Pergotenda o trasformazione edilizia da terrazzo a veranda? Le discriminanti dell'abuso edilizio

Tar Emilia-Romagna: serve il permesso di costruire per una struttura di chiusura del terrazzo con pannelli di vetro, venendosi a realizzare una veranda, con un aumento di volumetria ed una modifica della sagoma dell’abitazione.


La completa chiusura, con vetrate, del terrazzo nell'unità immobiliare, avvenuta in assenza di titolo abilitativo configura abuso edilizio con tutte le conseguenze del caso, perché per questo tipo di trasformazione serve il permesso di costruire.

Lo ricorda il Tar Emilia-Romagna nella sentenza 221/2021 dello scorso 30 agosto, dirimendo una questione legata ad una tenda sul balcone lato frontale e di una copertura in vetro dal lato ove insiste la tenda (che è esterna al vetro) e dal lato destro.

 

Un'altra finta pergotenda

Secondo la ricorrente, "si tratta di una struttura non permanente alla stregua di arredo esterno, di riparo e protezione, funzionale alla migliore fruizione temporanea dello spazio esterno all’appartamento cui accede, ed in quanto tale riconducibile agli interventi manutentivi non subordinati ad alcun titolo abilitativo ai sensi dell’art. 6, comma 1 del d.P.R. n. 380 del 2001". In pratica, una pergotenda.

Ma il Tar frena subito gli entusiasmi: la struttura di chiusura del terrazzo con pannelli di vetro non ha nulla a che vedere con la tenda esistente, costituendo un diverso manufatto che è strutturalmente autonomo dalla tenda stessa e, dunque, non è al servizio della medesima.

Bastano infatti le fotografie a far emergere che:

  • la tenda posta a protezione del balcone è identica alle tende installate nei due balconi posti al di sopra ed al di sotto del medesimo che, però, non hanno la struttura in vetro di chiusura del terrazzo;
  • la struttura dei pannelli di vetro installati è posta assai vicino alla tenda di copertura del terrazzo ma è autonoma rispetto alla stessa tenda che è uguale a quella sottostante, ove, come detto sopra, non vi è la presenza della chiusura con la struttura in vetro.

Insomma: qui siamo di fronte NON ad una tenda retta da pannelli di vetro, ma ad una veranda chiusa con pannelli di vetro, innanzi alla quale sia stata posta una tenda. I pannelli, posti lungo tutto il perimetro del terrazzo, non fungono affatto da supporto alla tenda, configurandosi piuttosto come una struttura indipendente e non già funzionale alla tenda stessa.

Pergotenda o trasformazione edilizia da terrazzo a veranda? Le discriminanti dell'abuso edilizio

Da terrazzo a veranda: non è una pergotenda

In definitiva, “la ricorrente ha trasformato il terrazzo in una veranda a tutti gli effetti, determinando con ciò un aumento di volumetria ed una modifica della sagoma del condominio, riconducendo con ciò l’intervento tra quelli necessitanti di permesso di costruire”.

La tenda, qui, non è assolutamente l'elemento principale ma risulta estranea alla struttura in vetro posizionata al solo fine di poter chiudere il balcone e, pertanto, è proprio la struttura in vetro che costituisce l’opera principale realizzata e che non può integrare gli estremi di una pergotenda.

Come rilevato correttamente dal comune, “deve ritenersi che l’installazione, su un terrazzo, di pareti in vetro scorrevoli su binari, tendenzialmente duratura seppur potenzialmente funzionale anche alla protezione dagli agenti atmosferici, determina una chiusura dello spazio esterno del terrazzo creando un nuovo volume, di per sé idoneo a determinare la trasformazione dell’organismo, non essendo invocabile, ai fini della riconduzione dell’intervento tra quelli di edilizia libera, la sua funzionalizzazione alla migliore fruizione dello spazio esterno, trattandosi di opera non assimilabile né ad una pergotenda né a un gazebo, la cui definizione, come anche delineata nella elaborazione giurisprudenziale, implica la sua non idoneità a modificare la destinazione d’uso degli spazi esterni stante la tipologia degli elementi di chiusura, che debbono rivestire consistenza tali da non potersi connotare in termini di componenti edilizie stabili di copertura o di chiusura di uno spazio esterno. Il carattere scorrevole dei pannelli di chiusura verticale, di per sé, non può assumere dirimente rilievo ai fini della qualificazione edilizia dell’opera, dipendendo la sua eventuale totale apertura dalla concreta gestione ed uso della struttura da parte del proprietario, che non fa venir meno l’idoneità della stessa a determinare la chiusura dello spazio esterno, coerentemente peraltro con la scelta di installare pannelli verticali in vetro”.

Chiudendo la questione: non è una pergotenda e non è edilizia libera, serviva il permesso di costruire.

LA SENTENZA INTEGRALE E' SCARICABILE IN FORMATO PDF PREVIA REGISTRAZIONE AL PORTALE


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