Impianto di climatizzazione a pompa di calore contenente F-Gas: occhio alle prescrizioni di legge

Prescrizioni di legge relative alla installazione, riparazione, manutenzione (controllo delle perdite) e smantellamento di impianti di climatizzazione a pompa di calore contenenti gas fluorurati (F-Gas).


Impianti per la climatizzazione: cosa stabilisce la normativa vigente in termini di controlli

Da alcuni anni è in vigore il Regolamento europeo sui gas fluorurati ad effetto serra (F-gas) n. 517/2014 che prevede l’obbligo per i cittadini di far eseguire da persone o aziende certificate i controlli periodici di verifica delle perdite di gas refrigerante delle proprie apparecchiature fisse di climatizzazione estiva o delle pompe di calore.

Le pompe di calore sono macchine efficienti e affidabili ma, come per la maggior parte delle apparecchiature, per garantire buone prestazioni nel tempo richiedono una corretta installazione e devono essere sottoposte a una manutenzione programmata.

L’Italia ha definito, con propria legislazione nazionale, responsabilità e sanzioni per chi utilizza impianti per la climatizzazione estiva e invernale degli ambienti, con specifico riferimento agli adempimenti in materia di manutenzione e controllo ai fini della sicurezza e del mantenimento dell’efficienza energetica. Le operazioni devono essere affidate esclusivamente a personale opportunamente formato e certificato. 

 

Gli obblighi dell'impresa che "gestisce" gli impianti contenenti F-Gas

I cambiamenti climatici hanno portato il legislatore europeo a emanare negli ultimi anni una serie di direttive e regolamenti per cercare di ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Tra di essi troviamo il Regolamento UE 517/2014, noto come Regolamento F-gas. Uno degli obiettivi principali di questo regolamento è evitare che il refrigerante contenuto all’interno dei circuiti frigoriferi di climatizzatori e pompe di calore possa essere rilasciato in atmosfera. Il decreto italiano di recepimento del Regolamento UE 517/2014 è il DPR 146/2018, i cui effetti si sono dispiegati pienamente verso la fine del 2019.

E’ noto che gli F-gas, o gas fluorurati, hanno un forte impatto dal punto di vista dell’effetto serra. Questo spiega perché il legislatore è particolarmente attento a chi opera con questo tipo di refrigeranti: dalla produzione fino allo smaltimento, passando per il riciclaggio e la rigenerazione, tutti gli anelli della catena devono essere opportunamente informati e formati. Da qui deriva l’obbligo di tracciamento del refrigerante e di certificazione delle persone che installano climatizzatori e pompe di calore

L’installazione di una pompa di calore deve essere eseguita da personale certificato. Per la gestione degli impianti termici costituiti da apparecchiature contenenti o destinate a contenere gas fluorurati, occorre infatti rispettare quanto disposto dal DPR 146/2018.

In particolare, le imprese e le persone fisiche che svolgono attività di installazione, riparazione, manutenzione e smantellamento di apparecchiature contenenti gas fluorurati nonché di ricerca delle perdite e recupero dei gas, oltre al possesso dei requisiti previsti dal D.M. 37/2008 per gli impianti di cui all’art. 1 c. 2 lettera c) e all’abilitazione per l’installazione e la manutenzione straordinaria di impianti a fonte di energia rinnovabile, hanno l’obbligo di iscrizione al Registro telematico nazionale delle persone e delle imprese certificate, con certificazione rilasciata da un organismo di certificazione autorizzato dal Ministero dell’Ambiente.

L'impresa, entro 30 giorni dalla data dell’intervento di installazione delle apparecchiature contenenti gas fluorurati, di primo intervento di controllo delle perdite, di manutenzione o di riparazione di apparecchiature già installate, o di smantellamento delle apparecchiature, deve comunicare alla Banca dati F-Gas, per via telematica, una serie di informazioni, tra cui numero e data della fattura o dello scontrino di acquisto dell'apparecchiatura; anagrafica dell'operatore; data e luogo di installazione/smantellamento; tipologia di apparecchiatura; codice univoco di identificazione dell'apparecchiatura; quantità e tipologia di gas fluorurati a effetto serra presenti ed eventualmente aggiunti durante l'installazione/controllo/manutenzione/riparazione, ecc.

La certificazione consiste in un esame sia teorico che pratico per le persone e in un audit di certificazione per le aziende.

Verificare che una persona o un’azienda siano certificate è semplice: le informazioni sono infatti disponibili sul portale www.Fgas.it nella Sezione delle Persone e delle Imprese Certificate. 

 

Il portale www.Fgas.it

Figura 1 - L’elenco delle aziende e degli installatori certificati (circa 35.000 aziende con oltre 73.000 tecnici) è disponibile sul sito.

 

Alcune regole di installazione

Tutte le operazioni da eseguire per una corretta installazione sono riportate nel manuale di installazione e manutenzione fornito con l’apparecchiatura. Vediamo in sintesi alcune delle principali regole da seguire: 

  • Le unità devono essere installate in piano e lontano da forti campi elettromagnetici.

  • Nel caso di installazione dell’unità esterna a pavimento, il terreno al di sotto dell’unità deve essere piano, uniforme e con una resistenza sufficiente per sopportare il peso dell’unità stessa con la carica di refrigerante completa.

  • Le unità esterne raffreddate ad aria devono essere posizionate in un punto poco esposto al vento. Se non fosse possibile e laddove la velocità del vento superi i 2,2 m/s, è consigliabile l’installazione di frangivento.

