Confindustria, Bonomi: "Bene il +6% di Pil, ma ora le riforme"

24/09/2021 2949

All'Assemblea degli Industriali di Roma il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi auspica che il Presidente del Consiglio Draghi "rimanga in carica per lungo tempo". 

"È il tempo di scegliere di cambiare. Perché cambiare è certo difficile, ma non cambiare per l’Italia sarebbe fatale" ha dichiarato Bonomi al termine della sua relazione annuale.

In fondo all'articolo è possibile scaricare la relazione completa del numero uno degli Industriali.


Si convinto all'obbligo vaccinale per i lavoratori

È un vero e proprio endorsement quello che il Presidente di Confidustria Carlo Bonomi ha fatto al Presidente del Consiglio Mario Draghi nel corso dell’Assemblea annuale degli industriali che si è tenuta ieri al Palasport del quartiere Eur di Roma. Presenti circa 1700 persone, con mascherine e green pass obbligatorio. Il titolo scelto per l’incontro di quest’anno è stato “Scegliere di Cambiare”.

“Ci auguriamo che il Governo duri ancora a lungo” ha affermato Bonomi nel corso del suo intervento, definendo poi il Presidente del Consiglio come “un uomo della necessità” ben diverso dagli "uomini della provvidenza che hanno dato vita ad un regime ventennale di oppressione" e dagli "uomini del possibile", che invece erano quelli del "rinvio eterno".

L'apprezzamento da parte degli industria a Draghi, oltre che a parole dal leader di Confindustria, è stato manifestato con una lunga standing ovation della platea e diversi applausi che più di una volta hanno interrotto il discorso di Bonomi.

Dal palco Bonomi ha chiesto di fare “adesso” le riforme: “Vanno fatte ora, basta rinvii, basta giochetti” avverte il numero uno di Confindustria, che si dice “preoccupato” dal cronoprogramma del PNRR che “rischia di slittare”. Per gli industriali è una strada “profondamente sbagliata” quella del gioco a Risiko, delle bandierine per il consenso effimero".

Un commento sulla crescita del Pil: "Questo risultato va considerato con soddisfazione ma senza enfasi, poichè la sfida che ci aspetta è quella del tasso di crescita dal 2022 in avanti, che deve essere solido e duraturo»

“Confindustria - ha affermato Bonomi - si opporrà a tutti coloro che vorranno intralciare il processo delle riforme e a chi filtra con i ‘No Vax’ invece di pensare alla sicurezza di cittadini e lavoratori".

Gli industriali hanno infatti apprezzato la scelta di introdurre obbligo vaccinale e green pass per tutti i lavoratori pubblici e privati: “Decisione che noi condividiamo integralmente” ha dichiarato Bonomi.

 

Il presidente di Confindustria Bonomi all'Assemblea annuale

Il patto per l'Italia

Poi il numero uno di Confindustria ha lanciato un appello a Landini, Sbarra e Bombardieri, i leader di Cgil, Cisl e Uil: “Facciamolo noi un patto per l’Italia, noi non siamo partiti in lotta, di fronte ai ritardi e alle sempre più gravi fratture sociali della nostra Italia, lavoro e impresa hanno una grande sfida: costruire insieme accordi e indicare strade e strumenti che la politica fa fatica a vedere”.

 

"È il tempo di scegliere di cambiare. Perché cambiare è certo difficile, ma non cambiare per l’Italia sarebbe fatale. Noi ci battiamo per gli interessi del Paese, prima che dell’industria. E crediamo che questi interessi vengano prima dei nostri rispettivi ruoli. Perché non c’è immunità di gregge che ci salvi, se ognuno dei componenti non esercita una grande responsabilità". "E’ tempo di fare come ci ricorda Bebe Vio: fatti dire che è impossibile, e dimostra a tutti che puoi farcela." 

Carlo Bonomi (Presidente Confindustria)

 

Dal Presidente di Confindustria è arrivata anche una richiesta: “lo Stato rinunci temporaneamente a Iva e accise su energia e combustibili per evitare che il rincaro dei prezzi (dovuto all'aumento vertiginoso dei prezzi, con il barile di petrolio passato dai 19 dollari di minimo ad aprile 2020, ai 73 attuali, e il corrispettivo proporzionale aumento del prezzo del gas) non diventi una stangata per le famiglie italiane”.

Bonomi ha anche definito una “sciocchezza” il blocco dei licenziamenti perché “si pensava fosse la panacea e invece non ha impedito che nel 2020 quasi un milione di occupati abbia perso il lavoro o non lavorato per lunghi periodi”.

Preoccupazione invece sul Fisco: “Ci sono a disposizione solo 3 miliardi, per una riforma da cui dipende la competitività del paese. Serve un intervento complessivo, «non solo sulla tagliola del 38% dell’Irpef», via l’Irap, e un taglio al cuneo tra i 10 e 13 miliardi di euro”. 


LEGGI* LA RELAZIONE COMPLETA DI CARLO BONOMI

*IN ALLEGATO