Borsa italiana del legno, crediti di carbonio e Superbonus per la crescita della filiera dell'edilizia in legno

Negli ultimi anni l'uso del legno in edilizia ha registrato un forte impulso, ma come ha reagito il comparto alle attuali tensioni di mercato? Quali strategie sta adottando la filiera del legno strutturale? 

Ingenio ha intervistato Angelo Luigi Marchetti, presidente di Assolegno, associazione di FederlegnoArredo che rappresenta le industrie di prima lavorazione e i costruttori in legno, per fare il punto sui progetti che si stanno mettendo in campo per tutelare il comparto e aumentarne la competitività.

Tra questi vi è l'avvio della prima Borsa italiana del legno, che mira a valorizzare il patrimonio boschivo nazionale e ad attivare filiere di prossimità, oltre a numerose attività dell'Associazione impegnata a promuovere azioni sul fronte della sostenibilità, delle certificazioni e della normativa, come la revisione dei requisiti previsti dai CAM in edilizia.   

 

Caro prezzi e reperibilità dei materiali: + 220% per il legname da carpenteria lamellare



Tra le varie conseguenze causate dall'emergenza sanitaria vi sono anche le ripercussioni sui costi delle materie prime: cemento, ferro, materiali isolanti, compreso il legno. Quali sono stati gli effetti sul vostro comparto? E qual è la situazione attuale?

«Vorrei fare una premessa: veniamo da un periodo complesso che suddividerei in due fasi, la prima è quella che abbiamo vissuto durante il post pandemia della prima ondata, quella del 2020, anno in cui si sperava in una ripresa e un rilancio del settore dell’edilizia anche sotto la spinta della cosidetta Renovation Wave for Europe, la strategia delineata dalla Commissione UE con l’obiettivo raddoppiare il tasso di ristrutturazione degli edifici, abbattere le emissioni del riscaldamento e raffrescamento e stimolare la ripresa nel segno della sostenibilità ambientale. Con queste premesse il 2021 doveva essere un anno di rilancio, in realtà, come abbiamo visto nel corso di questi mesi, è stato particolare sia per il secondo rallentamento dovuto al Covid sia per l’inaspettato caro prezzi. 

Dai primi mesi dell’anno fino all’estate scorsa, le quotazioni del legno sono quasi triplicate, ciò ha creato disorientamento e panico che a sua volta ha alimentato comportamenti isterici e in alcuni casi anche speculazioni. Il legname da carpenteria lamellare, a esempio, è aumentato mediamente del 220%. Ora la situazione si è leggermente calmata, ovviamente non siamo più tornati al valore iniziale ma l’impressione è che si stia andando verso una diminuzione del valore di acquisto. 

 

Caro prezzi e reperibilità del legno

 

Tuttavia occorre cautela perché nel frattempo stiamo assistendo a un aumento generalizzato di tutti gli altri prezzi in edilizia: oltre al legno, anche ferro, rame, alluminio hanno avuto impennate incredibili, così come è aumentato il costo energetico e il prezzo degli isolanti. Insomma, tutta la filiera sta subendo rialzi e fare previsioni in questo momento non è semplice. Certamente stiamo assistendo a un mercato del legname in flessione, ora il materiale c’è e i tempi di consegna sono rientrati nella norma, il prezzo è comunque alto ma con un outlook in flessione. È una visione prudenziale ma ottimistica. La criticità comunque resta l’aumento su tutti i principali assortimenti in legno, considerando anche la scarsità di alcuni prodotti e una manodopera specializzata che sicuramente si fa sempre più meno disponibile».

Assolegno ha da tempo avanzato proposte per risolvere il problema, quali soluzioni avete prospettato?

«Oltre ad aver richiesto la proroga del Superbonus, stiamo lavorando con il Governo per risolvere il problema dell’aumento dei prezzi che rendono difficile la rigoneziazione dei contratti, a partire dal Pubblico. A riguardo, è uscita una prima Legge che però riteniamo insufficiente, per questo stiamo formulando degli emendamenti che ci permettano di poter rinegoziare i contratti a fronte di aumenti a doppia cifra. Abbiamo anche istituito un “Osservatorio prezzi” proprio per rendere tracciabili tali rialzi, a partire dalle Camere di Commercio. Tenga presente che nell’ultimo decennio c’è stato un adeguamento dei prezzi, ma sempre in piccole percentuali: in sei anni, dal 2015, è cresciuto tra il 5 e 10%, mentre negli ultimi sei mesi del 220%. A tutto questo si aggiungono altre due azioni che riteniamo più strategiche».

A quali iniziative state lavorando?

«L’80 per cento del legname usato in edilizia arriva dall’estero e il nostro maggior canale d’acquisto è l’Austria che si rivela così un unico interlocutore in grado di stabilire andamenti preferenziali dei prezzi. Ne deriva che, come sistema, ci stiamo organizzando per trovare possibili alternative affinché non si dipenda da un unico fornitore. Per questo, per prima cosa abbiamo avviato una procedura per selezionare e attivare nuovi canali di acquisto, così da tutelare i nostri associati su canali diversi da quelli tradizionali. Ovviamente abbiamo prima fatto le verifiche riguardanti le compliance normative sul legname che ovviamente deve essere certificato sia dal punto di vista della qualità sia dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Dall’altra parte stiamo portando avanti il progetto della Borsa italiana del legno».

