MasterSap e BIM alla luce del DM 312/2021

Il recente decreto ministeriale n.312/21 ha modificato alcune imposizioni riguardanti l’introduzione del BIM negli appalti pubblici nazionali. Illustreremo di seguito le novità normative introdotte e le funzionalità di MasterSap in ambito BIM.


I riferimenti normativi del BIM: dal d.m. 560/2017 al d.m. 312/2021

La metodologia BIM, nata dapprima nel mondo architettonico, sta sempre più prendendo piede anche nei contesti strutturale e impiantistico e si sta pian piano diffondendo in tutta Europa. Il tutto è anche dovuto alle imposizioni normative che la vedono sempre più come una scelta obbligata.

Il riferimento normativo italiano è il Decreto del MIT n. 560/2017 che ha stabilito i tempi e i modi di introduzione progressiva del metodo nelle opere pubbliche.

La progressione prevista dal 560/2017 è quella riportata nell’immagine seguente.

Progressione prevista dal decreto BIM 560/2017

 

La nuova tempistica di applicazione del BIM alle opere pubbliche

Questo Decreto è stato da poco aggiornato dal DM 312 del 2/8/2021 che chiarisce alcuni aspetti del procedimento, modifica la progressione temporale stabilita precedentemente e stabilisce delle misure premiali per l’adozione del BIM negli appalti pubblici. Il nuovo DM, in vigore dal 3 Agosto 2021, si applica ai bandi pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore dello stesso.

La tempistica di obbligatorietà per le stazioni appaltanti di includere l’utilizzo del BIM nei bandi di gara è stata modificata grosso modo traslando di 12 mesi la precedente, ma anche chiarendo che tale metodologia va applicata anche ai bandi riguardanti le costruzioni esistenti, fatta eccezione per le opere di ordinaria e straordinaria manutenzione.

Secondo il nuovo decreto, dal gennaio 2022 l’utilizzo della metodologia BIM sarà richiesta per le opere (complesse e non) di importo pari o superiore ai 15 milioni di euro.

Dal gennaio 2023 per tutte le opere di importo superiore alla soglia comunitaria (articolo 35 del codice dei contratti pubblici, pari a circa 5 milioni di euro).

Dal gennaio 2025 per tutte le opere di importo superiore a 1 milione di euro. L’ultimo scaglione presente nel precedente DM 560, ovvero l’obbligatorietà fissata dal 2025 per tutte le opere di qualsiasi importo, anche inferiore al milione di euro, è stato eliminato.

Tutto ciò fatto salvo che si parla sempre di obbligatorietà, mentre è sempre e comunque permesso alle stazioni appaltanti di richiedere, a discrezione, l’utilizzo delle metodologie BIM per qualsiasi bando di gara.

Tutto ciò fin qui detto si riferisce al solo ambito italiano mentre ad esempio in Gran Bretagna il BIM è stato reso obbligatorio già dal 2016 per tutte le opere pubbliche ed è oggi utilizzato dal 73% delle aziende nazionali. Seguono la Germania con il 70% e la Francia (che introdurrà l’obbligatorietà dal gennaio 2022) con il 50%. 

Il metodo BIM non è altro che un approccio teorico della gestione di un processo che può essere implementato in diversi modi. Per quanto riguarda l’ambito puramente strutturale esso si riflette sulla costruzione e sull’interscambio del modello digitale dell’edificio e delle relative informazioni fra i diversi attori che fanno parte del processo stesso.


PER APPROFONDIRE LEGGI

Il nuovo Decreto BIM: cosa dice, cosa cambia e cosa aggiunge

Lo scorso 3 agosto è stato pubblicato il decreto che aggiorna la disciplina BIM negli appalti pubblici, modificando ed integrando il Decreto “Baratono” n. 560/2017. >> Ecco le novità. 


BIM e MasterSap

MasterSap (software di analisi strutturale prodotto e commercializzato da AMV srl) supporta ormai da alcuni anni lo standard di interoperabilità maggiormente utilizzato a livello mondiale, lo standard IFC (Industry Foundation Class), sviluppato e manutenuto dall’associazione internazionale buildingSmart International e dai suoi capitoli nazionali, quali quello italiano IBIMI (buildingSmart Italy), di cui fa parte anche AMV stessa.

MasterSap 2021 è in grado di scambiare dati informativi mediante il formato IFC (nelle sue versioni 2x3 e 4.1) sia in ingresso che in uscita.

