I combustibili alternativi per la produzione del cemento: quali vantaggi?

29/11/2021 5128

Che cosa sono i combustibili alternativi e quali vantaggi si avrebbero utilizzandoli al posto di quelli fossili nelle cementerie?

I combustibili alternativi o combustibili solidi secondari (CSS), derivano dal riutilizzo di rifiuti non pericolosi altrimenti destinati allo smaltimento negli inceneritori o nelle discariche.

Il loro impiego per produrre il cemento consentirebbe di ottenere numerosi vantaggi senza inteferire sulla qualità del prodotto.

 

Cosa sono i combustibili alternativi o CSS

I combustibili alternativi o combustibili solidi secondari (CSS) derivano dalla selezione e dal trattamento dei rifiuti non pericolosi e non più riciclabili come frammenti di tessuti, carta, imballaggi o frazioni non differenziate “secche”.

In sostanza, sono la parte di rifiuti che, al termine della raccolta differenziata, non può essere recuperata. Anziché essere smaltiti in discarica o finire negli inceneritori, tali materiali giunti a fine vita vengono selezionati e trattati in impianti ad hoc.

Per essere classificato come CSS, il materiale deve possedere determinate caratteristiche e rispettare precisi parametri qualitativi, che sono prescritti nelle norme tecniche europee.

Ormai da diversi anni, in tanti Paesi europei questi materiali vengono usati nelle cementerie: il tasso di sostituzione termica dei combustibili fossili con i CSS ha raggiunto il 66% in Germania, il 79% in Austria, il 46% in Francia e il 33% in Spagna. 

 

I combustibili alternativi per la produzione del cemento: quali vantaggi?

 

L'uso dei combustibili solidi secondari per produrre il cemento: quali vantaggi?

L’utilizzo del CSS nelle cementerie ridurrebbe la dipendenza del nostro Paese dall’importazione di combustibili dall’estero: in questo modo si risparmierebbe CO2 e oltretutto si risolverebbe il problema dei rifiuti a livello locale che non finirebbero in discariche o inceneritori oppure oltre confine.

Plastiche, carta, tessuti e altri materiali non pericolosi diventerebbero combustibili da usare all’interno di impianti le cui emissioni sono attentamente monitorate e sottoposte a severi limiti di legge. 

Gli impianti di produzione del clinker infatti, sono particolarmente efficienti per la valorizzazione di questi materiali: le alte temperature dei forni da cemento (che raggiungono i 2.000 gradi circa), sommate ai tempi di permanenza e alle capacità autodepuranti della linea di cottura, garantiscono la valorizzazione dell’energia dei CSS. Inoltre evitano la formazione di residui come le ceneri e la qualità del cemento rimane la stessa.

Nonostante i diversi vantaggi, in Italia, l'utilizzo dei CSS si attesta al 19.7%, contro medie europee molto più elevate. Infatti, anche se l'industria è già tecnologicamente pronta, è frenata da ostacoli burocratici che non rendono pienamente attuabile il processo di impiego dei CSS.

 

I CSS e lo studio del Politecnico di Milano

L’impiego dei combustibili alternativi non presenta conseguenze significative sulle emissioni.

Come riportato dal documento elaborato da Italcementi sui combustibili alternativi, recentemente è stato condotto uno studio coordinato dal Politecnico di Milano sulle “Implicazioni ambientali dell’utilizzo di combustibili alternativi derivati da rifiuti nella produzione di cemento. Emissioni atmosferiche di inquinanti in traccia e caratteristiche ambientali del prodotto finale”.

Il lavoro, coordinato dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Milano, è stato realizzato nell’ambito del Consorzio LEAP (Laboratorio Energia e Ambiente di Piacenza) e ha analizzato l’influenza dell’utilizzo dei combustibili alternativi sulle emissioni in atmosfera e sulle caratteristiche del prodotto finale.

«All’analisi condotta con rigore scientifico ed accademico della letteratura scientifica internazionale e nazionale, si sono aggiunte un insieme di misure effettuate direttamente presso impianti produttivi di alcune cementerie italiane - si legge nel documento - il complesso delle valutazioni formulate ha evidenziato l’assenza di variazioni apprezzabili nei valori delle emissioni in atmosfera e nella qualità del cemento in caso di utilizzo di combustibili alternativi».