Magazzini autoportanti verticali: una struttura che unisce struttura e scaffalature

La rapida evoluzione del settore dell'e-commerce ha di fatto spinto alla ricerca di soluzioni ad alta efficienza per la logistica e l'automazione dei magazzini. Il MAV è a tutti gli effetti un fabbricato, autoportante, che ha lo scopo di risolvere varie problematiche legate allo stoccaggio dei prodotti, alla sicurezza delle strutture portante e del personale, alla fruibilità degli spazi, all’organizzazione ed alla velocità di esecuzione.

Il magazzino Autoportante Verticale (MAV) è unico, non c’è separazione tra la struttura portante e le “scaffalature”, bensì le strutture sono concepite e realizzate come un unico elemento progettato per resistere ai carichi. Per questa tipologia di magazzino non c’è differenza tra l’approccio progettuale dell’edificio e quello dell‘attrezzature industriali: la “scaffalatura” svolge la funzione da struttura portante primaria dell’involucro edilizio che la contiene, e pertanto il progetto deve essere realizzato in accordo alle Norme tecniche delle costruzioni NTC 2018, essendo in tutto e per tutto considerato un edificio.

Questo approccio si evince già nella legislazione italiana che tratta in modo diverso le scaffalature ed i magazzini autoportanti (MAV). L’evoluzione dei MAV è avvenuta seguendo le esigenze di un mercato sempre più attento alla sicurezza, al recupero degli spazi e alla precisione del lavoro. 


Nei magazzini MAV non c'è separazione tra la struttura portante e le 'scaffalature'

Il magazzino in queste strutture è unico, non c’è separazione tra la struttura portante e le “scaffalature”, bensì le strutture sono concepite e realizzate come un unico elemento progettato per resistere ai carichi.

Per questa tipologia di magazzino non c’è differenza tra l’approccio progettuale dell’edificio e quello dell‘attrezzature industriali: la “scaffalatura” svolge la funzione da struttura portante primaria dell’involucro edilizio che la contiene, e pertanto il progetto deve essere realizzato in accordo alle Norme tecniche delle costruzioni NTC 2018, essendo in tutto e per tutto considerato un edificio.

Questo approccio si evince già nella legislazione italiana che tratta in modo diverso le scaffalature ed i magazzini autoportanti (MAV). Sebbene realizzate con la medesima tecnologia adottata per gli scaffali ordinari, i MAV sono a tutti gli effetti degli edifici e pertanto vincolati al deposito delle strutture ai sensi della L. 1086/71 con le modalità di deposito antisismico definiti dalle Regioni.

Essendo strutture in carpenteria metallica rientrano nello scopo della norma armonizzata EN 1090-1 ed essendo edifici adibiti ad attività lavorative, il progetto del magazzino deve rispettare le richieste del Dl Lgs. 81/2008.

 

Esempio di MAV: Atlas Concorde

Fig.1 – Esempio di MAV: Atlas Concorde

 

Storicamente le scaffalature metalliche sono state considerate, sin dalle prime realizzazioni come attrezzature da magazzino, soggette esclusivamente ai carichi verticali statici costituiti dal peso proprio delle merci. In seguito, principalmente dopo il verificarsi di diversi eventi sismici rilevanti occorsi prevalentemente negli Stati Uniti, le associazioni di produttori ed i tecnici hanno favorito e sostenuto lo sviluppo di criteri di progettazione antisismici anche per le scaffalature.

È molto importante che il progettista tenga conto di quanto indicato in precedenza dal momento che progettare un MAV come un insieme di “scaffalature” verificando le azioni, in particolare quelle sismiche, con i semplici criteri applicati per le attrezzature industriali rifacendosi a normative antisismiche specifiche di settore, condurrebbe ad una progettazione azzardata delle strutture con il risultato di un fabbricato non sicuro e non in regola con le attuali Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018 – DM 17/01/2017).

 

MAV in fase di costruzione

 FIGURA 2: MAV in fase di costruzione

 

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