Dispositivi portatili (purificatori d’aria) per sanificazione e disinfezione

Attualmente sono disponibili sul mercato numerosi dispositivi portatili/mobili e sistemi per la sanificazione/disinfezione proposti da molti produttori con diversi principi di funzionamento.

Ad oggi, però, non esistono specifiche di test armonizzate per la verifica dell'efficacia di tali prodotti, per cui un confronto tra le varie tecnologie e dispositivi risulta quasi impossibile.

A settembre 2021 è stata pubblicata una norma tedesca che disciplina tale materia. Pur non essendo destinato al mercato italiano, tale documento, integrato con le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, può essere considerato come un prezioso riferimento per orientare la scelta della pluralità di prodotti disponibili sul mercato.


 

Riferimenti, documentazioni, normative e ricerche scientifiche

Nel corso del 2021 sono stati pubblicati a livello nazionale e in altri Stati importanti documenti sul tema dei Dispositivi portatili e sistemi per la sanificazione/disinfezione. Questi sono descritti nella cronologia di seguito.

In data 20 maggio 2021 è stato pubblicato il Rapporto ISS COVID-19 n. 12/2021 - Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: ambienti/superfici. (è un aggiornamento del Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020). I contenuti del Rapporto 12/2021 sono di seguito descritti. All’interno di tale documento, nel capitolo 6 sono descritti i “Generatori in situ e altri sistemi per la sanificazione/disinfezione” che sono l’oggetto del presente articolo.

In data 11 giugno 2021 tramite una Circolare del Ministero della Salute è stato chiarito che i “Purificatori e sanificatori d’aria non possono presentare la marcatura CE come dispositivo medico”. Il Ministero della salute ha inoltre affermato che i prodotti impiegati per la sanificazione, l’igienizzazione e la purificazione dell’aria degli ambienti potranno essere introdotti sul mercato sulla base delle disposizioni generali sulla sicurezza dei prodotti immessi in commercio, secondo il Codice del consumo (D.L.gs. 206/2005), presentando eventualmente la marcatura CE ai sensi di altri atti di armonizzazione dell'Unione che riguardano aspetti trasversali (es. sicurezza elettrica).

CLICCA QUI - Vai al charimento del Ministero della Salute sulla marcatura CE dei purificatori e sanificatori d'aria

A livello nazionale il giorno 25 giugno 2021 si è riunito presso il CTI il primo meeting per esaminare il tema “Dispositivi attivi di disinfezione e sanificazione dell’aria”.

A settembre 2021 è stato pubblicato un documento in lingua tedesca e in lingua inglese “Messen von Innenraumluftverunreinigungen - Anforderungen an mobile Luftreiniger zur Reduktion der aerosolgebundenen Übertragung von Infektionskrankheiten” tradotto in inglese con “Measurement of indoor pollution - Requirements for mobile air purifiers to reduce aerosol-borne transmission of infectious diseases” e in italiano con “Misurazione dell'inquinamento indoor - Requisiti per i ourificatori d'aria mobili per ridurre la trasmissione di malattie infettive trasmessa da aerosol”. I contenuti di questo documento dal titolo “VDI-EE 4300 Blatt 14:2021-09” vengono di seguito descritti.

Vi è poi ampia letteratura scientifica su questo tema, a titolo di esempio si riporta di seguito una lista (non esaustiva) di pubblicazioni, con l’obiettivo di evidenziare la grande attenzione che viene dedicata a tali sistemi anche nell’ambito della ricerca.

  • EPA. Guide to Air Cleaners in the Home. Portable Air Cleaner (2018).
  • USEPA. Air Cleaners, HVAC Filters, and Coronavirus (COVID-19). Washington, DC: United States.
  • Environmental Protection Agency; 2021.
  • Indoor air purifiers: their effectiveness remains to be demonstrated. 2017.
  • Can mobile indoor air cleaners effectively reduce an indirect risk of SARS-CoV-2 infection by aerosols? Christian J. Kähler. 2020.
  • Efficacy of Portable Air Cleaners and Masking for Reducing Indoor Exposure to Simulated Exhaled SARS-CoV-2 Aerosols — United States William G. Lindsley et al. 2021.
  • Effect of Portable Air Cleaners on Indoor Air Quality: Particle Removal from Indoor Air. Afshari e Seppänen 2021.
  • Testing mobile air purifiers in a school classroom: Reducing the airborne transmission risk for SARSCoV-2 J. Curtius , M. Granzin, and J. Schrod. 2020.

