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Restauro e consolidamento strutturale del Campanile di San Silvestro Papa

Kerakoll, azienda leader nella realizzazione di prodotti e servizi per l'edilizia sostenibile, è da sempre attenta all’aspetto certificativo dei propri sistemi di rinforzo che sono stati utilizzati per il restauro e il consolidamento strutturale del Campanile di San Silvestro Papa.


Scelte progettuali attente al valore storico dell’edificio

L’intervento di restauro, che ha tenuto conto del valore storico del manufatto, riguarda lo straordinario campanile della chiesa di San Silvestro Papa, una struttura singolare non solo per la sua composizione architettonica, sormontata da un’inconfondibile copertura bulbiforme, ma soprattutto per la localizzazione su un grande e suggestivo sperone roccioso.

Il team di progettazione, costituito dagli architetti Salvatore Mantegna, Giacinta Manzo e Alessandro Fioralba, si è posto come obiettivi prioritari il consolidamento statico e il restauro del campanile localizzato nel comune di Bagnoli del Trigno (IS) in Molise. Obiettivi perseguiti sempre nel rispetto della fabbrica e della sua storia. 

La ricerca storica, lo studio morfologico, diagnostico, materico e strutturale, oltre all’analisi dello stato di degrado hanno costituito la base del processo progettuale: dalle indagini, interpretate secondo un metodo interdisciplinare, sono derivati gli elementi fondamentali del progetto.

Le analisi condotte sul manufatto sono state messe in relazione tra di loro per comprendere meglio lo stato attuale e definire in maniera precisa gli interventi da attuare.

Le scelte progettuali hanno tenuto conto del valore storico del manufatto, senza alterarne la sua concezione originaria e le trasformazioni subite nel corso degli anni: oggi le stratificazioni del tempo sono parte integrante del campanile in un prezioso unicum architettonico.

 

Restauro e consolidamento strutturale del Campanile di San Silvestro Papa

Lo stato di fatto del campanile ante intervento.

 

Rilievo e descrizione del fabbricato

Le operazioni di rilievo, per mezzo delle più moderne tecnologie, hanno consentito di conoscere in modo approfondito la fabbrica: i rilievi aerefotogrammetrici eseguiti con drone, sono stati fondamentali per la ricostruzione dei particolari della cupola e per l’analisi dello stato di degrado.

Il manufatto ha forma quadrangolare e poggia direttamente sulla roccia senza opere di fondazione. La scansione interna della struttura è a due impalcati con solai lignei.

Al primo piano la muratura presenta alte monofore sui quattro lati dove trovano posto le campane. Attraverso una scala in legno si accede al secondo impalcato corrispondente al tamburo di forma ottagonale; sui quattro lati del tamburo sono presenti delle piccole monofore poste in corrispondenza di quelle al livello inferiore.

La parte più alta del campanile termina con una caratteristica copertura bulbiforme su pianta ottagonale, realizzata in muratura con piccoli blocchi in pietra; la superficie esterna è decorata con una serie di maioliche di colore giallo-verde su cinque lati e arancio-azzurro sugli altri tre, comunemente dette riggiole.

Sui prospetti esterni non sono presenti particolari elementi decorativi. La scansione tra i diversi impalcati è sottolineata dalla presenza di semplici cornici in pietra.

Le operazioni di rilievo hanno permesso altresì di conoscere le caratteristiche costruttive della fabbrica. Nella parte bassa è presente una muratura a sacco costituita da due fodere e da un nucleo interno di materiale per lo più incoerente, qui i conci sono irregolari e senza corsi di orizzontamento. Nella la parte più alta invece troviamo una muratura ben apparecchiata, realizzata con blocchi lapidei squadrati disposti a corsi regolari. Ad oggi sono visibili solo piccole tracce di intonaco, che lasciano presupporre la presenza di intonacatura di tutto il campanile con malta a base di calce.

 

Ricerca storica 

La ricerca storica non ha permesso di individuare con precisione l’anno di costruzione, né della chiesa né tantomeno dell’annesso campanile. Uno degli elementi che aiuta nella ricerca di una datazione è il portale di ingresso alla chiesa; il suo stile tardo romanico consente una datazione fra il XI e il XII secolo.

La chiesa e il campanile subirono ingenti danni con il terremoto del 1456. La chiesa fu poi consacrata a San Silvestro papa il 3 marzo del 1726 e circa cento anni più tardi, nel 1805, un altro devastante terremoto interessò la zona. In un documento d’archivio datato 1834 l’arciprete della parrocchia segnalava la grave situazione in cui versava la chiesa e il campanile, all’epoca privo di copertura e con campane non funzionanti. Questo documento rappresenta l’elemento fondamentale per la datazione della copertura bulbiforme che dunque si può collocare nella seconda metà dell’ottocento.

 

Degrado della fabbrica

Per quanto concerne il degrado è importante sottolineare che la posizione impervia del fabbricato, arroccato su uno sperone roccioso, lo rende fortemente esposto agli agenti atmosferici.

Al degrado strutturale si aggiunge quello della materia, che consta di macchie e incrostazioni sugli elementi lapidei, in particolare in corrispondenza delle cornici di piano, ove i depositi di materiale sulle cornici e sulla superficie della copertura hanno determinato il conseguente attecchimento della vegetazione. Inoltre, a causa di interventi svolti in maniera incoerente nel corso degli anni, sono stati riscontrati elementi di degrado antropico, i quali hanno leso all’armonia architettonica e paesaggistica del manufatto.