  • Nei luoghi esposti al gelo, il basamento di supporto dell’unità esterna deve appoggiare su colonne di cemento con profondità superiore alla normale profondità di gelata del terreno.
     
  • Nel caso di installazioni che richiedono livelli di vibrazione particolarmente bassi si consiglia di utilizzare supporti antivibranti, che devono appoggiare in piano ed essere saldamente fissati al basamento di cemento.

  • Installare le unità lasciando attorno ad esse uno spazio tecnico sufficiente per consentire un facile accesso ai componenti per svolgere le attività di manutenzione e riparazione. 

  • È importante che la ventilazione sulle unità esterne raffreddate ad aria non sia impedita da barriere fisiche di qualsiasi genere. Eventuali ostruzioni tenderebbero infatti a far rimbalzare indietro l’aria in uscita dal condensatore, producendo un aumento di temperatura dell’aria utilizzata per raffreddare i condensatori, e comprometterebbero la distribuzione dell’aria sull’intera superficie di scambio del condensatore. Queste condizioni riducono la capacità di scambio termico delle batterie, causano un aumento della pressione di condensazione e portano a una perdita di potenza e a un aumento dell’assorbimento del compressore.

  • Fare attenzione che al momento dell’installazione gli agenti atmosferici o ambientali non possano intaccare e corrodere i componenti del circuito frigorifero, causando perdite di refrigerante in ambiente.

 

La banca dati dei gas fluorurati

Il portale F-gas è collegato alla banca dati dei gas fluorurati in cui si trovano aree dedicate rispettivamente all’iscrizione delle imprese che vendono a utilizzatori finali gas fluorurati a effetto serra e apparecchiature non ermeticamente sigillate contenenti i suddetti gas, alla comunicazione delle vendite di gas e apparecchiature, alla comunicazione degli interventi di installazione, ricerca perdite, verifica del contenuto di refrigerante, manutenzione, riparazione o smantellamento svolti sulle apparecchiature fisse di condizionamento e pompe di calore. 

Tutte le apparecchiature contenenti gas fluorurati devono, prima o poi nel corso della loro vita, essere registrate nella banca dati. 

 

banca dati dei gas fluorurati

Figura 2 - La banca dati ha diverse funzionalità e il caricamento dei dati è a cura di varie figure: di chi vende bombole di refrigerante o macchine all’utilizzatore finale, di chi le installa, manutiene, ripara o verifica periodicamente il contenuto di refrigerante dei circuiti frigoriferi.


Nel Regolamento F-gas l’installazione è intesa come l’unione di due parti contenenti o destinate a contenere del refrigerante, quindi chi installa una pompa di calore split e collega l’unità esterna con le unità interne mediante tubazioni destinate a contenere refrigerante determina il futuro della tenuta o meno di quel circuito. Per questa ragione l’installazione deve essere obbligatoriamente registrata nella banca dati F-gas entro 30 giorni dalla data dell’intervento e l’installatore deve rilasciare una dichiarazione

Da quel momento la macchina è considerata un impianto fisso e il potenziale di inquinamento legato al contenuto di refrigerante nel circuito è in carico all’operatore, ossia al proprietario o altra persona fisica e giuridica che esercita un effettivo controllo sul funzionamento delle apparecchiature. 

L’obbligo di registrazione prescinde dal contenuto di refrigerante nel circuito frigorifero. Non sono invece soggette a registrazione in fase di installazione le macchine di tipo monoblocco (mentre lo sono in caso di interventi di manutenzione). 

Sul portale è disponibile anche un’area riservata agli operatori nella quale è possibile consultare o scaricare l’attestato contenente le informazioni relative alle proprie apparecchiature.

 

Quando è obbligatoria la verifica delle perdite di refrigerante

Il controllo della carica di refrigerante è importante sia sotto il profilo ambientale, sia dal punto di vista tecnico: la scarsità di refrigerante comporta infatti un malfunzionamento della macchina e può portare, nel tempo, alla rottura del compressore. 

La verifica del contenuto di refrigerante deve essere effettuata esclusivamente da personale certificato perché solo le aziende certificate sono autorizzate a inserire all’interno del portale le informazioni relative all’intervento. Il procedimento non si esaurisce nel dire “tutto a posto, non ci sono perdite”, ma deve essere seguito dall’inserimento dei risultati della verifica. Qualora venga rilevata una perdita, deve essere riparata “senza ingiustificato ritardo”; in caso contrario scattano le relative sanzioni.

Le soglie minime di carica di refrigerante oltre le quali scattano le prescrizioni del Regolamento (tenuta del registro dell’apparecchiatura e controllo delle perdite) vengono espresse in Tonnellate equivalenti di anidride carbonica (TonCO2eq): quantità di gas a effetto serra espressa come il prodotto del peso dei gas a effetto serra in tonnellate metriche e del loro potenziale di riscaldamento globale (GWP). 

Nel caso in cui in un impianto si superino le 5 TonCO2eq per circuito frigorifero (pari a circa 2,4 kg di refrigerante R410A e 7,4 kg di R32), le verifiche devono per legge essere eseguite una volta all’anno. Questo significa che l’operatore ha l’obbligo di chiamare una volta all’anno un’azienda certificata per verificare che il circuito non abbia avuto perdite. La non osservanza di queste disposizioni comporta pesanti sanzioni amministrative a carico dell’operatore, così come sono sanzionabili l’utilizzo di personale non certificato per gli interventi e la mancata registrazione di un’apparecchiatura sulla banca dati.  

Si ringrazia Assoclima per la gentile collaborazione.