Interventi di miglioramento di costruzioni in muratura con la collana AMV

Verranno affrontate le principali tipologie di intervento su strutture in muratura portante con l’ausilio degli applicativi della collana AMV ad esse dedicate: MasterMuri, Meccanismi locali e Verifiche Rinforzi & Muratura Armata.


Sismabonus e Super sismabonus offrono grandi vantaggi per chi vuole effettuare interventi antisismici

Il patrimonio edilizio del nostro paese è in larga parte costituito da edifici in muratura portante. Gli edifici in muratura sono certamente presenti per lo più nei centri storici, dove rappresentano un pregio anche dal punto di vista storico culturale. Tuttavia, è necessario considerare in quest’analisi anche le zone residenziali relativamente più recenti per le quali la vulnerabilità sismica del costruito può essere rilevante poiché tali zone erano “storicamente” classificate non sismiche: emblematico fu il sisma che colpì l’Emilia-Romagna nel 2012.

In questo contesto gli incentivi fiscali Sismabonus e Super sismabonus, la cui spinta ha avuto il suo effetto principalmente su interventi locali e di miglioramento, piuttosto che di adeguamento, offrono un grande vantaggio per chi interviene su edifici esistenti per migliorarne le prestazioni antisismiche.

Nella presente trattazione illustreremo le opportunità di intervento previste, facendo riferimento alle Norme Tecniche per le Costruzioni D.M. 17.01.2018 (NTC 2018) e alla Circolare n.7 del 21 gennaio 2019 (Circolare 2019) e focalizzandoci sugli interventi di carattere locale o di riparazione; abbiamo già trattato, infatti, il contesto globale nell’articolo del giugno scorso.

Per la gestione degli edifici esistenti in muratura, la collana dei prodotti AMV dispone di diversi applicativi che permettono di rispondere ai vari livelli di complessità richiesti dallo studio di tali strutture: con Meccanismi locali è possibile valutare l’eventuale attivazione di meccanismi locali di collasso sismico mentre con MasterSap è possibile analizzare il comportamento globale sia alle azioni sismiche che a quelle statiche, facendo ricorso ad analisi lineari o pushover.

Il post-processore MasterMuri verifica la capacità resistente della muratura, sia a pressoflessione che a taglio, e Verifiche Rinforzi & Muratura Armata, che opera sia interattivamente all’interno di MasterMuri ma anche autonomamente, premette di progettare interventi per far fronte alle carenze delle pareti murarie con diverse tipologie di rinforzo. Per concludere con SismaClass, disponibile gratuitamente, è possibile ottenere la classificazione secondo D.M. 09/01/2020 e le asseverazioni relative alle pratiche Sisma e Super bonus.

 

Iter di progetto per lo studio di un edificio esistente in muratura

Quando siamo chiamati ad operare sul costruito, la fase più rilevante del processo di valutazione e progettazione dell’intervento è sicuramente la conoscenza dello stato di fatto dell’edificio. In questa fase, infatti, è necessario individuare le criticità presenti sulla struttura, discriminando tra quelle locali e quelle riguardanti il complesso strutturale globale. Tali criticità possono essere sintetizzate in questi tre punti:

  • Scarsa qualità meccanica della muratura, in riferimento non solo alla tipologia (o più paramenti, tessitura, …), ma anche alla malta, ai singoli blocchi, alla presenza o meno di diatoni;


    Amv-scarsa qualità della muratura

  • Assenza o inadeguatezza di collegamenti efficaci (tra pareti murarie e/o i solai), necessari a definire il comportamento scatolare o meno della struttura nel suo complesso;


    Assenza o inadeguatezza di collegamenti efficaci
  • Inadeguata distribuzione degli elementi strutturali portanti, ossia una distribuzione non simmetrica e/o diversa nelle due direzioni principali e/o non regolare in elevazione.


    Inadeguata distribuzione degli elementi strutturali portanti,

L’ordine di questo elenco non è casuale, lo si dovrebbe infatti seguire nei vari step di approccio ad un edifico esistente e determinando così anche l’ordine prioritario di intervento e l’analisi più adatta da intraprendere.

 

vari step di approccio ad un edifico esistente

 

In seguito, sarà quindi necessario fissare l’obiettivo finale che si intende perseguire con l’intervento, in termini di sicurezza sia statica che sismica, anche con valutazioni di tipo economico. Si dovrà quindi stabilire se si intenda, o se si possa, ottenere un adeguamento o un miglioramento della struttura nel suo complesso o se si ricada in un intervento locale o di sola riparazione. Definito ciò saremo in grado di procedere nel quantificare il deficit di resistenza dell’intera struttura e/o dei singoli elementi strutturali. 

È chiaro quindi come solo al termine di questo processo si possa essere in grado di stabilire la metodologia progettuale, la tipologia di intervento ed il relativo dimensionamento. 

 

Osservare e comprendere il comportamento di una struttura esistente

Prima di procedere a qualsivoglia tipologia di modellazione e prima di progettare qualsiasi intervento è necessario valutare la qualità muraria dei materiali in essere: appare un’affermazione scontata, ma (purtroppo) non lo è. Se infatti il materiale non è in grado di sviluppare una sufficiente capacità, qualsiasi intervento ipotizzato risulterà inefficacie. 

Quindi, nel caso in cui si riscontri una resistenza meccanica della muratura insufficiente, il primo intervento da porre in atto dovrà riguardare il ripristino o l’incremento delle proprietà meccaniche della muratura mediante, ad esempio, iniezioni di mesce leganti, utilizzo di intonaci armati, inserimento di diatoni, ma anche interventi quali “cuci e scuci” per il ripristino della continuità muraria. 

Taglia e cuci Amv

 

Determinata la qualità muraria, si passa poi ad analizzare i dettagli costruttivi che, come anticipato, permettono di determinare se la struttura sviluppa un comportamento d’insieme/globale o se le pareti tenderanno a comportarsi indipendentemente le une dalle altre, dando origine ai cosiddetti “meccanismi locali”. 

 


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