è possibile abbassare il consumo di risorse non rinnovabili, ma anche i costi economici e sociali legati al ripristino e alla demolizione degli edifici.
Inoltre il calcestruzzo consente il recupero di numerose tipologie di rifiuti per la propria produzione, come ad esempio i rifiuti da costruzione e demolizione e le scorie di acciaieria come aggregati, le ceneri volanti come aggiunte.
Per dimostrare scientificamente il contributo di sostenibilità del calcestruzzo al comparto edilizio, l’ATECAP ha affidato al Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università Federico II di Napoli un’analisi LCA (Life Cycle Assessment) che comparerà gli impatti ambientali, sociali ed economici di una medesima struttura realizzata in calcestruzzo armato, legno ed acciaio. In questo modo l’ATECAP intende dimostrare come il calcestruzzo possa essere non solo paragonato, ma anche preferito a legno e acciaio, materiali che, nell’opinione pubblica, sono solitamente considerati ecosostenibili.

Nel mercato dell’edilizia pesa sempre di più il rinnovo rispetto alle nuove costruzioni. A suo parere l’industria del calcestruzzo dovrebbe ristrutturarsi per poter fornire prodotti anche in questo mercato?
Senza dubbio le nuove costruzioni abitative e gli investimenti in opere pubbliche rappresentano i driver fondamentali dell’industria del calcestruzzo, driver duramente colpiti dalla crisi senza precedenti dell’edilizia in Italia.
L’industria del calcestruzzo più che ristrutturarsi deve valorizzare maggiormente il suo prodotto, dimostrando che con il calcestruzzo si continua e si continuerà a costruire in modo nuovo e innovativo e che questo materiale è un’opzione preferibile in termini di soddisfazione delle prestazioni richieste per applicazioni che tradizionalmente nel nostro Paese hanno visto coinvolti altri materiali da costruzione.
Mi riferisco ad esempio alle strade in calcestruzzo che in Europa sono una realtà da tempo, basti pensare al Belgio che, con quarant'anni anni di esperienza, è uno dei paesi che ha scelto il calcestruzzo come soluzione ottimale per le pavimentazioni stradali.
Ci sono poi una serie di opere di cui il nostro Paese ha urgente bisogno e che vedono il calcestruzzo l’unico materiale in grado di realizzarle. Si tratta delle opere di contenimento per prevenire i disastri ambientali causati da eventi climatici di straordinaria intensità come quelli che sempre più spesso interessano i nostri territori. Vi è la necessità di trasformare il capitolo "dissesto idrogeologico" in una priorità. Per l’ATECAP la prima grande opera pubblica da realizzare è quella che pone un tangibile limite ai rischi legati a frane e alluvioni.
Una priorità che richiede intelligenza e competenze di governo, accompagnate dalle opportune conoscenze tecniche. In questo campo una scelta appropriata dei materiali gioca, infatti, un ruolo fondamentale.