 

La Borsa del legno: per una maggior competitività del settore

Ecco, la scorsa primavera, Assolegno ha annunciato l'arrivo della Borsa del Legno, può raccontarci di cosa si tratta?



«La Borsa italiana del legno parte da una logica semplice: essendo il territorio italiano ricoperto per un terzo da boschi, dovremmo fare in modo che il materiale legnoso già a disposizione venga utilizzato. Attualmente viene usato per una percentuale inferiore al 15 per cento rispetto a una media europea che è del 60. In Austria, tanto per dare un metro di paragone, arriva al 90%. In sostanza tutto ciò che il bosco genera, in Italia viene usato poco, oltretutto più della metà è legno da ardere. È ovvio che abbiamo tanto lavoro da fare e la Borsa italiana del legno nasce proprio da questo presupposto: valorizzare la risorsa di cui disponiamo mettendo insieme tutti gli anelli della filiera, dai proprietari dei boschi alle segherie, fino alle prime lavorazioni e alle nostre aziende che fanno edilizia in legno. Tutto questo utilizzando piattaforme digitali per far sì che il mercato sia aperto e trasparente per una maggior qualità della filiera. Legato al progetto della Borsa del legno, vi è un altro importante investimento che il comparto deve fare, ossia la valorizzazione del patrimonio boschivo del Paese».

Come intendete dare più valore al patrimonio boschivo italiano?



«In Italia il 60 per cento dei boschi è di Faggio e l’obiettivo è far sì che goda di tutte le certificazioni affinché possa essere usato in modo più strategico. Siamo ricchi di materia prima, è una risorsa importante e invece di comprarla dall’estero dovremmo valorizzarla. Ciò porterebbe a un maggior sviluppo delle economie locali, vedi i Comuni proprietari dei boschi, e alimenterebbe una spirale virtuosa che eviterebbe di dipendere meno da altri Stati e dai loro vincoli, sia in termini di prezzo sia di disponibilità del materiale. Il vero investimento sarà in innovazione e nel qualificare al massimo il legno che abbiamo, perché solo così riusciremo ad attivare una vera filiera nazionale».

 

 Nasce la Borsa italiana del legno

 

Il progetto Crediti di carbonio 


L'Associazione sta lavorando anche a un altro progetto a sostegno dello sviluppo sostenibile e per la lotta all'inquinamento atmosferico: cosa sono i Certificati di rimozione del Carbonio (Corc)?



«La stessa presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha indicato il legno come materiale da costruzione principe proprio per la sua capacità di stoccare anidride carbonica. Questo pone prospettive diverse, nel senso che nei prossimi anni il valore di un edificio non sarà dato solo dalla posizione, dall’architettura, dai certificati energetici, ma sarà dato anche dalla tipologia di materiale con cui è costruito. Maggiore sarà la componente di materiali con un minor impatto sull’ambiente, più alto sarà il valore della casa. I Certificati di rimozione della CO2 (“Corc”) vanno in questa direzione: nel vendere un edificio si potrà dichiarare che con la realizzazione di quell’immobile sono state sottratte all’ambiente “x” tonnellate di CO2. Ritengo utile per una maggior chiarezza espositiva riportare un breve grafico che illustra brevemente gli step che caratterizzano oggi i mercati volontari per lo scambio di certificati di rimozione della CO2.

 

cosa sono i Certificati di rimozione del Carbonio (Corc)

 

Inoltre la quota di CO2 immessa su detto mercato è solamente quella parte “eccedente” e che rende comunque l’elemento in legno strutturale “carbon neutral”, ossia ad emissioni zero. Oggi ciascun CORC vale circa 20 euro a tonnellata, ma parliamo di un valore che crescerà nel tempo. Vi è tutto un movimento anche di carattere finanziario che delinea e premia investimenti in attività inserite all’interno dei fattori ESG, ossia di Environmental, Social and Governance che vedrà gli edifici e le strutture in legno cardine di sviluppo per una nuova rivoluzione edile».

 

Rinnovabile e riciclabile: i motivi per cui il legno è un materiale costruttivo sostenibile

Perché il legno è un materiale costruttivo sostenibile e sicuro?



«Per prima cosa il legno è un materiale rinnovabile e a “energia verde”. Le norme vigenti discipliano le attività di taglio del bosco, favorendo per ogni albero maturo esboscato, una rinnovazione naturale del soprassuolo: è palese a questo proposito che una giovane foresta assorba attraverso l’attività di fotosintesi, una maggior quantità di CO2 rispetto ad un soprassuolo maturo. Si parla quindi di una gestione forestale sostenibile dove standard quali PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), cioè il Programma di Valutazione degli schemi di certificazione forestale oppure FSC (Forest stewardship Council®) valorizzano l’attività selvicolurale come strumento di tutela del paesaggio e di presidio delle nostre aree interne.

