Il Mercato del Lavoro Intellettuale Digitale nel Settore delle Costruzioni e il Digital Divide

Una nota del prof. Angelo Ciribini su lo stato dell'arte della digitalizzazione nel settore della costruzione e dell'immobiliare e le ripercussioni nel mercato del lavoro.


 

Digitalizzazione nel settore delle costruzioni: a che punto siamo?

La digitalizzazione nel settore della costruzione e dell'immobiliare è giunta a un punto in cui si intersecano due direttrici: la prima pertiene a un rafforzamento dei contesti e dei processi convenzionali e tradizionali, che, sia pure con lentezza e con difficoltà, nonostante la presenza di forti vincoli legislativi e di una abbondante pubblicistica, si sta progressivamente e sistemicamente  diffondendo attraverso il cosiddetto Building Information Modeling (BIM) che, peraltro, non è stato forse ancora appieno compreso nella sua funzione primaria di generazione e di elaborazione di strutture di dati.

Tale linea inizia a essere riconoscibile e riconosciuta universalmente anche nel mercato domestico e implica una incrementale acquisizione di una maturità digitale sufficiente, ma, sostanzialmente, almeno sino a giungere a eventuali punti di rottura, non appare in grado di influire in maniera decisiva nei confronti di potenziali rivolgimenti delle identità degli operatori e delle catene di fornitura.

In un certo senso, si potrebbe provocatoriamente affermare che, agendo nel solco di una cultura analogica, si ricerchi un sostanziale compromesso con la situazione attuale del settore e del mercato, in cui gli operatori del versante della Domanda e di quello dell'Offerta soffrano limitazioni dimensionali, economiche, generazionali e richiedano una sorta di revisione temperata delle proprie modalità di essere e di agire senza che ciò rischi di metterne in discussione il posizionamento nelle catene di fornitura, se non in modo marginale.

Le stesse sorti digitali del Super Bonus 110% hanno, in effetti, evidenziato un uso specifico (e circoscritto) degli strumenti digitali, mentre, per quanto attiene a metodi e a piattaforme, la digitalizzazione ha specialmente coinvolto altri soggetti, come le consultancy, le utility, i financial arranger e così via.

Al contempo, tuttavia, una altra direttrice si sta palesando sul mercato, relativa all'inesorabile dilatazione dello spettro delle applicazioni rivolte all'Information & Communication Technology (ICT), che dipartano, tra le molteplici vie, dall'Artificial Intelligence of Things - e, a un livello inferiore, della Machine Readability - e si identificano con la nozione di autonomia: dei processi decisionali, da un lato, e dei cespiti immobiliari e infrastrutturali, da un altro canto, coi relativi sottesi di carattere etico che attualmente sono evocati dai temi delle discriminazioni di genere nel reclutamento e dello sfruttamento dei rider.

 

Angelo Ciribini - Mercato del lavoro intellettuale digitale nel settore delle costruzioni e il digital divide

 

Digital divide e le ripercussioni nel mercato del lavoro intellettuale digitale

Tutto ciò preconizza una sorta di paradossale digital divide all'interno della sfera della digitalizzazione, che oltrepassa di gran lunga una idea di velocità differenziate verso una evoluzione lineare: oltre a tutto, entro un mercato domestico che, dopo avere sofferto un lungo periodo di recessione strutturale, si trova improvvisamente a dover rispondere a una eccezionale sollecitazione del versante dell'Offerta, entro un ambito problematico sia quanto a durata della fase espansiva sia quanto a condizioni della fornitura dei fattori produttivi, come qualificazione, disponibilità e prezzo.

Questa situazione ha evidenti ripercussioni sulla profilazione delle abilità e delle competenze professionali sul mercato del lavoro, poiché pone un serio dilemma in rapporto alla prevalenza di soggetti competenti ed esperti nelle prassi consolidate del settore, dotati, però, di conoscenze e di abilità avanzate nell'universo della digitalizzazione oppure di soggetti fortemente attrezzati sul piano digitale, ma relativamente privi di esperienze e di consapevolezze specifiche per quanto attiene alle logiche settoriali.

Tale considerazione costringerà evidentemente, a livello nazionale, ma anche a livello sovranazionale, ad andare oltre una discussione, abbastanza sterile, sulla definizione e sulla denominazione, a prescindere dalla qualificazione e dalla certificazione, dei profili professionali riguardanti la digitalizzazione.

Il caso più emblematico, già presente nella norma UNI 11337-7, chiama in causa la figura del CDE (Common Data Environment) Manager, che inevitabilmente sarà oggetto di forti evoluzioni, in dipendenza della mutazione del concetto medesimo di ambiente di condivisione dei dati.

 

L'estensione dei confini della digitalizzazione e il dibattito relativo al suo essere strumento o motore, ad esempio, della sostenibilità, porrà, perciò, sempre più sfide a un settore in cui sono destinati a incrociarsi e a sfidarsi intenti e proponimenti ambiziosi, ma talora velleitari, di riconfigurazione radicale e di ricalibrazione moderata degli assetti (le catene di fornitura), delle relazioni (le piattaforme tecnologiche), delle identità degli attori (la natura antagonistica o cooperativa), dei prodotti (governati dall'essere umano o autonomi da esso).

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