Il digitale come visione: la strada è aperta

27/10/2021 4695

Cresce l’interesse e la consapevolezza dell’importanza che la digitalizzazione riveste nel dare concretezza agli obiettivi di sostenibilità in un’opera edilizia. Ciò vale anche per le infrastrutture. Ne abbiamo parlato con Piero Petrucco vicepresidente dell’impresa ICOP, azienda friulana che opera in tutto il mondo, nonché vicepresidente di ANCE e della FIEC la Federazione europea delle imprese di costruzioni, con la delega alla sostenibilità. 

Il digitale al centro della cultura internazionale d’impresa

Sono diversi gli aspetti che attengono alla sinergia tra digitalizzazione e sostenibilità. Ci racconta il suo punto di vista?

“L’approccio verso una efficienza sostenibile trova nella digitalizzazione un aiuto fondamentale. Per un’impresa come la nostra, che lavora molto all’estero oltre che in Italia, operare all’interno di una sempre maggiore cultura digitale e attraverso l’utilizzo di modelli come il BIM è imprescindibile. Negli ultimi anni la nostra conoscenza e di conseguenza la pratica con il BIM è cresciuta rapidamente e in modo esponenziale.  Possiamo dire che il nostro modello imprenditoriale oggi si basa su una forte integrazione tra digitalizzazione, innovazione tecnologica e sostenibilità. Esiste una stretta connessione tra la scelta di investire su tecnologie innovative e la scelta di investire sulla sostenibilità. La digitalizzazione ci consente, altresì, di misurare la qualità delle prestazioni e dei risultati. Certo, per chi come noi opera nelle costruzioni, dove poche attività e pochi processi sono replicabili, con la conseguenza che abbiamo bisogno di un numero elevato di personalizzazioni, il rapporto tra investimenti e risultati è sicuramente meno lineare che per un’azienda manifatturiera. Se oggi non si accetta questa sfida e non si innescano percorsi ad alta innovazione, diventa difficile competere a livello internazionale. La nostra storia del resto è una conferma dell’importanza di saper cambiare e mettersi in gioco. E’ quanto avvenuto quando abbiamo deciso di entrare nel mercato dei microtunnel, un settore in cui si è sempre alla ricerca di nuove soluzioni, volte a ridurre gli impatti, razionalizzare i processi, utilizzare soluzioni e tecniche in grado di comprimere l’emissione di CO2. La digitalizzazione ci aiuta perseguire obiettivi di sostenibilità concreti e misurabili.”

Piero Petrucco vicepresidente di ANCE e della FIEC

Casi concreti: il digitale in cantiere

Quali esperienze hanno maggiormente influito su questo percorso di sempre maggiore utilizzo della digitalizzazione?

“Da un lato sicuramente l’aver vinto l’appalto per la costruzione della nuova piattaforma logistica del porto di Trieste, con la sua complessità è stato un banco di prova quanto mai istruttivo. Qui abbiamo sperimentato pienamente una progettazione e gestione dei lavori con modelli digitali che ci hanno permesso di operare con la massima precisione e con concreti vantaggi sia sul fronte della gestione dei tempi che di conseguenza dei costi. Un aspetto decisivo ha riguardato la gestione dei fornitori così come l’attività di controllo sull’evoluzione del cantiere. L’altra esperienza determinante, soprattutto sul piano culturale e dell’organizzazione del lavoro è stata la partecipazione alla costruzione del passante ferroviario sotto la cittadina Drammen in Norvegia. Mentre a Trieste eravamo i promotori dell’opera in Norvegia eravamo un anello della Supplychain e quindi eravamo un tassello di un progetto ben più vasto. Quel che i ha fatto crescere è stata l’interazione totalemnmte digitale con tutti gli altri soggetti coinvolti attraverso la partecipazione e gestione di piattaforme aperte dove ognuno poteva accedere e vedere quello che succedeva. Tutto condiviso da tutti: dai modelli alla documentazione. Un modo di lavorare diverso da quello che riscontriamo in Italia dove persiste una strana gelosia e una frammentazione informativa che limita di fatto le potenzialità delle piattaforme e quindi della digitalizzazione.”

 

UNI e il nuovo Gruppo di Lavoro su BIM e infrastrutture

Tra qualche giorno parteciperà a un webinar dedicato al rapporto tra digitalizzazione e sostenibilità promosso da UNI e dall’Associazione Infrastrutture sostenibili (AIS) di cui è consigliere. L’occasione è la creazione di un gruppo di lavoro dedicato al BIM e infrastrutture.  Nel nostro ordinamento legislativo e regolatorio le norme volontarie spesso costituiscono un riferimento importante per orientare scelte e comportamenti. Quale valore ritiene possano avere e quali suggerimenti si sentirebbe di dare a chi si avvia a collaborare all’interno di questo nuovo tema? 

“Ritengo importante che vi sia un’evoluzione e una costante attenzione da parte dell’UNI rispetto all’innovazione e quindi a coinvolgere tutti gli attori per riflettere e trovare delle norme di indirizzo che possono contribuire ad orientare e a facilitare l’attività della filiera delle costruzioni. Ma proprio affinché questa facilitazione diventi un fattore reale è essenziale tenere conto della rapidità con cui l’innovazione procede oggi, anche per quanto riguarda l’edilizia. Ne consegue che è fondamentale operare in una logica di flessibilità, evitando un eccesso di prescrittività e la tentazione di voler regolamentare troppo in dettaglio. Il rischio è una rapida obsolescenza della norma da un lato, un disincentivo all’innovazione dall’altro. Una regola che vale anche per quanto riguarda tutto ciò che attiene alla sostenibilità, ambito anche questo al centro di continui aggiustamenti e arricchimenti. Ben venga quindi un gruppo di lavoro che veda protagonisti i diversi attori. L’auspicio è che si arrivi a formulare delle linee guida aperte e che prevalga un approccio nel segno della disponibilità a una metodologia di continua revisione e adattamento a un mercato in costante mutamento.”


Digitalizzazione, BIM: quale contributo per la sostenibilità delle infrastrutture

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I processi delle costruzioni sono in piena evoluzione e le parole chiave sono di questa transizione sono sostenibilità e digitalizzazione. Ma mettendo insieme queste due connotazioni su un unico percorso quale scenario ci si presenta ? e come sarà regolamentato ? l'UNI, con l'ausilo di AIS, Associazione Infrastrutture Sostenibili, punta ad avviare un nuovo quadro di norme a supporto di questa transizione, ormai ineludibile. E in un Webinar con Ingenio ne presenteranno gli scenari.

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ais associazione INFRASTRUTTURE SOSTENIBILI 

INFRASTRUTTURE SOSTENIBILI è un’associazione tecnico – scientifica, che si caratterizza come un Think Tank di eccellenza, ponendosi come un interlocutore autorevole e prezioso per le istituzioni pubbliche e private.

Principale obiettivo dell’Associazione è di favorire la diffusione di una cultura ampia e qualificata della sostenibilità e una sempre maggiore consapevolezza del valore sociale ed economico di poter disporre di infrastrutture sostenibili.

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