Parlando invece di riciclo del legno, entriamo nella logica dell’economia circolare. Più correttamente parlerei di riutilizzo, pensiamo ad alcuni edifici storici in cui le travi vecchie vengono recuperate mantenendone il fascino. Aggiungo che il legno è uno di quei materiali che permette una costruzione a secco, ciò significa che è anche facilmente disassemblabili e convertire la medesima struttura in altra destinazione d’uso. Allo stesso tempo si può pensare di triturare elementi in legno non riutilizzabili ai fini strutturali per creare nuovi pannelli truciolari destinati al mondo dell’arredo oppure, a fine vita, può essere impiegato in termini di biomassa fornendo quindi un ulteriore servizio sotto forma di acqua calda o elettricità alle comunità o privati».



Sul fronte della sicurezza invece?



«Non bisogna cadere nella tentazione di dire che il legno è antisismico, durevole o che resiste al fuoco più di altri materiali. La durabilità e la sicurezza non sono strettamente legate al materiale, sono un valore aggiunto che si ottiene con la giusta progettazione, costruzione e manutenzione dell’opera. Ha poco significato dire che il legno è più isolante del calcestruzzo, è ovvio che ha un indice di trasmissione di conducibilità termica migliore, ma una parete è fatta da una stratigrafia e di conseguenza si deve sempre valutare l’insieme e non solo il singolo elemento. Oggi il concetto della sicurezza si misura in senso prestazionale applicando i codici di calcolo Europei e quanto definito dalla pertinente legislazione nazionale. Le caratteristiche che valorizzano l’impiego del legno in campo edile ai fini di una sicurezza al contempo possono essere rintracciate nella leggerezza del materiale e nella facilità con cui questo alleggerisce le tempistiche di cantiere. Minor tempi di realizzazione significa anche minor immobilizzazione di capitale e questo pensando proprio a una densificazione urbana realizzata attraverso l’impiego di legno strutturale è sicuramente un fattore da tenere ben presente nei processi di riqualificazione dell’esistente e di sostituzione edilizia tramite demolizione-ricostruzione».

 

I CAM e la loro applicazione ai manufatti in legno



In che modo il legno risponde ai requisiti previsti dai Criteri Ambientali minimi?



«Al momento i CAM richiedono che il legno usato in edilizia abbia la certificazione di legalità e sostenibilità ambientale. È in corso una revisione dei Criteri ambientali minimi e le richieste di Assolegno si rifanno a quanto indicato nella strategia della Renovation Wave lanciata lo scorso anno per decarbonizzare l’edilizia avvalendosi quindi di materiali provenienti da fonti rinnovabili, utilizzando materia prima e seconda e privilegiando materiali di prossimità. L’Associazione sta spingendo affinché anche i CAM possano recepire queste tre direzioni sapendo che sulla rinnovabilità del legno non vi sono dubbi, che il riciclato è una componente importante dei nostri prodotti e che il progetto della Borsa Italiana punta proprio a valorizzare le risorse locali. Ci piacerebbe poi alzare la qualità delle costruzioni, per esempio incentivando la certificazione SALE (Sistema Affidabilità Legno Edilizia) che a oggi è un protocollo privato volontario, ma che potrebbe fungere da acceleratore per portare le aziende verso un maggior valore aggiunto per la Pubblica amministrazione».

 Il legno per l'adeguamento sismico delle case

 

Il Super Sismabonus e i vantaggi del legno per ridurre la vulnerabilità sismica di edifici esistenti

Buona parte del patrimonio edilizio nazionale è costituito da edifici tradizionali in muratura con orizzontamenti lignei. Il legno può essere utilizzato come soluzione per il miglioramento sismico di tali fabbricati?

«Il Superbonus ha aperto un’ulteriore possibilità che non era così scontata. Quando si pensa a un edificio in legno si pensa sempre a un fabbricato nuovo, con il Superbonus è nata una nuova possibilità di “rigenerazione urbana”, sostanzialmente con la demolizione e la ricostruzione.
 In questi anni la nostra Federazione e diverse aziende del comparto, insieme al Dipartimento DICAM dell’Università di Trento, ha avviato più di uno studio per sviluppare soluzioni per il miglioramento sismico degli edifici esistenti usando strutture rigide in legno da applicare all’interno o all’esterno dei fabbricati. Vi sono già casi concreti in cui sono state usate pannellature in legno per l’adeguamento sismico. Tali interventi vanno a placcare il tessuto strutturale con un materiale rinnovabile che offre tre vantaggi: migliora la sicurezza l’edificio, le sue prestazioni energetiche e permette un adeguamento architettonico garantendo comfort e benessere».

 


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Le costruzioni in legno vengono apprezzate sempre di più nelle regioni del Nord Italia o qualcosa è cambiato?



«La Lombardia rimane la regione dove si costruisce di più, ma sono in crescita anche regioni del sud come la Sicilia trainata anche da investimenti sono in ambito turistico per quei villaggi e alberghi che puntano anche sulla sostenibilità ambientale come elemento di premiabilità della struttura coniugando appunto il benessere abitativo ai concetti di sicurezza e velocità di realizzazione, tipici del nostro settore industriale».