Oggetti BIM: lo scambio informativo tra progettisti e fornitori è davvero collaborativo?

Come consulente mi trovo ad avere una visione privilegiata del processo, confrontandomi, tutti i giorni, con i professionisti coinvolti e in modo particolare con i progettisti, chiamati a gestire una grande quantità di informazioni.

Diventa importante fare chiarezza sulle aspettative in merito al corretto scambio di informazioni poiché fondamentale per la buona riuscita di un progetto.

In questo articolo mi concentrerò su alcune criticità riscontrate durante lo stadio di progettazione e produzione delle opere, relativamente al rapporto tra progettisti e fornitori nella definizione dei requisiti informativi.


 

Scambio efficace delle informazioni in BIM: in che modo?

La straordinaria flessibilità del Building Information Modeling risiede nell’infinita gamma di possibili virtualizzazioni volte a favorire uno scambio efficace delle informazioni

È ormai consolidato che, all’interno del processo BIM, l’oggetto virtualizzato è il cuore del modello informativo poiché veicola la comunicazione dei dati in modo organizzato, secondo un preciso scopo.

Lo sviluppo del concetto di “level of development” nelle buone pratiche internazionali e nella norma UNI 11337 Parte 4 ha rappresentato, all’interno del processo BIM, uno strumento utile nella gestione e virtualizzazione delle opere.

Con l’arrivo delle ISO 19650 e della UNI 17412 si è cercato di approfondire tale convenzione, ampliando il concetto di LOD e introducendo quello di “livello di fabbisogno informativo”, più flessibile e sensibile agli attori coinvolti e ai loro scopi.

Il rapporto tra gli oggetti parametrici e la realtà è molto simile alla relazione tra il “significante” ed il “significato” all'interno del processo linguistico. Affinché, il significante possa richiamare uno specifico contenuto (significato) è necessario sviluppare delle convenzioni che possano permettere tale associazione.

In questi anni abbiamo assistito ad una crescita importante dei progetti gestiti con metodologia BIM, ponendo le basi per una maggiore consapevolezza dei professionisti, ormai testati sul campo da anni di esperienza. In questo scenario, mi sono interrogato in merito alla definizione dei requisiti informativi e ho interpretato l’arrivo della UNI 17412 come un importante passo avanti in materia di approfondimento del “contenuto”, perché mette al centro gli attori e le loro finalità.

L’uso, a volte, improprio delle scale dei LOD, con un’attenzione più geometrica che informativa, snatura il loro reale obiettivo, non permettendo di sfruttare a pieno le potenzialità dei gradi di approfondimento, stabilità e affidabilità delle informazioni.

Sebbene riconosca la complessità di creare oggetti parametrici esaustivi, soprattutto per i diversi usi del modello e obiettivi, è necessario, da parte dei fornitori, investire in modo più efficace non solo sulla modellazione degli oggetti parametrici, ma anche nella comprensione del processo e dell’utilizzo degli strumenti authoring al suo interno, distinguendo, ad esempio, tra modellazione meccanica e civile, evitando “sovra-modellazioni” che possono rendere il modello poco fruibile o carico di informazioni inutili.

 

Un po' di chiarezza sul concetto di "oggetto parametrico"

Un altro aspetto fonte di fraintendimenti è il concetto di “parametricità”. L’uso di oggetti CAD importanti all’interno di ambienti authoring è ancora molto frequente e spesso vengono forniti ai progettisti blocchi non parametrici e privi di contenuto informativo, geometricamente dettagliati ma non adatti ad un ambiente smart come quello BIM e in contrasto con le logiche dei software che gestiscono la multidisciplinarietà proprio con la parametricità.

Durante l’attività di progettazione l’uso di ambienti authoring è indispensabile per adattare gli elementi al contesto, ad esempio, una valvola a farfalla non parametrica non potrà adattarsi alla tubazione e collegarsi ad un sistema se presente come blocco, questa logica obbligherebbe il progettista ad importare tanti oggetti quante sono le valvole presenti nell’impianto appesantendo enormemente il file con informazioni inutili ed in contrasto con la logica di software authoring come Revit, che sfrutta la parametricità attraverso le “Lookup Table” per adattare le dimensioni di tubazioni, raccordi e condotti.

Ragionando rispetto al progetto, va fatta una puntualizzazione anche sulla gestione dei file. Un oggetto parametrico troppo “pesante” non potrà essere utilizzato in un progetto. Quando si modella è fondamentale ragionare sulla creazione di oggetti parametrici leggeri i cui parametri siano di facile comprensione e soprattutto controllati affinché siano perfettamente funzionanti.

