Modernizzazione e BIM: il medio periodo e il Settore delle Costruzioni

MODERNIZZAZIONE e BIM: il medio periodo e il Settore delle Costruzioni

Gli scienziati politici stanno già iniziando a dissertare sulle continuità e sulle fratture che presenterebbe il Renzismo rispetto al Berlusconismo e sul ruolo del Grillismo come elemento che influenza le modalità comunicative dell'attuale Presidente del Consiglio. La tematica appare, in effetti, fondamentale poiché la questione concerne l'esistenza delle condizioni affinché si verifichi una vera e propria evoluzione (un tempo si sarebbe detto Modernizzazione) del Paese.

Ciò che, comunque, mi sembra evidente è che la criticità della congiuntura politica ed economico finanziaria che caratterizza il Nostro Paese e che affligge il Settore delle Costruzioni sia strettamente legata alla grande difficoltà dell'intero Sistema nell'impostare una azione strategica di medio periodo, al di là delle discontinuità presunte o effettive.

Da un lato, infatti, ogni aspetto sensibile che è regolarmente evocato per oltrepassare la negatività relativa al Comparto è riconducibile alla riconfigurazione del Settore delle Costruzioni, nel senso che una diversa affidabilità degli operatori economici potrebbe modificare i criteri inerenti al merito di credito, una più aggiornata loro identità come sistema professionale e imprenditoriale potrebbe contribuire ad accelerare il processo ennesimo di riforma delle Amministrazioni Pubbliche, e così via.

È, tuttavia, possibile immaginare di rivisitare il Settore, al fine di produrre una crescita occupazionale, specialmente tra i neo diplomati e i neo laureati senza rimettere in discussione i fondamentali in maniera approfondita e non estemporanea? Non è, al contrario, che il circolo vizioso che insorge tra provvedimenti urgenti e risultati immediati conduca a un ulteriore corto circuito del Sistema?

La risposta più corretta sta nel concepire il Building Information Modelling e la De-Carbonizzazione come i due presupposti di un disegno assai più ampio e radicale che, tuttavia, necessità di attori che lo governino, altrove certamente già presenti.

Un notevole esempio del fatto che, oltre al Regno Unito, anche la Francia e la Germania si stanno muovendo a livello sistemico è dato dall'avvio del Programma Nazionale di Ricerca sul BIM nelle Infrastrutture promosso dal MEDDE e dalle recenti dichiarazione della ministra Cécile Duflot: Nous allons progressivement rendre obligatoire la maquette numérique dans les marchés publics d’Etat en 2017. Et je suis sûre que les collectivités suivront très rapidement (...) Le numérique va permettre aux acteurs de gagner en efficacité collective et en qualité. Je vais désigner un responsable national du déploiement du numérique dans le bâtiment. Il devra proposer un plan de marche pour fin 2014 et s’appuiera sur une équipe dédiée au sein du ministère. Je ferai en sorte de créer un signe de qualité pour valoriser les entreprises engagées dans le bâtiment 2.0. (...)  Il faut déployer la maquette numérique. C’ est un excellent outil de travail collaboratif de la conception à l’exécution, en passant par la gestion du bâtiment. L’objectif c’est d’avoir demain une véritable Carte Vitale du bâtiment qui permet aux professionnels et aux habitants de conserver la mémoire de toutes les étapes de la construction et de la rénovation, ou encore de réaliser des économies de matériaux. Au-delà de la maquette numérique, il faut aussi favoriser le e-learning et mettre à disposition les règles de l’art en format numérique pour que l’artisan puisse les consulter sur son chantier.

Analogamente, sia pure in forma diversa, dopo che il Bundesinstituts für Bau-, Stadt- und Raumforschung ha promosso le BIM-Leitfaden für Deutschland , il Bundesministerium für Verkehr, Bau und Stadtentwicklung e la Reformkommission Bau von Großprojekten, il cui operato è atteso tra il 2014 e il 2015, sorta in seguito ai Baudesaster dell'Aeroporto di Berlino, dell'Opera Filarmonica di Amburgo e della Stazione di Stoccarda, intravedono nel BIM un presupposto per la rivisitazione del Comparto in Germania.

Parimenti, è ormai chiaro, per testimonianza oculare, che le intenzioni britanniche di utilizzare il BIM quale strumento per la Politica Industriale nel Settore si stanno progressivamente espandendo: dalla Russia all'Islanda.

Certo, la maggior parte dei Paesi, a iniziare proprio dalla Germania, parte dal livello elementare, tranne punte in termini di eccellenza riscontrabili specialmente nei grandi gruppi sul 5D e con riferimento (da parte di Hochtief e di Strabag) al Middle East, ma la direzione sembra consapevolmente ormai definita e appare iniziare a focalizzarsi sulle Infrastrutture, come dimostrano alcuni programmi di ricerca nazionali e internazionali (Infra BIM in Finlandia, MINnD in Francia, V-Con in Olanda, Francia e Svezia) e le nascenti sperimentazioni di DB in Germania e di Italferr nel Nostro Paese.

Il fatto che altrove interi Sistemi Paese si muovano all'unisono su traguardi temporali ragionevolmente medi (dal 2016 al 2018) e lunghi (al 2025) non appare, tuttavia, sufficiente, o non lo è apparso sinora, per innescare processi di riconfigurazione anche in Italia.

L'auspicio è, dunque, non che si introduca alcunché di obbligatorio, bensì che il Sistema Paese, se mai esista, affronti il tema (non del BIM, ma della riconfigurazione e della digitalizzazione del Settore delle Costruzioni) attivamente.

 

Se, infatti, ragionassimo sul breve periodo poco avremmo da temere, o meglio, pochi segni del cambiamento potenzialmente radicale in atto saranno visibili, ma è evidente che attualmente si sta giocando il possibile divario che riguarda il medio e il lungo termine.

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