Bonus Mobili: modalità, limiti e condizioni di detraibilità

L'Agenzia delle Entrate fornisce nuovi chiarimenti sul bonus mobili con riferimento alla CILA, al bonifico e ai limiti di spesa.


Un contribuente ha aperto una pratica CILA per la ristrutturazione di un appartamento di proprietà all’inizio del 2020. In seguito, ha acquistato l’arredamento pagando con bonifico parlante un acconto di 5.000 euro e, successivamente, il saldo di 8.500 euro. Siccome la somma delle fatture supera il tetto massimo previsto per la detrazione, si chiede come debbano essere inserite nella dichiarazione dei redditi.

L'Agenzia delle Entrate (a firma Paolo Calderone) risponde sulla Posta di FiscoOggi, chiarendo di fatto diversi aspetti inerenti le modalità, i limiti e le condizioni di detraibilità del cd. Bonus arredi o Bonus Mobili.

 

Bonus Mobili: veloce riepilogo

Ricordiamo che il bonus mobili è stato previsto dall’art.16 comma 2 del DL 63/2013: si tratta di una detrazione fiscale del 50% per le spese per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici necessari per arredare un immobile oggetto di ristrutturazione edilizia.

Indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 16.000 euro (10.000 euro per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2020) riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

La detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo.

NB - Nell'ultima guida specifica del Bonus Mobili, le Entrate hanno precisato che "La detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio, oppure quando i mobili e i grandi elettrodomestici sono destinati ad arredare l’immobile ma l’intervento cui è collegato l’acquisto viene effettuato su una pertinenza dell’immobile stesso, anche se accatastata autonomamente".

Bonus Mobili: modalità, limiti e condizioni di detraibilità

Inserimento spese in dichiarazione dei redditi e limiti

Il Fisco, visto che la domanda non è chiarissima riguardo alla data di acquisto degli arredi (e soprattutto a quella del pagamento), ipotizza che siano stati acquistati beni per i quali si abbia diritto alla detrazione e che entrambi i pagamenti siano avvenuti nel 2020 (quando il limite massimo di spesa detraibile era pari a 10.000 euro), il contribuente dovrà indicare nella dichiarazione dei redditi (nel rigo E57 - colonna 2 “Spesa arredo immobile” - del modello 730, o nel rigo RP57 se compila il modello Redditi Pf) l’importo massimo ammissibile di 10.000 euro.

 

Data inizio lavori e data di sostenimento spese

Per poter richiedere legittimamente la detrazione, la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere precedente a quella in cui si acquistano mobili e grandi elettrodomestici.

Non è fondamentale, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile.