Rifacimento e rinforzo di ponti, viadotti, gallerie: metodi e materiali costruttivi innovativi

L’importanza di una corretta gestione delle opere d’arte si evidenziò in Europa agli inizi degli anni Ottanta in particolare in Francia da parte de l’École nationale des ponts et chaussées e in Inghilterra da parte dell’Università del Surrey, UK “Bridge Management”.

In Italia il  tema della gestione delle opere d’arte è rimasto a lungo trascurato con il semplice utilizzo delle  istruzioni dei vari Enti di gestione estremamente scarne e basate principalmente su ispezioni visive.  

Solamente  nel 1994 con la Legge Merloni si è introdotto per la prima volta il Piano di manutenzione assieme al progetto esecutivo, anche se questa disposizione è stata quasi sempre considerata una pura formalità dai Progettisti e dagli Enti proprietari e di gestione.

Il crollo del ex ponte Morandi, di Albiano e, di molti, di molti altri eventi calamitosi in tutta Italia hanno posto in tutta la loro  tragica evidenza il ritardo accumulato in questo campo. Su incarico del CSLP è stata quindi  nominata una Commissione che ha realizzato le Nuove Linee Guida per la Classificazione nell’Aprile 2020, un documento importante e dettagliato nei suoi molteplici aspetti.

Le Linee Guida riguardano la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti; un approccio multilivello dove l’onerosità delle ispezioni, delle indagini, dei controlli, dei monitoraggi e delle verifiche da effettuare, è calibrata sull’effettiva necessità e urgenza in funzione dello stato attuale dell’opera.

E’ ben noto infatti il rapporto tecnico-economico tra vita residua e opere di riqualificazione e manutenzione che impattano sul fermo esercizio e la pubblica utilità e quindi la resilienza della rete. Molte infatti sono le questioni in campo tra cui: 

Quale decisione prendere a fine ciclo vita nominale (riqualificazione integrale strutturale, sismica e impatto di durabilità oppure demolizione e ricostruzione ?

Quali piani manutentivi attuare sia per nuove strutture che riqualificate integralmente? 

Quali opere di controllo e monitoraggio attuare (almeno per ponti strategici e a luce maggiore)?   

 

Come noto nella Linea Guida sono introdotti 6 livelli di classe di attenzione

  • livello 0 – censimento mediante raccolta documentale;
  • livello 1 – ispezioni visive e rilievo speditivo di struttura, geomorfologia ed idraulica dell’area;
  • livello 2 - consente di giungere alla classe di attenzione di ogni ponte, sulla base dei parametri di pericolosità, vulnerabilità ed esposizione, determinati elaborando i risultati ottenuti dai livelli precedenti;  
  • livello 3 – analisi dei dissesti emersi in livello 1 per stabilire la necessita’ di approfondimenti al livello superiore; 
  • livello 4 - prevede l’esecuzione di valutazioni accurate sulla base di quanto indicato dalle norme tecniche per le costruzioni vigenti; 
  • livello 5  - si applica ai ponti di significativa importanza.

Si valuta la rilevanza trasportistica mediante analisi di impatto socio-economico sulle rete in cui e’ inserito il ponte.

L’auspicio è che in base a tale rilevante documento (ricordiamo 1,5 milioni di ponti e viadotti in Italia, senza dimenticare le gallerie,  4000 in gestione a Autostrade per l’Italia, 11000 in gestione ad Anas, gran parte dei quali costruiti negli anni ’50- ’70 e quindi a fine ciclo vita) finalmente possano essere  attivati nel breve termine il programma di ispezioni, monitoraggi  ed interventi, ove urgenti e necessari, da parte degli Enti proprietari e gestori nazionali e  provinciali con il contributo di tecnici e laboratori preparati e qualificati e che la costituzione di ANSFISA (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali) e AINOP (Archivio informatizzato delle Opere Pubbliche), consentano un controllo pubblico coordinato e strutturale delle opere d’arte infrastrutturali nazionali e una corretta gestione delle risorse, oggi più che mai importanti anche grazie al PNRR.  

