100 stazioni sismiche gestite dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)

L’Italia dispone di una fitta rete di circa 100 stazioni sismiche gestite dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Dal 1990, questa dotazione strumentale comprende anche una “rete mobile” costituita dastazioni sismiche temporanee, che vengono installate all’occorrenza in zone specifiche e che consentono di effettuare esperimenti scientifici o di affrontare al meglio le emergenze legate al verificarsi di un terremoto.

Le reti sismiche rappresentano uno strumento fondamentale per “registrare” i movimenti del sottosuolo e studiare così la fisica dei terremoti e la struttura dell’interno della Terra. Si tratta di sistemi costituiti da stazioni scientifiche distribuite sul territorio, collegate a un unico centro di raccolta dati. In Italia, negli ultimi venticinque anni, alla rete nazionale permanente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) si è aggiunta una rete mobile, costituita da stazioni temporanee che vengono installate in supporto alle strumentazioni fisse durante una crisi sismica e che consentono di migliorare la localizzazione e l’identificazione di un terremoto in corso.

Il miglioramento che si ottiene utilizzando le stazioni temporanee è importante per valutare come gestire l’emergenza, ma fornisce anche dati preziosi per la ricerca scientifica di base, relativi alla pericolosità e alla natura degli eventi sismici. Infatti, conoscere il numero, la dimensione e la tempistica delle scosse di assestamento o definire le caratteristiche geologiche di un terremoto in un esperimento aiuta a valutare le caratteristiche di future sequenze sismiche in uno stesso ambiente.

 

 

La gestione dell’emergenza

Le reti sismiche mobili rivestono, innanzitutto, un ruolo importante per rispondere al meglio a un’emergenza. Fornendo dati in tempo reale, questi strumenti contribuiscono al monitoraggio della sismicità di un’area colpita e consentono di indagare l’evoluzione delle scosse nello spazio e nel tempo. L’analisi offline dei sismogrammi registrati permette, successivamente, di determinare la geometria e i movimenti del sistema di faglie che hanno generato il terremoto.

 

 

 

Cofinanziata dal Dipartimento della Protezione Civile, la rete mobile dell’INGV è stata, negli ultimi 25 anni, un importante strumento di monitoraggio delle principali sequenze sismiche che si sono verificate sul territorio nazionale. Solitamente installata quando si verificanoterremoti con magnitudo locale non inferiore a 5, la rete mobile è oggi organizzata in due unità operative: la prima attiva in tempo reale, l’altra che registra in locale. Il collegamento e il supporto tecnico-scientifico con la zona dell’epicentro sono assicurati dal Centro Operativo Emergenza Sismica: il presidio dell’INGV allestito nell’area colpita in caso di episodi particolarmente intensi.

Nel 2011 l’INGV ha avviato Sismiko, un progetto per coordinare le attività durante le emergenze e per stabilire procedure comuni per l’installazione delle stazioni temporanee, la manutenzione delle reti e l’archiviazione dei dati. A livello europeo, gli sforzi di coordinamento per la gestione delle emergenze sono promossi attraverso il progetto NERA – Network of European Research Infrastructures for Earthquake Risk Assessment and Mitigation, finanziato nell’ambito del Settimo Programma Quadro e volto a sviluppare la Rete Sismica di emergenza Europea: una iniziativa che faciliterà lo scambio di informazioni e il coordinamento per l’installazione di stazioni sismiche tra le varie istituzioni europee. Gli sforzi di coordinamento all’interno di Sismiko e di NERA hanno mostrato i loro frutti in occasione della sequenza sismica in Emilia del 2012, garantendo una risposta all’emergenza più veloce rispetto al passato, una più facile gestione dell’intervento e un migliore coordinamento tra i gruppi di emergenza italiani ed europei.

 

Gli esperimenti

Le stazioni sismiche temporanee di proprietà INGV sono a disposizione anche per sostenere la ricerca sismologica, per studi sulla struttura e sui processi dell’interno della Terra. Recentemente è stata costituita laCommissione Rete Mobile, che fornisce la strumentazione ai ricercatori dell’INGV e ad altri colleghi per esperimenti sismologici in Italia e in altri Paesi. Il supporto agli esperimenti comprende la strumentazione sismica, la manutenzione delle attrezzature e un contributo per l’archiviazione dei dati. Negli ultimi cinque anni, le stazioni sono state installate per diversi esperimenti volti a indagare la struttura di sistemi di faglie e le aree geotermiche.

 

I dati

I dati registrati dalle reti sismiche temporanee sono archiviati in European Integrated Data Archive (EIDA) nelformato internazionale Standard for the Exchange of Earthquake Data (SEED). Le registrazioni continue effettuate dalle stazioni installate durante le sequenze sismiche sono messe a disposizione della comunità scientifica nel minor tempo possibile, mentre i dati provenienti dagli esperimenti scientifici sono generalmente rilasciati ai partecipanti al progetto e resi disponibili dopo tre anni dalla disinstallazione.

 

Fonte Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia