BIM, Cicli di Vita e Attori delle Costruzioni

Recentemente, pochi giorni or sono, il Premier russo Medvedev ha richiesto ad alcuni Ministeri competenti e all'Ente di Normazione Nazionale di definire entro il prossimo mese di Settembre un programma di implementazione del Building Information Modelling in Russia, probabilmente anche in vista dei prossimi grandi eventi previsti. Si tratta dell'ennesimo segnale della valenza strategica del BIM in termini di Politica Industriale che si unisce agli innumerevoli ulteriori già ricevuti da ogni dove.

Al contempo, due documenti sul BIM sono appena stati pubblicati, o lo saranno a breve, da parte della Britannica BSI, inerenti al Design Management e all'Asset Management (BS 7000-4 2013 e BS PAS 1192:3 2014) con effetti non banali, poiché pongono in rilievo due questioni primarie: come concertare il processo di progettazione e come attribuire la primazia al quadro informativo che riguarda il bene immobiliare per come si trova o per come si trova dopo un intervento di nuova costruzione o di conservazione/trasformazione.

Il primo rivela con chiarezza quale sia il contesto in cui si dipanerà la parte iniziale del dPoW nell'ottica del Ciclo di Vita, specialmente indicando come il BIM attraverso il Design Management responsabilizzi contrattualmente i Progettisti, già divenuti Costruttori Virtuali, in termine di validazione delle modalità d'uso con il Soft Landings e colla Post-Occupancy Evaluation, mentre impedisce definitivamente agli autentici Costruttori di disimpegnarsi rapidamente dalla Vita Utile dell'Opera.

Il secondo (www.bimtaskgroup.org/wp-content/uploads/2014/03/BIM-Task-Group-Newsletter-38th-Edition.pdf), tuttavia, è quello che appare più promettente per il Nostro Paese, a partire dall'imminente programma di qualificazione e di riqualificazione dell'edilizia scolastica.

Con esso si attribuisce il massimo risalto al patrimonio informativo che concerne un manufatto (prima e, soprattutto, dopo un intervento).

È del tutto palese che in Italia, nonostante la diffusione degli interventi sul costruito, si sia portati ad attribuire significato esclusivamente all'intervento puntuale di Riqualificazione Energetica o di Miglioramento Sismico, per non dire di Conservazione o di Recupero.

Non a caso, anche in termini di raccolta del consenso, tutta l'essenza comunicativa è concentrata nel fatto che per l'edilizia scolastica i Comuni, o meglio, i Sindaci, trasversalmente ai colori politici, raccolgano i dati relativi a un fabbisogno gerarchizzato e li trasmettano al Governo Centrale, affinché questo, di concerto con le Amministrazioni intermedie, possa provvedere a Fare e, soprattutto, a Fare Presto: in molti casi Prestissimo.

Ciò comporta probabilmente il fatto che la razionalizzazione e l'unitarietà dei criteri di intervento concernano esclusivamente gli aspetti amministrativi, procedurali e finanziari, per cui, appunto i margini di progresso tecnologico e organizzativo finalizzati alla trasformazione del Settore sono trascurabili a fronte dell'efficacia di un messaggio che riguarda, ancora una volta, la salvezza della Nazione o di alcune sue espressioni.

Ciò, tuttavia, comporta che, agli occhi dei cittadini, la misura della credibilità delle misure da adottare si giochi esclusivamente sulle ragioni dell'azionismo immediato, allorché altrove, nei Paesi con cui dobbiamo confrontarci all'interno dell'Unione Europea, l'impostazione appare radicalmente differente e tutti i processi di riforma strutturale non possono che fondarsi sulla gradualità.

Per certi versi, si potrebbe affermare che, in effetti, anche il Nostro Paese abbia costruito i suoi difetti strutturali lungo i decenni e i secoli: e che, pertanto, la velocità della decisione rappresenta, più che altro, un esorcismo simbolico nei confronti dell'inerzia e, però, anche dei tempi medio-lunghi del Cambiamento che possono apparire anch'essi inerziali.

Potrà reggersi il paradosso secondo cui per essere interlocutori attendibili di Paesi che traguardano il medio periodo, oltre che il lungo, l'Italia si proponga di investire principalmente sul breve termine?

