Fondi Ue anche per i professionisti. Zambrano: “Un primo importante passo è stato fatto ma bisogna andare avanti”

Action Plan: la Commissione europea adotta un piano per i liberi professionisti nel quadro delle politiche per la crescita. Intervista al Presidente CNI, Armando Zambrano

È quanto annunciato lo scorso 9 aprile, a Bruxelles, nel corso di una conferenza dedicata alle libere professioni in Europa alla quale erano presenti i vertici del comparto delle professioni (Andrea Camporese Presidente AdEPP, Marina Calderone Presidente CUP, Gaetano Stella Presidente Confprofessioni), dal Vicepresidente Tajani, commissario per l'Industria e vicepresidente della Commissione. Durante l'evento è stata presentata la relazione finale del Gruppo di lavoro per "Sostenere le attività dei liberi professionisti" e le cinque linee d'azione indicate nel documento: istruzione all'imprenditorialità, accesso ai mercati, riduzione dell'onere amministrativo, accesso al credito, rafforzamento della partecipazione e della rappresentanza a livello europeo.

Caro Presidente, un grande primo passo è stato compiuto: finalmente anche i professionisti potranno accedere ai fondi europei. Che lavoro è stato fatto per ottenere questo risultato?

“Si è trattato di un lungo percorso avviato, a suo tempo, dalle casse previdenziali dei professionisti riunite attorno all’Adepp. In seguito queste iniziative sono state rafforzate dalle posizioni espresse dalla Rpt e dal Cup. Grazie a questo lavoro congiunto si è arrivati a questo importante risultato. Ma non finisce qua. E’ in corso di organizzazione un’iniziativa congiunta di Adepp, Rpt, Cup e Confprofessioni che avrà come scopo l’avvio di un dialogo con le Regioni, alla quale spetterà la gestione dei fondi europei. Insomma, un primo importante passo è stato fatto ma bisogna andare avanti”.

In effetti, per poter usufruire dei fondi occorre avere la capacità di individuarli, richiederli e utilizzarli. Il CNI darà un supporto agli ordini territoriali che vorranno organizzarsi?

“Quello che lei pone sarà uno dei temi dominanti del nostro prossimo Congresso in programma a Caserta. In particolare, verrà presentata una ricerca che analizza le caratteristiche e le modalità operative dei nuovi programmi europei e come vengono affrontati dai professionisti degli altri paesi dell’Unione Europea. Saranno illustrati i possibili scenari e i possibili modelli organizzativi che potrebbero essere adottati dagli iscritti e dagli Ordini per diventare protagonisti di un nuovo sviluppo del Paese. Ovviamente questo comporterà un opportuno sforzo organizzativo sul territorio che porterà necessariamente ad una rivoluzione all’interno degli Ordini”.

Sui giornali si parla del fatto che per l’Europa ingegneri e architetti sono riconosciuti come imprenditori. In realtà, il libero professionista è ancora molto penalizzato rispetto all’imprenditore industriale. Quali saranno i prossimi argomenti su cui il CNI cercherà di agire?

“Andremo avanti con decisione sui temi che hanno caratterizzato i nostri ultimi interventi. Uno di questi è sicuramente quello della deducibilità delle spese per la formazione continua. Il recupero solo parziale di questo tipo di spese rappresenta una grave penalizzazione per la categoria dei professionisti, già notevolmente fiaccata dalla crisi. Ci batteremo finché il Governo non riconoscerà la totale deducibilità degli oneri della formazione. Poi c’è la questione dei pagamenti col POS. Alcuni aspetti vanno radicalmente modificati. Visto che l’utilizzo dei pagamenti con le carte è stato introdotto per favorire l’utente finale, non ha senso estenderlo anche alla transazioni tra professionisti o tra professionisti e società. In considerazione anche degli importi, per quelle esistono strumenti già efficaci come i bonifici. E poi c’è da rivedere la questione dell’applicabilità della misura per le transazioni eseguite al di fuori degli studi professionali. Su tutte queste questioni c’è molto da lavorare prima che si possa anche solo immaginare una equiparazione con gli imprenditori”.