BIM: Archicad lancia nel futuro della progettazione lo Studio Ingaglio & Partners

26/01/2022 5047

Lo Studio Associato Ingaglio & Partners opera dal 1970 nel campo dell'architettura e dell'ingegneria, specializzandosi negli anni nei settori sanitario, alberghiero e residenziale. Nel suo percorso lo studio ha da sempre potuto contare su Archicad come strumento facile, immediato e veloce per la realizzazione di progetti tridimensionali che oggi si sono naturalmente evoluti nella progettazione in BIM.


Archicad, strumento indispensabile per lo studio Ingaglio & Partners

Lo Studio Associato Ingaglio & Partners è stato fondato dall’architetto Gaetano Ingaglio negli anni ‘70 a Roma, dove opera nel campo dell'architettura e dell'ingegneria realizzando alcuni importanti progetti, tra cui spicca la sistemazione del piazzale del Traforo del Monte Bianco per il gruppo ITALSTAT- Gruppo IRI. 

Nel corso degli anni ha ampliato i propri ambiti di operatività all'ingegneria impiantistica, lavorando sia in ambito pubblico che privato, assicurando alla committenza la gestione dell'intero iter progettuale dalla fase ideativa, studio di fattibilità dell'intervento e dall'analisi costi benefici, fino a quella realizzativa offrendo un insieme di servizi integrati, di carattere tecnico, economico e burocratico. Oggi lo studio opera su tutto il territorio nazionale con particolare specializzazione nei settori sanitario, alberghiero e residenziale.

 

Studio Associato Ingaglio & Partners: verso il futuro della progettazione con Archicad

 

Fare architettura non significa solo realizzare un'opera esteticamente valida ma soprattutto tener conto del luogo, delle richieste del committente, dell'ambiente in cui si interviene, delle funzioni e della fruizione del contesto che varia ogni volta”. – spiega l’Arch. Monica Ingaglio, partner dello Studio Associato Ingaglio & Partners – “I limiti imposti dai requisiti di ogni progetto diventano stimolo per conferire una maggiore originalità alle diverse soluzioni architettoniche”.

È proprio con l’ingresso nello studio dell’Arch. Monica Ingaglio, figlia del fondatore, che si è adottato il software Archicad che negli anni è diventato partner indiscusso dell’attività lavorativa dello studio. “I miei primi approcci con il software sono avvenuti durante gli studi universitari negli anni ‘90”. – racconta Monica Ingaglio – “Già allora Archicad permetteva di realizzare progetti tridimensionali in maniera facile, immediata e veloce. Sono quindi più di 25 anni che Archicad ci accompagna nella realizzazione dei nostri progetti. Progettare in 3D ci ha permesso negli ultimi anni di passare in maniera naturale al BIM e a una tipologia di progettazione integrata e collaborativa”. 

Il rapporto tra Archicad e lo Studio Associato Ingaglio & Partners si è consolidato sempre di più nel tempo grazie al supporto tecnico di Graphisoft e alla qualità del servizio offerto dalla Tecno 3D rivenditore Graphisoft che è in grado di risolvere in maniera tempestiva qualsiasi tematica possa insorgere nella realizzazione di un progetto. Negli ultimi anni questo supporto ha permesso allo studio di ottimizzare i processi lavorativi e sviluppare una progettazione in BIM corretta e integrata. 

 

L'importanza del BIM nella realizzazione del "Policlino dello Stretto"

Nello sviluppo del BIM all’interno dello studio è stato di particolare rilevanza il progetto del “Policlinico dello Stretto” di Messina, per il quale ha vinto il premio Cneto (Centro Nazionale Tecnica Ospedaliera) quale “miglior progetto nel settore sanitario e socio-assistenziale” per le sue caratteristiche di innovazione, resilienza e capacità di adattamento ai nuovi input derivanti dal contesto sanitario” . Affacciato sullo stretto di Messina il nuovo ospedale in via di costruzione si sviluppa su un pendio, leggermente degradante verso il mare. L’edificio è composto da 4 piani fuori terra più uno seminterrato e sorge su una vasta area di quasi 25.000 m². 

Il progetto mira all’aumento degli spazi destinati al verde a uso del personale e dei pazienti attraverso la realizzazione di tetti giardino fruibili e pareti verdi verticali; all’umanizzazione degli spazi attraverso l’uso di immagini e uso del colore a scopo terapeutico sulla base degli studi scientifici. La progettazione degli spazi cerca di sfruttare la migliore visuale panoramica sullo stretto di Messina impiegando gli spazi esterni a scopo terapeutico tramite l’inserimento di giardini verticali e orizzontali utilizzabili da tutti gli utenti.

