Energie rinnovabili: intervista a Agostino Re Rebaudengo, presidente assoRinnovabili

Nella stagione del post-incentivi, le imprese del fotovoltaico hanno l’esigenza di guardare con decisione all’integrazione fra tecnologie innovative. Il fotovoltaico entrerà in una fase nuova, quella dello sviluppo autopropulsivo. Cosa comporta questa trasformazione?

Se finalmente si giungerà ad un quadro regolatorio stabile e certo che valorizzi l’importanza delle fonti rinnovabili per il sistema Paese, il settore fotovoltaico continuerà a crescere con nuove istallazioni che nel breve periodo coinvolgeranno soprattutto il settore residenziale, grazie anche alla prevista detrazione del 50% dell’investimento sull’IRPEF per interventi di efficientamento energetico. Le imprese che troveranno maggiori opportunità saranno quelle in grado di offrire servizi energetici di ampio respiro che, non limitandosi alla sola installazione dell’impianto, proporranno anche interventi di efficienza energetica, di ottimizzazione dei consumi, di integrazione tra tecnologie come domotica, accumuli e smart grid.
Contrariamente a tale prospettiva, sono numerosi i provvedimenti approvati recentemente con un impatto negativo e retroattivo sul settore, quali: la Deliberazione 614/2013/R/efr, che ha apportato delle modifiche alla normativa sullo scambio sul posto prevedendo l’aggiornamento del limite massimo per la restituzione degli oneri generali di sistema, la Deliberazione 618/2013/R/efr, che ha ridotto notevolmente il valore dei prezzi minimi garantiti e la Circolare 36/E che ha modificato la percentuale fiscale massima di ammortamento, dal valore del 9% al valore del 4%, con conseguente aumento della pressione fiscale complessiva.

I 'sistemi efficienti di utenza' (SEU) possono rappresentare una strada praticabile per fare solare senza incentivi? In cosa consistono questi sistemi, quali vantaggi offrono?

I SEU (Deliberazione 578/2013/R/eel) sono sistemi in cui un produttore, titolare dell'officina elettrica e delle autorizzazioni alla realizzazione e all'esercizio di un impianto alimentato da fonti rinnovabili ovvero in assetto cogenerativo ad alto rendimento, con potenza complessivamente non superiore a 20 MWe, cede l’energia elettrica prodotta (in tutto o in parte) al cliente finale, titolare del punto di connessione e dell’unità di consumo presso il quale è installato l’impianto stesso. I rapporti intercorrenti fra il produttore e il cliente finale presenti all’interno di un SEU e aventi ad oggetto l’energia elettrica prodotta e consumata che non transita attraverso la rete pubblica, non sono oggetto di regolazione da parte dell’Autorità e vengono lasciati alla libera contrattazione fra le parti. Per questi sistemi sono previsti degli specifici vantaggi tariffari, ovvero l’energia elettrica autoconsumata non sarà sottoposta ai corrispettivi tariffari di trasmissione e distribuzione, a quelli di dispacciamento e a quelli a copertura degli oneri generali di sistema, che saranno applicati solo all’energia elettrica prelevata dalla rete. Pertanto il cliente finale potrà conseguire un risparmio sulla bolletta energetica, garantendosi l’elettricità autoconsumata ad un prezzo inferiore rispetto a quello della sua attuale bolletta energetica e il produttore potrà vendere l’energia elettrica a un prezzo superiore a quello del mercato elettrico.
Sicuramente la convenienza di questi sistemi sarà direttamente proporzionale alla capacità dell’operatore di offrire al cliente servizi di gestione dell’energia ad ampio raggio, come interventi di efficienza energetica e ottimizzazione delle condizioni contrattuali di fornitura. Parallelamente, si auspica che in tempi brevi si sviluppi il mercato dei sistemi di accumulo che consentiranno la massimizzazione della principale variabile che regge questi sistemi ovvero la quota di autoconsumo rispetto alla produzione totale dell’impianto.

Uno dei problemi risiede nel fatto che la rete abbia bisogno di impianti programmabili per la produzione di energia, poiché le rinnovabili non sono notoriamente in grado di garantire regolarità produttiva. Le tecnologie e le soluzioni ci sarebbero già: la smart grid, i sistemi di accumulo ed, ovviamente, il ricorso in extrema ratio al termoelettrico, ancor meglio se riveduto con impianti ammodernati e meno inquinanti. Occorre un maggiore sostegno dalla politica?

In un’ottica di crescente sviluppo delle fonti rinnovabili non programmabili sarà necessario adattare le reti elettriche e garantirne l’ottimale funzionamento supportando interventi come le smart grid e i sistemi di accumulo. Per questi ultimi sistemi, ad esempio, il costo è ancora troppo elevato per garantire il recupero dell’investimento in tempi ragionevoli per le famiglie e le imprese. Si ritiene che incentivi specifici come quelli adottati dalla Germania per le batterie unitamente ad un chiaro quadro normativo, consentirebbero l’avvio di un nuovo mercato e nuove opportunità occupazionali.

Ci può fare il punto sul nuovo quadro normativo nazionale per il recupero e il riciclo dei moduli fotovoltaici, su operazioni di smaltimento e di riciclo dei dispositivi, tracciabilità dei prodotti da parte dei consorzi e tutta la documentazione di cui gli impianti devono dotarsi?

Il 14 marzo 2014 il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente lo schema di decreto legislativo recante attuazione della Direttiva 2012/19/Ue sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) che regolamenta anche la raccolta, il trasporto e il riciclo dei moduli fotovoltaici a fine ciclo di vita. In particolare i produttori di moduli fotovoltaici sono responsabili del relativo smaltimento e riciclo in tutti gli Stati membri UE in cui operano.

I sistemi di Monitoraggio e Controllo hanno un'importanza strategica nella gestione degli impianti a fonti rinnovabili: forniscono un quadro completo e real-time del funzionamento o di eventuali anomalie dei sistemi, anche da remoto. Quali sono i più recenti sviluppi dei sistemi di monitoraggio e i benefici di questi servizi per il produttore e il finanziatore?

Al fine di garantire dei rendimenti minimi annui, è indispensabile disporre di un adeguato sistema di monitoraggio che controlli i necessari parametri per il calcolo degli indici prestazionali. Gli attuali sistemi di monitoraggio sono in grado di rilevare e registrare grandezze meteo ed elettriche durante le fasi di produzione e conversione dell’energia elettrica, consentendo di controllare in tempo reale il funzionamento dell’impianto e di rilevarne eventuali anomalie che potrebbero influenzare la produzione e la sicurezza del sistema. Al di là, però, della scelta del sistema specifico, è fondamentale affidarsi ad un operatore di asset management serio e competente: ad oggi il mercato si è invece concentrato sulla mera riduzione dei costi, che, si dimostrerà nei prossimi anni, è una politica miope e che comporterà extra costi di ripristino in futuro.