L’attenzione al contenuto informativo richiede uno sforzo maggiore, non in termini di quantità di informazioni, spesso eccessive ed inutili, quanto in termini di qualità e di personalizzazione di queste rispetto ad usi specifici. Ad esempio, il ruolo del computo in progettazione è spesso poco considerato ed invece dovrebbe essere uno strumento utile per lo sviluppo degli oggetti. 

È evidente l’importanza di un contenuto “cucito sul progetto”.

Sono noti i tempi serrati che accompagnano il mondo della progettazione e quando un professionista, specializzato, si rivolge ad un fornitore, lo fa nella speranza di alleggerire il carico di lavoro, alla ricerca di un oggetto parametrico authoring che sia correttamente sviluppato secondo la logica del software, fiducioso in una loro conoscenza matura del processo. Non sempre, però, queste aspettative sono assolte e spesso il margine di incertezza tra ciò che si richiede e ciò che si è ricevuto, porta gli studi a preferire una modellazione interna ad una esterna. Pensiamo alla problematica che può generare, ad esempio, contattare un fornitore richiedendo una famiglia revit parametrica di un dato componente e ricevere, a distanza di una settimana, un link per il “download” di un file Inventor.

 

Investire nella modellazione parametrica significa...

Se si decide di investire nella modellazione parametrica è importante conoscere gli strumenti authoring per potersi calare correttamente nelle logiche dei progettisti BIM, trovando il giusto equilibrio tra una modellazione efficace, il più possibile parametrica, e un contenuto informativo chiaro, esaustivo e differenziabile a seconda degli scopi

È difficile pensare ad un oggetto parametrico che soddisfi le esigenze di tutti i progettisti poiché mutevoli in funzione del progetto, della fase progettuale, degli obiettivi e della natura stessa dell’opera. Diventa però strategico dare alcune indicazioni generali, consapevoli che una parte importante della personalizzazione andrà comunque fatta all'interno degli studi:

  1. La conoscenza degli strumenti è indispensabile per lavorare in modo efficace quindi se si decide di fornire degli oggetti parametrici, questi dovranno essere sviluppati secondo le logiche authoring di modellazione, con un occhio alle norme e alle buone pratiche internazionali.

  2. Gli oggetti dovranno essere parametrici poiché dovranno essere adattabili al contesto di progettazione. La parametricità dovrebbe essere pensata anche come strumento di scalabilità dell’oggetto e delle informazioni (geometriche ed informative) in funzione dei diversi scopi.

  3. Gli oggetti dovranno essere sviluppati in un'ottica di ottimizzazione, ragionando in un ambito civile e non meccanico per una ottimizzazione a beneficio della leggerezza e dell’efficienza.

  4. Le codifiche delle informazioni dovranno essere chiare e funzionali alla natura stessa dell’oggetto per agevolarne l’utilizzo.

  5. L’oggetto parametrico deve essere pensato, a livello informativo e geometrico, nel giusto equilibrio tra dettaglio, parametricità e leggerezza.

Come strategia nella gestione informativa, per ogni commessa BIM, cerco sempre di creare un “Model element table” personalizzato, diviso per discipline e categorie, attribuendo ad ognuna uno specifico livello di sviluppo per definire l’affidabilità delle informazioni. 

 Oggetti BIM: “Model element table” personalizzato

Figura 1 - Esempio “Model element table” personalizzato

 

Creo un asset per ogni macrocategoria all’interno della quale uso una matrice riga per colonna. Nelle righe sono indicati gli oggetti parametrici, nelle colonne il loro contenuto informativo, diviso per macro-gruppi in funzione degli scopi e delle caratteristiche dei parametri:

 

BIM:  Esempio di una struttura personalizzabile del contenuto informativo di commessa

Figura 2 - Esempio di una struttura personalizzabile del contenuto informativo di commessa

 

Se gli oggetti parametrici sono ben sviluppati, il dato sarà più facilmente personalizzabile attraverso strumenti come Dynamo.

Penso che il lavoro fatto in questi anni sia stato fondamentale nella crescita del processo BIM e riconosco, da parte di molti fornitori, un impegno nel supportare i progettisti in questo passaggio epocale.

In una logica collaborativa non possiamo considerarli esterni alla catena.

È mia opinione che l’obiettivo su cui sia strategico orientarsi è quello di implementare lo scambio di informazioni, permettendo lo sviluppo di oggetti authoring più calati nelle logiche progettuali, personalizzati secondo obiettivi concreti e capaci di tener conto delle differenti esigenze che possono presentarsi durante l'intero arco di vita utile delle opere. Spesso durante le mie consulenze invito i progettisti ad essere proattivi nel fare domande, soprattutto nelle prime fasi di sviluppo dei progetti, allo stesso modo ho trovato strategico, da parte di alcuni fornitori lungimiranti, intervistare i progettisti alla ricerca di un servizio a “misura di progetto”.

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