Infrastrutture e città: investire sulla crescita professionale per la mitigazione del rischio

La rete infrastrutturale necessita di controllo, manutenzione e intervento, non solo ponti e viadotti: il personale operativo sull’intero territorio nazionale deve essere supportato. Occorre mitigare il rischio e pensare ad un upgrade della sicurezza fatta di nuove figure professionali e nuove discipline, tra cui spicca l’ambito digitale.


Ansfisa: investimento sulle risorse umane

Un coronamento di sforzi ed investimento sulla sicurezza per i cittadini” - così esordisce il Ministro delle infrastrutture e delle mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, all’inaugurazione, lo scorso 17 dicembre 2021, della prima sede romana di Ansfisa - “Occorre esaminare i rischi sull’intero territorio nazionale per mettere in sicurezza ponti, viadotti, strade/autostrade, gallerie e ferrovie”. Un supporto operativo alle forze già investite sul campo per il controllo dell’intero territorio nazionale, ovvero del nucleo ispettivo. 

L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali (ANSFISA) ha, infatti, indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di complessive n. 275 unità di personale non dirigenziale, a tempo pieno e indeterminato, da inquadrare nel proprio ruolo per le esigenze della sede e delle articolazioni centrali e territoriali.

 

Concorso per 275 unità di personale Ansfisa

Il concorso è stato pubblicato nella G.U. della Repubblica Italiana - IV Serie speciale “Concorsi ed Esami”, n. 103 del 28.12.2021.

Le disposizioni di legge applicabili, i requisiti di ammissione, le materie delle prove scritte, la valutazione dei titoli, le regole per la formazione della graduatoria finale e ogni altra previsione sono stabiliti e regolati nel testo integrale del bando di concorso disponibile nella sezione Bandi di Concorso in Amministrazione Trasparente del portale ANSFISA, oltre che sul Sistema (Step-One 2019) all’indirizzo internet http://riqualificazione.formez.it/

 

Infrastrutture e città: investire sulla crescita professionale per la mitigazione del rischio

 

Ricostituzione del Comitato interministeriale delle politiche urbane

Un altro annuncio fatto dal ministro Giovannini corrisponde alla ricostituzione del comitato interministeriale delle politiche urbane: occorre investire sulle città e le loro infrastrutture. Serve un piano coordinato, in cui i diversi ministeri si confrontino per una crescita che ha come comune denominatore il cittadino ed il territorio che abita e vive. Ecco perché la stessa legge di bilancio, n. 234 del 30 dicembre 2021, ha previsto nuovi fondi di investimento al fine di conseguire l’ambita crescita prevista con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con la Missione n. 3 “Infrastrutture per una mobilità sostenibile” entro il 2026.

Due gli obiettivi della missione:

  • 1) Interventi destinati allo sviluppo del sistema ferroviario italiano: questa componente è dedicata al completamento dei principali assi ferroviari ad alta velocità ed alta capacità, all’integrazione fra questi e la rete ferroviaria regionale e alla messa in sicurezza dell’intera rete ferroviaria.
  • 2) Intermodalità e logistica integrata – prevede interventi a supporto dell’ammodernamento e della digitalizzazione del sistema della logistica. In stretta connessione con l’impianto strategico di questa Missione, a valere su risorse nazionali verranno inoltre realizzati investimenti per la Sicurezza stradale 4.0, al fine di migliorare la sicurezza e la resilienza climatica/sismica di ponti e viadotti, utilizzando le soluzioni fornite dall’innovazione tecnologica e in un’ottica di adattamento ai cambiamenti climatici.

 

PNRR: missione M3C1. 2 - Sicurezza stradale 4.0

Questo intervento riguarda la messa in sicurezza, il contrasto e l’adattamento al cambiamento climatico della rete stradale, con una forte componente di ammodernamento tecnologico attraverso un sistema di monitoraggio digitale avanzato. L’obbiettivo sarà raggiunto mediante due riforme.

Attraverso la Legge di Bilancio 2022 è stato incrementato l’impegno per gli investimenti del Mims, portandolo a 100 miliardi di euro per i prossimi dieci anni.

Risorse che andranno a valere sui fondi del Next Generation EU e del Piano Nazionale Complementare (PNC), sui fondi ordinari a disposizione del Ministero e su ulteriori risorse derivanti dal Fondo Sviluppo e Coesione 2021-27 destinate a infrastrutture e sistemi di mobilità.

 

Riforma 2.1: Trasferimento della titolarità delle opere d’arte (ponti, viadotti e cavalcavia) relative alle strade di secondo livello ai titolari delle strade di primo livello (autostrade e strade extraurbane principali)

La riforma prevede l’attuazione del “Decreto Semplificazioni” (Decreto-legge n. 76 del 16 luglio 2020, convertito in Legge n. 120 dell’11 settembre 2020), ovvero il trasferimento dai Comuni, dalle Province e dalle Regioni allo Stato della titolarità di ponti, viadotti e cavalcavia sulle strade di secondo livello a quelle di primo livello (autostrade e strade statali). L’ambizione di questa riforma è quella di aumentare la sicurezza complessiva della rete stradale.

La manutenzione di ponti, viadotti e cavalcavia sarà di competenza dell'ANAS e/o delle società concessionarie autostradali, che hanno capacità di pianificazione e manutenzione migliori rispetto ai singoli comuni o alle province.

 

Riforma 2.2: Attuazione delle Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio dei ponti esistenti (D.M. 578 del 17 dicembre 2020)

La riforma prevede l’attuazione del processo di valutazione del rischio di ponti e viadotti esistenti, secondo modalità definite dalle Linee guida citate, che assicureranno l’omogeneità della classificazione e della gestione del rischio, della valutazione della sicurezza e del monitoraggio dei ponti, viadotti, rilevati, cavalcavia e opere similari, esistenti lungo strade statali o autostrade gestite da Anas S.p.A. o da concessionari autostradali.

L'ultima Legge di Bilancio stanzia 10,8 miliardi di euro per il potenziamento e la manutenzione della rete viaria.