Il degrado strutturale merita un approfondimento ulteriore. L’analisi statica e la ricerca storica hanno permesso di ricostruire un quadro esatto delle dinamiche di collasso della fabbrica che prima dell’intervento presentava un quadro delle lesioni complesso. Le lesioni passanti per lo più verticali, su due dei quattro lati della muratura, sono riconducibili ad un meccanismo di rottura per schiacciamento, causate senza dubbio dalla realizzazione della pesante copertura bulbiforme rivestita in maioliche su un corpo di fabbrica costituito da una base con muratura eterogenea. Nel tempo, la perdita di consistenza della malta nelle murature e il deterioramento dei solai in legno, hanno contributo ad aggravare la staticità della struttura.


Progetta il tuo rinforzo in modo sicuro con i sistemi certificati Kerakoll

Il percorso di certificazione europea per i sistemi di rinforzo Steel Reinforced Polymer (SRP) è stato concluso nell’aprile del 2019 e lo stesso primato è stato ottenuto a giugno 2021, grazie all’ottenimento della marcatura CE anche per i sistemi Steel Reinforced Grout (SRG) e Fiber Reinforced Cementitious Mortar (FRCM) realizzati da tessuti in acciaio UHTSS e reti in fibra naturale di basalto e vetro abbinati a due differenti matrici minerali per poter garantire massima compatibilità con le strutture esistenti. È sicuramente un riconoscimento che porta Kerakoll a poter offrire un’intera gamma di sistemi certificati per il rinforzo strutturale e il consolidamento di edifici esistenti in c.a. e muratura, rispondendo ai requisiti richiesti dalle Norme Tecniche per le Costruzioni e progettabili con i parametri certificati richiesti dai documenti CNR di riferimento.



Interventi di rinforzo strutturale previsti

L’intervento di restauro è stato condotto nel pieno rispetto della fabbrica e della sua storia puntando sull’uso di nuove tecnologie ad alte prestazioni per il miglioramento strutturale, senza però compromettere le peculiarità storiche e architettoniche. Ci si è affidati all’intera linea restauro proposta da Kerakoll, partendo dalle malte come Biocalce Pietra, fino alle fibre di rinforzo strutturale in acciaio galvanizzato. 

Va sottolineato che, vista la particolare posizione del manufatto e per la morfologia stessa del sito, la prima lavorazione estremamente delicata è stata quella di organizzazione e messa in sicurezza dell’area di cantiere, fase per la quale è stato necessario un periodo di trenta giorni.

Il consolidamento della muratura è stato effettuato con iniezioni di malta a base di calce e successiva connessione dei due paramenti murari con l’inserimento di diatoni. Nel caso specifico i diatoni sono stati realizzati in tessuto di acciaio galvanizzato – GeoSteel G600, disposti secondo uno schema di 80x80 cm a quinconce, e sfiocchettati alle due estremità. I fiocchi sono stati inseriti nei giunti di malta e collegati con le estremità dei fiocchi adiacenti fino a formare una rete su tutta la superficie muraria. All’interno dei diatoni si è iniettata la malta di inghisaggio, GeoCalce F Antisismico. Questa operazione è stata effettuata su entrambi i lati del paramento murario con l’obiettivo di connettere le due fodere affinché il maschio murario potesse di nuovo assolvere la sua funzione. L’operazione di consolidamento della muratura con la tecnica dei diatoni è stata eseguita anche al secondo impalcato, dove però i diatoni rinforzano i setti murari angolari tra le aperture. 

Data la natura del paramento murario, e gli esiti dell’indagine sonica, le iniezioni hanno rappresentato un intervento corposo; si sono eseguite iniezioni di malta iperfluida a bassa pressione – GeoCalce FL Antisismico, secondo una maglia 50x50 e previa chiusura di tutti fori e spaccature presenti nella muratura. Per le lesioni passanti si è intervenuto con la tecnica dello scuci e cuci con la malta GeoCalce F Antisismico.

L’intervento di consolidamento della copertura bulbiforme ha rappresentato una delle fasi più delicate del restauro. Dopo la rimozione del manto di copertura in maioliche, ormai ammalorate e in gran parte rotte, è stato necessario pulire l’estradosso della copertura e procedere con la ricostruzione della stessa, per ridare continuità materica e geometrica all’ intera superficie. La cupola è stata rinforzata con l’applicazione di un doppio strato di rete in fibra di basalto, GeoSteel Grid 200, affogata nella malta GeoCalce F Antisismico. L’intervento è stato svolto all’estradosso e all’intradosso, collegando le due fasciature con diatoni in tessuto di acciaio galvanizzato. La fase successiva ha visto il riposizionamento di nuove maioliche in cotto realizzate con le stesse caratteristiche materiche, geometriche e decorative di quelle rimosse.


Restauro e consolidamento strutturale del Campanile di San Silvestro Papa
Il campanile dopo l’intervento di restauro.

Grazie all’attento e minuzioso intervento di consolidamento il Campanile di San Silvestro ha finalmente nuova vita. Il suono delle campane e il riflesso del sole sulle maioliche della copertura continueranno a essere il simbolo indelebile del Molise e ad emozionare tutti i visitatori che porteranno a casa uno scatto meraviglioso dell’Appennino italiano.

 


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