La lettura dei modelli in ingresso in MasterSap

La lettura dei modelli in ingresso viene effettuata in un ambiente grafico che permette di osservare l’intero modello globale presente nel file IFC. Esso può inglobare qualsiasi tipo di oggetto, sia esso architettonico, impiantistico o strutturale. Mediante degli appositi filtri è possibile attivare la visione puramente strutturale; in questo modo l’utente può in maniera del tutto rapida ed intuitiva avere la visione alternativa dell’intero progetto oppure dei soli elementi che verranno recepiti da MasterSap ai fini del calcolo strutturale. 

Il modello viene visualizzato in un apposito ambiente grafico. In prima battuta viene visualizzato l’intero modello così come definito in .ifc, che potrebbe contenere sia elementi strutturali, sia architettonici che impiantistici.

Per poter visualizzare quali siano gli elementi del modello effettivamente compatibili con MasterSap, quindi quelli di valenza strutturale è stato messo a disposizione il comando Solo elementi compatibili. Questo filtro ha solo valenza visiva, il suo utilizzo o meno non ha alcuna influenza sul risultato finale dell’importazione in MasterSap.

 

La lettura dei modelli in ingresso in MasterSap


I dati che vengono attualmente riconosciuti sono quelli che definiscono la geometria della struttura, ovvero: posizione, sezione e materiali associati agli elementi. Un elemento viene correttamente riconosciuto se le informazioni sono state correttamente assegnate all’interno delle proprietà IFC.

Il Dizionario di conversione è un utile strumento per tentare un riconoscimento per nome di tutte quelle sezioni che non sono correttamente definite come parametriche nel file IFC, come può avvenire ad esempio per i profili metallici. Infatti, i nomi dei profili metallici sono spesso differenti, a seconda del software utilizzato per la creazione dell’IFC e a seconda delle librerie (o banche) utilizzate.

All’interno di MasterSap sono state definite le associazioni più comuni, ma nulla vieta all’utente di definirne di ulteriori. Sono attualmente definite le associazioni fra MasterSap e le versioni italiane delle librerie di Archicad®, Revit®, Sap2000®, Tekla Structures®.

Come superare le criticità dell'importazione

Uno degli altri grossi problemi legati all’importazione di modelli architettonici in software di calcolo strutturale è legato alle differenze insite nei due modelli teorici, ovvero il modello architettonico è legato alla rappresentazione fedele del costruito, mentre quello strutturale ne è di solito una approssimazione atta a rappresentare correttamente il primo in termini di elaborazione agli elementi finiti.

Va da sé che i due modelli non solo possono ma, praticamente sempre, devono essere differenti.

Nel momento in cui il progetto IFC viene trasferito a MasterSap, nell’ambiente grafico tridimensionale di MasterSap si genera un’anteprima unifilare del modello stesso e l’utente potrà decidere alcune strategie di importazione.

Sarà ad esempio possibile riportare alla stessa quota travi che per esigenze architettoniche hanno il baricentro a quote leggermente sfalsate oppure decidere il valore dello sfalsamento massimo fra i baricentri per riportare le travi su uno stesso piano.

Si potrà anche collegare automaticamente fra loro gli elementi che per esigenze di disegno architettonico non sono interrotti in corrispondenza del nodo strutturale.

Per quel che riguarda la georeferenziazione del sito, l’origine del progetto specificata nell’IFC può essere mantenuta o modificata, ad esempio facendola coincidere con uno dei nodi del modello strutturale. Si pensi ad esempio, nel caso di analisi sismica, alla traslazione in Z, per decidere quali parti della struttura sottoporre a forze sismiche.

L’importazione infine mantiene memoria sia del modello originario sia di quello modificato.

Importazione del modello architettonico in MasterSap

 

L'esportazione del modello IFC in MasterSap

L’esportazione avviene in maniera analoga e semplificata rispetto a quanto già visto. Per la creazione del modello IFC a partire da un qualunque progetto MasterSap viene messo a disposizione dell’utente un ambiente in cui viene visualizzato il modello globale creato con MasterSap e gli oggetti effettivamente compatibili ed esportabili in IFC. Si rimarca di nuovo l’attenzione sul Dizionario di conversione, che può essere eventualmente richiamato anche in fase di esportazione, in funzione del software architettonico verso il quale il file IFC è orientato.

Oltre all’IFC sono disponibili anche altri formati di interscambio: il formato s2k rivolto a Sap2000®, un formato specifico per Cadwork® leader 3D CAD/CAM nel campo delle costruzioni in legno e il formato CIS/2 che consente di esportare modelli verso SAP2000®, Autodesk Revit®, Tekla Structures® ed altri programmi internazionali. 


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