Certamente va detto che le opere di riqualificazione strutturale e sismica ai sensi delle NTC18 , le opere di protezione e di durabilità,  si dovranno sempre accompagnare a  specifiche prestazionali  affidabili al fine di garantire livelli tecnici e di durabilità adeguati alle attese progettuali per l’opera.

In tal senso sarà importante il Nuovo Testo Unico delle Costruzioni di prossima emanazione. Stabiliti i rischi dell’opera anche in relazione alla robustezza della stessa, le carenze strutturali accertate  con controlli e monitoraggi mirati e accurati , il non adeguamento normativo della struttura, sarà necessario progettare gli interventi e realizzarli sulla base di norme, protocolli e linee guida operative che garantiscano la vita utile della struttura alle attese progettuali, indicando con chiarezza la durabilità della struttura attraverso specifiche prestazionali , piani manutentivi obbligatori, monitoraggio per le strutture strategiche o di maggiore rilevanza.

Refurbish and reinforcement of bridges, viaducts, tunnels: innovative construction methods and materials”.

 

 Gestione del rischio, priorità, interventi, controlli , gestione programmata delle risorse sono il mantra a cui  in Italia non ci possiamo più sottrarre ai fini della sicurezza delle opere infrastrutturali nazionali. 

 

Dello stato dell’arte delle infrastrutture se ne parlerà al 1° Congresso Internazionale EUROSTRUCT che si terrà  all’Università di Padova  che è Ente promotore dal 29 agosto al 1° settembre.  Il Congresso  mira a fornire un forum internazionale per promuovere lo scambio mondiale di conoscenze ed esperienze nel controllo della qualità e nel miglioramento di ponti e strutture attraverso il contributo  di relatori provenienti dal mondo accademico, istituzionale, professionale, industriale.

 

Il nostro Gruppo G&P intech è partner tecnico e sponsor del Congresso e il 31 agosto terrò una relazione dal titolo “Refurbish and reinforcement of bridges, viaducts, tunnels: innovative construction methods and materials”.

 

Negli ultimi 30 anni abbiamo sviluppato una solida esperienza nella riqualificazione strutturale e nelle manutenzione di ponti, viadotti, gallerie e strade.

Tra le opere si citano il rinforzo dei  viadotti dell’A14 Adriatica nell’ambito delle opere  di allargamento della terza corsia, il nodo tangenziale/A14  di Bologna, il rinforzo delle  gallerie nella variante di valico A1 a Barberino e Impruneta, il cavalcaferrovia a S. Giuliano a Mestre Venezia, il rinforzo dei viadotti della S.S.V. 17  Anas a Castel  di Sangro.

La ns. attività spazia dalla consulenza ingegneristica e antisismica a professionisti, Enti, imprese, alla formazione con gli Ordini professionali in particolare e con le nostre Associazioni  di categoria, alla produzione di prodotti e tecnologie certificate ai sensi di norma  e approvate  dalle principali stazioni appaltanti e dai rispettivi organismi  tecnici , all’assistenza alla posa in opera nei cantieri.   Abbiamo inoltre un intenso programma di ricerca e di sperimentazioni tecnologiche con Enti di ricerca nazionali ed esteri ed  Università.  

Tra questi voglio ricordare una ricerca molto interessante in corso per RFI sui ponti ad arco in muratura  e la loro riqualificazione strutturale. 

Operiamo inoltre con altre tecnologie nell’ambito delle infrastrutture tra cui i sistemi di protezione ed impermeabilizzazione  degli impalcati  da ponte particolarmente importanti per la durabilità dell’opera d’arte ed impiegati sul Ponte sul Po a Piacenza nel 2010 e griglie per il rinforzo  degli asfalti stradali. La nostra Divisione Hirun International si occupa inoltre di isolatori, dissipatori sismici, appoggi  per ponti e viadotti.

 

 


In allegato da scaricare:

CASE HISTORY: STRENGTHENING OF BRIDGES WITH PRETENSIONED FRP LAMINATES, EXPERIMENTAL INVESTIGATION AND A CASE STUDY.