 

VDI-EE 4300 Foglio 14:2021-09: contenuti, approccio e limiti prestazionali

Il documento è costituito da 14 pagine, nella parte introduttiva del documento viene descritta l’importanza della qualità dell’aria con riferimento all’attuale pandemia, indicando che è necessario che i purificatori d'aria mobili separino o inattivino in modo efficace i virus SARS-CoV-2 dall'aria degli ambienti.

Il documento VDl-EE 4300-14 è stato completato il 20 luglio per essere poi pubblicato a settembre 2021. Il completamento della norma DIN/TS 67506 (per i purificatori d'aria UV-C) è previsto nel tardo autunno (novembre 2021).

Sono ambito di applicazione della norma VDI le seguenti tipologie di dispositivi:

  • Dispositivi con sistemi di filtraggio.
  • Dispositivi ad inattivazione:  
    • mediante radiazioni UV-C;
    • mediante ionizzazione/plasma.
  • Dispositivi combinati (es. UV-C e filtranti, filtri antiparticolato e a carboni attivi).

Il documento pone grande attenzione alla corretta installazione dei prodotti, che risulta quindi uno degli aspetti centrali nella valutazione insieme a quelli indicati di seguito:

  • Efficacia.
  • Portata d'aria.
  • Sistemi di filtraggio (per dispositivi con filtri).
  • Prestazioni acustiche.
  • Comfort.
  • Sicurezza nella gestione, protezione contro atti vandalici.
  • Limitazione dei sottoprodotti.

 

Dispositivi portatili (purificatori d’aria) per sanificazione e disinfezione

Esempio di installazione di un dispositivo portatile in una scuola.
Fonte: VDI (Alexandra Goertz/ Shutterstock.com).

 

Al seguente LINK è disponibile un riassunto in tedesco della norma VDI.

Insieme al Punto 5, di seguito descritto la parte più importante della norma riguarda i requisiti prestazionali dei dispositivi mobili (Punto 3). Secondo lo stato dell'arte, devono immessi sul mercato solo dispositivi che, se utilizzati come indicato e prescritto, non causino problemi di salute, comfort termico o acustico o odori sgradevoli. Se utilizzati correttamente, tali dispositivi devono ridurre la concentrazione di virus attivi nell'aria del 90% entro mezz'ora.

Nel Punto 3.1 della norma vengono descritti i requisiti generali per tutte le tipologie di prodotto. Nei punti successivi sono invece descritte le specifiche per ogni tipologia.

Grande novità è rappresentata dal Punto 5, dal titolo “Criteri e requisiti di prova”, nel quale sono descritti gli obiettivi dei test, le dimensioni degli ambienti da testare (ufficio di 30 m3 e aula scolastica di 200 m3), le portate d’aria ed i relativi riferimenti normativi, la turbolenza, gli aspetti acustici, la stabilità dei dispositivi a lungo termine e i criteri di valutazione. Si evidenzia che i dispositivi vanno testati in condizioni reali: il principale aspetto che guida nella scelta di tali prodotti è il tasso ventilazione, che dovrà essere di almeno 4 volumi/ora. Applicando tale dati ai due ambienti di test si ottengono le portate di ventilazione dei dispositivi in funzione delle dimensioni degli ambienti, ovvero:

  • 120 m3/h per un ufficio di 30 m3.
  • 800 m3/h per una classe di 200 m3.

 

Le indicazioni del 'Ministero dell’Ambiente tedesco' per le scuole 

Il tema dei dispositivi portatili nelle scuole è da sempre oggetto di grande attenzione. A livello nazionale il principale riferimento è il Rapporto 12 dell’Istituto Superiore di Sanità, che viene descritto nel paragrafo finale del presente articolo. La Germania, attraverso l’Umweltbundesamt (Ministero dell’Ambiente tedesco) ha fornito indicazioni precise per l’ambito scolastico, disponibili al seguente LINK.

