COSTRUZIONI: RICERCA e MERCATO

Il tema che si vorrebbe dibattere nel Seminario "L’INNOVAZIONE NEL MERCATO EUROPEO DELLE COSTRUZIONI, HORIZON 2020 E LA RICERCA NEL SETTORE EDILIZIO IN ITALIA UNA OPPORTUNITA’ DA NON PERDERE " del 5 Giugno 2014 (NR: vedi in coda la descrizione), organizzato da CRESME, ISTeA, PTIC, nasce, anzitutto, da una esigenza di ripensamento del ruolo dello Stato nei processi di Crescita, in cui, come nel caso degli studi di Philippe Aghion, l'investimento in Ricerca e Sviluppo (e, in particolare, in poli universitari dotati di massa critica e di autonomia decisionale) sembra essere un fattore determinante per i Paesi Occidentali e, in particolare, per quelli Comunitari, ove si stanno diffondendo Politiche Industriali incentrate, in buona parte, sull'Hi-Tech.

Sorge, qui, un interrogativo cruciale relativo al fatto che il Settore delle Costruzioni risulti, al contrario, Low-Tech e Labour-Intensive. Ci si deve, infatti, chiedere se l'Innovazione, nelle sue diverse fenomenologie, possa davvero rappresentare un elemento competitivo in questo ambito, oppure se la (lieve) ripresa ormai in atto possa basarsi su altri fattori, tra cui quelli tradizionalmente decisivi.

E' importante, infatti, rilevare come, nonostante la riduzione complessiva dei finanziamenti statali agli Atenei, nel Sistema di Formazione Superiore lentamente si stiano avviando processi selettivi, per quanto, poi, anche gli esiti della recente VQR non è che abbiano suscitato solo apprezzamenti.

In ogni caso, è evidente che sia nella Università Generaliste sia in quelle Tematiche il ruolo del Settore delle Costruzioni non appare certo essere di primo piano agli occhi di Rettori che la legislazione ha reso sempre più monocratici, accanto ai Direttori Generali e ai Consigli di Amministrazione, ma anche sempre più impegnati in una competizione per l'accrescimento del valore reputazionale e per la raccolta di mezzi propri.

E lo stesso reclutamento risente oggi sia della difficile congiuntura attraversata dal Settore sia dalla marginalità del Paese, tranne che per alcuni ambiti, come il Design.

In questo quadro non incoraggiante, che non risparmia neppure gli Enti controllati dal MIUR come il CNR, occorre perciò, riconoscere come i quesiti che si pongono relativamente alle prospettive reali della Ricerca e dell'Innovazione dipendono, nelle risposte, non solo dalle economie di conoscenza che sistemi reticolari o poli di cosiddetta Eccellenza (con tutte le retoriche che tale accezione comporta) potrebbero generare, ma anche, e soprattutto, dall'evoluzione degli Operatori Professionali e Imprenditoriali, che, a cominciare dall'aspetto dimensionale per finire in quello culturale, appaiono spesso non meno inadeguati degli Atenei nel sostenere le sfide del Mercato Comunitario o di quello Internazionale.

L'avvio del Programma Comunitario per la Ricerca Horizon 2020 non può, dunque, essere considerato, specialmente per le tematiche più proprie al Settore, quelle inerenti alla Efficienza Energetica e all'ICT, semplicemente come una occasione per ricondurre in Italia gli investimenti che il Nostro Paese ha devoluto alla Unione Europea, grazie alla capacità relazionale e scientifica di una serie di Operatori Accademici e Imprenditoriali (e ora anche Professionali), ma deve per forza far capo a una Strategia Industriale vera e propria per il Settore delle Costruzioni, o meglio, inerente all'Industria dell'Ambiente Costruito che consenta una disseminazione e una condivisione governata dei risultati, oltre che il loro coordinamento con le altre fonti di finanziamento europee e nazionali per il Comparto.

Il seminario non si propone, pertanto, di offrire una occasione per esercitare retoriche sulla rilevanza della Ricerca nelle Costruzioni, giacché per la parte veritiera sarebbe assolutamente pleonastico, e per quella nominale solo enfatico.

Il seminario intende, al contrario evidenziare come siano proprio gli stessi documenti di orientamento a Horizon 2020, così come la Politica Construction 2020 della Commissione Europea uscente, a permettere di intravedere le caratteristiche maggiormente salienti della Riconfigurazione del Mercato Comunitario delle Costruzioni, che si sta sempre più incentrando sulla Servitization.

La centralità della Gestione di Moli Considerevoli di Dati nelle Economie Digitali si associa, infatti, alla connessione sempre più stretta fra la natura produttiva degli Interventi e la quota parte degli stessi legata alla natura terziaria che oggi è richiesta anche per attuare le azioni più tangibili.

Si dovrebbe, perciò, affermare, paradossalmente che il Settore delle Costruzioni, nella transizione evolutiva verso l'Industria dell'Ambiente Costruito, divenga vieppiù una Industria di Servizio.

Con ciò naturalmente non si vuole affermare che la dematerializzazione implicita nella digitalizzazione dei processi contravvenga la materialità del prodotto edilizio e immobiliare.

Si vuole, piuttosto, rimarcare che l'Industrialesimo di cui si accenna, specie in presenza di una parcellizzazione ancora sostenuta sia sul lato della Domanda sia su quello dell'Offerta, implica una dimensione intangibile sempre più inerente ai Servizi.

Proprio per la Riqualificazione Energetica si può tranquillamente riconoscere come i saperi tecnologici, i magisteri esecutivi non sono districabili dalle logiche finanziarie, dai modelli organizzativi, dalle formule contrattuali.

La conseguenza del ragionamento è, dunque, che il significato recondito della partecipazione italiana (del Sistema Paese) a Horizon 2020 non può essere semplicemente puntuale o episodico.

