Superbonus, dopo Roma anche gli architetti di Milano in rivolta: il dl antifrode frena professionisti e imprese

Le richieste al governo: che le pratiche già avviate nell’anno 2021 possano procedere alle stesse condizioni e le proroghe siano valutate in coerenza con le tempistiche del mercato.


Superbonus e Decreto antifrode: il parere degli architetti milanesi

Il decreto antifrode interviene a “gamba tesa” sul Superbonus e le altre agevolazioni. È il grido dall’allarme degli Architetti dell’Ordine della Provincia di Milano che si uniscono a quello di altri rappresentanti delle professioni tecniche.

Il dl antifrode definisce la normativa d’urgenza per far fronte agli abusi verificatisi con l’introduzione delle agevolazioni edilizie. Un problema grave e reale. D’altra parte, non si è pensato alle conseguenze pratiche per chi esercita la professione, sempre troppo poco interpellata da chi disegna la cornice entro la quale le imprese devono operare.

Numerose le questioni aperte. Tra le altre quella relativa al fatto che le nuove disposizioni riguardano anche i lavori già avviati e in corso di esecuzione.

Come comportarsi con i costi conseguenti ai nuovi adempimenti? Questi non rientrano tra gli accordi contrattuali già chiusi tra clienti, professionisti e imprese e dovranno essere oggetto di revisione.

Le 3 principali criticità

Tre i punti, quindi:

  1. Il meccanismo incentivante del Superbonus 110 è spesso accompagnato da altre misure di detrazione, tipicamente del 50% e del 90%, pertanto il blocco di incentivi ad esso correlati genererà un aggravio di costi a carico del beneficiario. Ne conseguiranno inevitabili attriti tra professionista e beneficiario che vedrà aumentare i costi a proprio carico. Possibile si verifichi il blocco di molti progetti deliberati, ma il cui cantiere non risulta avviato. In più si rischia di riprogrammare le delibere assembleari in virtù delle spese sopraggiunte con un ulteriore allungamento delle tempistiche.

  2. Un altro importante aspetto riguarda i meccanismi di ispezione sui progetti già assicurati. In una logica di trasparenza, si ritiene opportuno che il professionista sia informato sui parametri energetici ed economici che saranno oggetto di controllo.

  3. Il terzo tema, non trascurabile, è relativo alle proroghe che saranno note solamente a fine anno con la legge di Bilancio.


«Questo ulteriore aggravio al carico di lavoro e le continue revisioni, seppur doverose, stanno di fatto penalizzando i professionisti che, con sollecitudine, stanno lavorando nell’ambito delle detrazioni fiscali. Professionisti lasciati soli a fronteggiare molteplici problemi e a dover rispondere di ritardi causati dalle continue revisioni al beneficiario, compreso l’incremento dei costi non previsti», spiega Federico Aldini, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Milano.

«Vogliamo essere chiari, non mettiamo in discussione gli obiettivi, credo che non sia accettabile però che decreti e proroghe che determinano incertezza, vanifichino lo sforzo compiuto da professionisti, imprese e artigiani, che in questi mesi hanno investito tempo e risorse per accogliere un’importante occasione di crescita e di rilancio del settore e del sistema Paese. Per questo motivo chiediamo al governo di aprire un dialogo con noi professionisti, affinché i decreti applicativi che regolano tempi e meccanismi di incentivazione siano coerenti con le logiche dell’edilizia».


 

Cosa chiedono gli architetti milanesi?

Per questo gli architetti milanesi chiedono che le pratiche già avviate nell’anno 2021, possano procedere alle medesime condizioni e che le proroghe siano valutate in coerenza con le reali tempistiche del mercato.

La proposta? L’apertura di un dialogo tra il governo e le reti delle professioni tecniche, insieme alle imprese, affinché i tempi dei meccanismi di incentivazione siano coerenti con le logiche del settore dell’edilizia, dalle forniture dei materiali ai tempi tecnici per elaborare progetti, che diano qualità al patrimonio edilizio.