Gli ambienti scolastici vengono classificati in tre categorie, e per ognuna di queste vengono fornite indicazioni sull’utilizzo di dispositivi portatili (purificatori ecc.).

  • Categoria 1: Ambienti con una buona ventilazione (sistema di ventilazione e/o finestre apribili).

    Nella categoria 1 rientrano la maggior percentuale degli ambienti scolastici. L'uso di dispositivi mobili non è necessario nei locali di Categoria 1 se il ricambio d'aria richiesto di almeno 3 volumi/ora viene garantito. L’efficacia della ventilazione può essere opportunamente verificata mediante misurazioni di ⁠CO2⁠ in aula. Se la concentrazione di CO2 viene essere mantenuta a una media di 1000 ⁠ppm⁠ o valori medi inferiori durante una lezione, la stanza risulta essere adeguatamente ventilata.

  • Categoria 2: Ambienti con ventilazione limitata (nessun sistema di ventilazione, finestre solo inclinabili o aperture di ventilazione di dimensioni limitate).

    Nella categoria 2 rientrano circa il 15-25% degli ambienti scolastici. La ventilazione può essere migliorata attraverso l’installazione di sistemi meccanici. In alternativa, può essere valutato l’uso di dispostivi mobili. Se posizionati correttamente minimizzeranno la possibilità di contagio.

  • Categoria 3: Ambienti che non devono essere ventilati.

    Tali ambienti non risultano idonei per le attività scolastiche. L’uso di dispositivi mobili non ha senso.

È necessario evidenziare che Umweltbundesamt ribadisce che i dispositivi mobili di purificazione dell'aria non possono sostituire la necessità di ventilazione (intesa come aerazione oppure ventilazione meccanica). I dispositivi portatili non rimuovono l'umidità dell'aria che si accumula nelle aule attraverso la respirazione, l'anidride carbonica e altri inquinanti. Pertanto, è necessario ricambiare l’aria regolarmente anche quando si utilizzano dispositivi portatili.

Le indicazioni dell’Umweltbundesamt, indicano quindi che il campo di applicazione per i dispositivi portatili (purificatori, ...) risulta molto limitato per gli ambienti scolastici (ovvero per quelli che rientrano in Categoria 2), quantificati come circa il 15-25% degli ambienti.

 

Il Progetto Interreg Italia-Svizzera sulla qualità dell’aria nelle scuole: QAES

Il progetto QAES punta a sviluppare la cultura tecnica per il miglioramento della qualità dell’aria (IAQ) nelle scuole. Nel 2021 è stato integrato il Modulo Aggiuntivo Covid (MAC) che si concentra sugli ulteriori aspetti metodologici, di analisi e prevenzione necessari per assicurare una buona qualità dell’aria interna (IAQ) nelle scuole in tempi di pandemia. Anche se alcune delle soluzioni e buone pratiche sviluppate in QAES costituiscono una buona base di partenza, il MAC consente di analizzare più nello specifico metodologie e soluzioni tecniche e tecnologiche da mettere in atto negli edifici scolastici in modo da prevenire la diffusione del virus.

Il MAC QAES include una serie di attività di analisi, ricerca, sperimentazione, coinvolgimento del tessuto imprenditoriale, informazione, formazione e disseminazione.

Per approfondire il tema CLICCA QUI 

 

Rapporto ISS COVID-19 n. 12/2021

Il Rapporto 12/2021 dell’ISS evidenzia che i dispositivi portatili non possono mai sostituire il ricambio dell’aria (naturale o meccanico). Inoltre evidenzia che i sistemi descritti nel Rapporto ISS rappresentano solo alcuni tra quelli disponibili e non devono essere intesi come raccomandati. I sistemi di trattamento per la sanificazione degli ambienti interni mediante l’impiego di sistemi fisici/apparecchiature, non sono compresi fra i prodotti biocidi e presidi medico chirurgici autorizzati e non sono neppure Dispositivi Medici (su questo punto, l’11 giugno 2021 il Ministero della Salute ha dato ulteriori precisazioni).

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