Legge sulla Rigenerazione Urbana: a che punto siamo?

14/01/2022 3026

Alla luce delle opportunità che derivano dal Pnrr, stabilire i principi fondamentali che dovranno guidare la rigenerazione urbana nell’ottica della transizione ecologica delle nostre città è una priorità.

La sfida: rendere compatibili tempi e regole e ottenere finalmente un quadro legislativo nazionale di riferimento in materia per poi lasciare alle Regioni un secondo livello di intervento.

Questo è quanto emerso in un recente incontro di confronto e approfondimento sui contenuti del DDL sulla Rigenerazione Urbana, attualmente in corso di esame in commissione al Senato.


Gli Architetti discutono su Rigenerazione Urbana e Pnrr

Si è tenuto il 12 gennaio nella sede del CNAPPC un incontro che ha fatto il punto su valutazioni e proposte riguardo ai contenuti del Disegno di Legge “Misure per la rigenerazione urbana” in discussione al Senato.

Il Pnrr dedica risorse consistenti per i sistemi urbani e per le politiche urbane. Un'opportunità davvero importante per le nostre città, oggi al centro dello sviluppo sostenibile. Avere a disposizione una legge che stabilisca principi e modalità per la messa in campo di strategie di rigenerazione urbana è in questo momento una condizione necessaria e urgente. Il DDL sulla Rigenerazione Urbana però circola nelle sale di Palazzo Madama già da qualche tempo, la sua presentazione infatti risale al 11 marzo 2019. Un DDL quindi non "attualizzato" alle opportunità offerte dal Pnrr e del New Green Deal. La sfida ora, come ha sottolineato il Consigliere del CNAPPC Diego Zoppi durante l'incontro, è quella di rendere compatibili tempi e regole in materia.


Francesco Miceli - Presidente del CNAPPCQuello della rigenerazione urbana è un tema centrale poiché può attivare processi innovativi nella vita delle città e, soprattutto, delle comunità. Ci sono in campo grandi opportunità e grandi risorse con il Pnrr." Ha dichiarato Francesco Miceli, Presidente del CNAPPC. 

"Rappresenta ormai un “dover essere” il fatto che la rigenerazione urbana venga concepita come un intervento ampio ed esteso nelle città e che abbia come fine ultimo quello del miglioramento qualitativo nella vita dei cittadini. Una occasione, dunque, in cui l’interesse collettivo si coniuga con la sostenibilità, la resilienza e la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico e privato e la qualità degli spazi urbani. Un dato è certo: la rigenerazione è parte fondamentale – anzi esclusiva – di ogni intervento che riguarda il governo del territorio”.

 

Cosa significa rigenerare le nostre città?

Il Consigliere Paolo Malara ha sottolineato come nella nuova Legge dovrà essere definito meglio il termine rigenerazione: “Rigenerazione vuol dire e deve voler dire innovare per riaffermare il bene pubblico, il bene comune. I cittadini devono essere gli attori della rigenerazione con i loro nuovi bisogni dettati anche dal periodo storico che stiamo vivendo”.

 


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Governo del territorio: è il momento di andare oltre le 'vecchie regole'

Per Ezio Micelli, dell’Università IUAV di Venezia, va sempre tenuto presente che le città non possono rigenerarsi con le vecchie regole; la loro nuova rigenerazione deve essere l’occasione per modificarle spazialmente tenendo sempre presente che esistono tanti tipi di città, da quelle metropolitane ai piccoli centri. Nei centri urbani delle grandi città, ad esempio, non servono più i parcheggi e quelle risorse dovranno poter essere usate in modo diverso. Accanto a ciò sarà necessario rivedere i principi che dovranno essere alla base di una nuova cultura della valorizzazione.

Pierluigi Mantini, esperto di diritto amministrativo ed urbanistico presso il Politecnico di Milano, da parte sua, ha definito come prioritaria l’eliminazione della normativa inutile sottolineando che il tema della semplificazione è tipicamente proprio della rigenerazione. È importante anche mettere mano ad una revisione delle proposte di legge sulla rigenerazione urbana che sembrano essere state superate dalla necessità di coniugare la ordinarietà con la fase di straordinarietà rappresentata dal Pnrr. Caposaldo deve essere che il diritto dell’edilizia, quello della rigenerazione urbana e quello del governo del territorio rappresentano la stessa materia.

La senatrice Paola Nugnes, una delle relatrici del provvedimento, ha ricordato che il DDL sintetizza numerosi precedenti Disegni di legge per unificare prassi, criteri, modalità, incentivi e criteri sulla materia, sottolineando come questo nuovo Testo unificato “rappresenti indubbiamente un cambio di marcia che si muove verso l’esigenza di salvaguardare l’ambiente non trascurando anche la mitigazione climatica”. La Senatrice ha rivendicato poi “l’uso pubblico della città perché nessuno se non il pubblico può garantire che la riqualificazione sia non solo edilizia, sismica ed energetica, ma del tessuto sociale, culturale e anche politica perché rigenerare non è solo recuperare immobili.

 

Criticità e obiettivi del DDL sulla Rigenerazione Urbana

Per Raffaele Greco, Presidente Commissione per la riforma del Governo del Territorio, il DDL di sintesi sulla rigenerazione urbana si inserisce nel lavoro della Commissione ministeriale da lui guidata. Ha ricordato che l’idea di fondo è quella di valorizzare gli interventi sul territorio con l’eliminazione del consumo di suolo sottolineando che la criticità del DDL è rappresentata dal multilivello delle competenze. Per Greco, oggi la pianificazione del territorio deve avere obiettivi molto diversi dal varo della legge urbanistica (Legge n. 1150 del 1942). A suo tempo il territorio veniva urbanizzato mentre oggi si punta alla rigenerazione degli ambiti urbani degradati.

La sfida è quella di ottenere dalla legislazione nazionale un quadro di riferimento per poi lasciare alle Regioni un secondo livello di intervento.

All’incontro hanno partecipato anche i Consiglieri del CNAPPC Anna Buzzacchi, Lilia Cannarella, Tiziana Campus, Massimo Giuntoli, Gelsomina Passadore, Silvia Pelonara.

 


Francesco Miceli - Presidente del CNAPPC

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