 

L'obiettivo del progetto: aumentare il benessere di pazienti e personale sanitario

Il disegno progettuale ha voluto puntare sulla qualità costruttiva, sostenibilità ed efficienza energetica per conseguire la certificazione CasaClima in Classe A.

Gli spazi interni sono stati progettati pensando ai fruitori finali con una netta separazione dei percorsi dedicati al pubblico (parcheggi per il pubblico, info, accettazione, uffici, ambulatori, diagnostica, fisioterapia, morgue) da quelli dedicati al personale sanitario ed al passaggio delle barelle (sale operatorie, terapia intensiva, locali tecnici).

 

Il progetto del "Policlinico dello Stretto"- Messina

 

Varcato l’ingresso ci si ritrova in una grande hall dove sono situati l’accettazione sanitaria-amministrativa, il bar e i servizi igienici per il pubblico; il piano si divide poi in due direzioni contrapposte da una parte le funzioni accessibili al pubblico: info, pre-ospedalizzazione, diagnostica per immagini, ambulatori, CUP e fisioterapia e primo soccorso, dall’altra la cucina e la mensa del personale. Al primo piano sono ubicate le sale operatorie, la terapia intensiva, il Day surgery con collegato il day hospital e gli uffici di direzione sanitaria, gli uffici amministrativi. Anche qui il livello di umanizzazione è realizzato mediante l’inserimento di grandi pareti vetrate all’interno delle sale con inserite immagini del territorio siciliano e delle sue splendide isole. Gli ultimi due livelli sono destinati ai reparti di degenza.

 

I vantaggi dell'utilizzo di Archicad: velocità e precisione

Per raggiungere gli obiettivi di progetto” – racconta l’Arch. Monica Ingaglio – “ogni professionista coinvolto ha utilizzato Teamwork di Archicad per lavorare in maniera collaborativa su tutti gli aspetti del progetto. In questo modo tutti i membri del team sono stati costantemente aggiornati sullo stato di avanzamento e sulle modifiche apportate in fase di revisione con il cliente, tutto in tempo reale. Il modello tridimensionale disegnato in base alle richieste della committenza è stato arricchito da informazioni più dettagliate sugli impianti e le tecnologie da utilizzare; ogni step di lavoro, dal progetto preliminare al definitivo fino ad arrivare all’esecutivo, era sempre consultabile e a disposizione in ambiente Teamwork. Il progettista degli impianti quello strutturale e il computista fino al consulente di progettazione energetica CasaClima hanno quindi potuto lavorare in maniera simultanea e coordinata”.

L’utilizzo della metodologia BIM ha permesso allo studio di passare dall’ideazione alla realizzazione di ogni idea in tempi rapidi e definiti, e di creare un processo di lavoro in grado di interpretare e al meglio le esigenze del cliente in maniera totalmente trasparente. In questo contesto, la scelta di un software BIM come Archicad si è rivelata risolutiva e determinante.

 

L'importanza di Archicad nel progetto del "Policlino dello Stretto"

 

L’utilizzo di Archicad ha garantito alti standard di interoperabilità e una facile modificabilità dei disegni esecutivi, rendendo il processo di progettazione spedito, con pause di re-working quasi irrilevanti”. - sottolinea l’architetto Ingaglio – “Una vera innovazione per noi è stata usare BIMx per la progettazione partecipata. Anche in un’ottica di risparmio tempo e di gestione del social distancing, senza rinunciare a riunioni e conferenze in occasioni anche di urgenze”.

Il modello BIMx regolarmente caricato sull’ambiente di condivisione dei dati (CDE), ha permesso di “portare” in modo virtuale futuri fruitori dell’edificio negli ambienti virtuali dell’ospedale per farli rendere realmente conto di come verrà utilizzato lo spazio anticipandone le possibili criticità.

Con l’approccio BIM al progetto siamo in grado di anticipare non soltanto le incongruenze progettuali e prevedere le problematiche di cantiere, ma anche di fornire alla committenza una previsione certa sul comportamento del manufatto e i suoi consumi nel tempo”. – conclude l’Arch. Monica Ingaglio – “Questo ci permette oggi di avere un vantaggio competitivo verso chi è ancora legato al tradizionale approccio poter garantire al committente la miglior soluzione possibile costituisce un salto di qualità nel modo in cui concepiamo la progettazione oggi”.

 


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