Potrà veramente funzionare l'interpretazione suggestiva dei Paesi che detengono il primato comunitario come miopi allorché essi nelle loro Politiche Industriali per il Settore pongono la Costruzione del Futuro?

Il documento BS PAS 1192:3 2014 rappresenta la dimostrazione che il vero e autentico cambio di paradigma non stia tanto nella Gestione dell'Informazione lungo il Ciclo di Vita, declinabile sia in Asset Management sia in Facilities Management, quanto nel principio secondo cui il dopo debba essere anticipato nel prima e che la fine stia davvero nell'inizio, indifferentemente dal fatto che questi consista in un Green Field o in un Brown Field o che gli interventi sul costruito (pure infrastrutturale) siano di modesta entità o meno.

Ciò che è decisivo è che venga richiesto ai Progettisti di concepire la Vita Utile del manufatto puntuale o lineare come maggiore valore costitutivo e di farlo non prescindendo mai dalle funzioni che esso veicola, tanto che la sensoristica costituisce il mediatore tra realtà virtuale e realtà effettiva, tra il cespite e il suo uso, tanto nel senso del monitoraggio strutturale quanto in quello energetico e, più in generale, della disponibilità e della funzionalità del bene.

Se, dunque, per motivi storicamente comprensibili, le Tattiche in atto privilegiano altro da questo, perdendo, per usare un eufemismo, una ottima occasione per rilanciare il Settore nel senso che a esso si attribuisce in Francia, in Germania e nel Regno Unito, che almeno il sistema informativo che ne scaturisca serva all'uopo, che almeno da interventi non riconducibili a una Strategia Industriale si tragga una BIM Inventory di Asset o di Record Information Model da utilizzare d'ora in avanti sulla gestione dei beni strumentali scolastici e, soprattutto, dei programmi formativi.

La BS PAS 1192:3 2014 indica chiaramente come la transizione dal Comparto delle Costruzioni al Settore dell'Ambiente Costruito passi proprio da una riconfigurazione e da una trasformazione dei fini e non dei mezzi.

In pratica, ciò a cui stiamo assistendo non è implicitamente lo snaturamento delle prassi tradizionali, bensì lo sconvolgimento delle finalità e degli apparati mentali che vi presiedono: la Maintenance e, in particolare modo, le Operation divengono il centro delle strategie progettuali in quanto su di esse si basano i contratti relazionali e partenariali estesi nel tempo dilatato del contratto.

Possiamo, innanzi a ciò, replicare solamente affastellando consolidamenti strutturali, isolamenti termici, tinteggiature, e così via in una miriade di centinaia (e, in prospettiva, di migliaia) di interventi?

È questo versamento il segno di un approccio Lean, Smart, Green e, in ultima analisi, Clever?

La BS PAS dipinge, infatti, il Building Information Model come:

  • A geometric representation of the components of an asset;
  • A process for collaboratively creating, operating & disposing of the asset;
  • The ability to access asset component information in-situ;
  • One view of data,documents & images;
  • A reliable and trusted enterprise asset information resource.

Ciò chiaramente indica come il passaggio consista in: the PAS defines how the asset information model is to be tailored to provide the operational data to inform asset management decisions in support of their organisational needs. Where the asset operating organisation requires new construction or refurbishment the PAS provides a framework and approach to integrate the data from a project information model into the asset information model

Il lungo elenco di motivazioni che segue dimostra, infine, come anche le logiche degli investimenti in conto capitale e per spesa corrente, così determinanti nel tentativo oggi attuato dal Nostro Governo in funzione degli accordi comunitari, perdano progressivamente di significato nell'economia del Whole Life Cycle:

  • Reduced costs due to the automated transfer of information from construction to operation.
  • Less manual input of information.
  • More complete information reducing management costs.
  • Fewer problems and costs during early operation because of the availability of better information about the asset.
  • The opportunity to reduce operation and maintenance costs.
  • More focus on long term operational performance giving better informed decisions about opera-onal expenditure and capital expenditure.
  • Reduced remedial costs during operation brought about by fewer construction defects.
  • Savings from life cycle decisions informed by a single, integrated, up-to-date source of information.
  • Better modelling of resilience and risk of failure.
  • Improved expenditure decisions enabled by improved information to enable asset investment planning.
  • A source of data records from dynamic metering and condition sensors to identify poor energy performance, faults and risk of impending failure.
  • Organisation ownership of asset information for procurement purposes. 

 

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