Il motivo per cui Accademia, Professione e Industria possano ritrovarsi a discutere della Ricerca per il Mercato e del Mercato della Ricerca concerne proprio la necessità di proporre una visione inedita e condivisa del Mercato, incentrata sull'Intervento sul Costruito.

Le due tematiche che, dunque, ci si propone di dirimere riguardano la possibilità di predisporre un Hub, una entità di coordinamento delle strategie di partecipazione dell'Italia a questa parte del Programma Comunitario e la praticabilità di una dimensione di reale investimento in Ricerca e Innovazione in un Settore sinora meno industriale di altri, anzitutto per mentalità, e nel quale, magari in forma attenuata, prevalga, anche in futuro, una certa dispersione dimensionale.

In realtà, infatti, per comprendere se vi possa essere un Mercato della Ricerca occorre comprendere se il Mercato Riconfigurato sia incentrato o meno sull'Innovazione.

Al di là delle affermazioni di principio, per molti tacitamente non è così: lo dimostra, ad esempio, il fatto che gli investimenti in infrastrutture laboratoriali e sperimentali sostenuti dalle aziende private non si ricolleghino a quelli imputabili agli Atenei e agli Enti di Ricerca, al fatto che non esistano Tavoli Strategici di Concertazione delle Politiche Industriali per il Settore delle Costruzioni, al fatto che, infine, non vi sia una collaborazione istituzionale tra Accademia e Produzione che prescinda dai rapporti interpersonali.

E', quindi, opportuno porre il tema in maniera anche provocatoria, anche brutale, poiché le prospettive del Paese e del Settore, per non essere decliniste, necessitano di una notevole lucidità, di un grande discernimento: in poche parole, di una intelligenza di sistema.

Altrimenti, alcuni risultati ottenuti e attesi in materia di Riqualificazione Energetica, di Miglioramento Sismico, di Rigenerazione Urbana saranno solo provvisori palliativi che non affronteranno le cause strutturali di una Crisi che non si può definire solo congiunturale.

Le tematiche energetiche, in particolare, sempre più connesse, sul piano tecnologico a quelle dell'ICT e su quello procedurale al Performance-Based Contracting e alla Public Private Partnership, sono al centro non solo delle Azioni Comunitarie, non solo in Horizon 2020, ma anche delle Politiche Governative Nazionali, ma su di esse rischia di calare un velo di banalizzazione, rischia di generarsi un presupposto indiscusso che potrebbe, al contrario, essere demistificato, poiché la logica delle tante piccole attività innovative che fanno crescere la Smart City rischiano di dissolversi in poco, laddove la stessa espressione appena citata è ormai divenuta un luogo comune.

E, allora, evidente che un Hub dovrebbe, anzitutto, farsi carico di spiegare con chiarezza quali siano i contenuti fondamentali che Horizon 2020 intende perseguire in funzione della Evoluzione del Mercato e come il Nostro Paese possa darvi un significativo contributo al di fuori di una logica elitaria e individualista. Del resto, ritornando al Sistema di Istruzione Superiore è palese come esso, in questo Settore, non riesca a raggiungere un pieno grado di maturità nel dialogo con gli Operatori Professionali e Imprenditoriali, come sia riluttante nel ripensare i propri programmi formativi al di fuori di logiche distributive inerenti alle discipline assai desueti e improduttivi, ovvero autoreferenziali, ma anche come sia incapace di rimettere in discussione, da protagonista, profili professionali e modelli organizzativi, di fronte a un tessuto professionale e imprenditoriale assai statico, al di là delle enunciazioni di principio.

La Crisi del 2008 ha consentito paradossalmente l'apertura di un dialogo tra Attori assai distanti e indifferenti tra loro in nome di una difficoltà profonda che li ha accomunati, ma è chiaro che ciò non sia sufficiente e che tale condizione potrebbe decadere da un momento all'altro in assenza di una rivisitazione estesa del Mercato (della Ricerca) nel Settore delle Costruzioni.

Fatto sta che il presupposto per ritenere che possa esservi uno spazio credibile per la Ricerca e per l'Innovazione nel Settore delle Costruzioni dipende proprio dalla Servitization delle attività produttive e cantieristiche, presupponendo non solo una stretta integrazione tra gli Attori del Processo e le Fasi del Ciclo di Vita, bensì anche la mutazione della natura del prodotto edilizio e immobiliare, che, oltre che a essere proposto entro una gamma ampia di servizi connessi, deve essere offerto, anzitutto, come veicolo di soddisfazione di esigenze sociali.

E' palese, infatti, come ormai la via, appunto già illustrata, della contrattualistica basata sull'ottenimento di prestazioni attese porti a una dilatazione sempre crescente delle aspettative verso i bisogni delle persone che richiedono, peraltro, una soddisfazione in tempo reale.



CONVEGNO

 

L’INNOVAZIONE NEL MERCATO EUROPEO DELLE COSTRUZIONI, HORIZON 2020 E LA RICERCA NEL SETTORE EDILIZIO IN ITALIA UNA OPPORTUNITA’ DA NON PERDERE

Casa dell’Architettura ROMA, Piazza Manfredo Fanti 47 5 giugno 2014 

La probabile ripresa del Settore delle Costruzioni per il 2015 coincide con l'avvio del Programma di Ricerca Comunitario 2014-2020 intitolato Horizon 2020. Molteplici elementi fanno ritenere che le politiche governative vedano nella Riqualificazione Energetica e nel Miglioramento Sismico del patrimonio immobiliare pubblico e privato, il fuoco della iniziative legislative e amministrative da adottare, cosi? come accade in molti Paesi Europei, specie in materia di Carbon Factor.

Gli istituti organizzatori dell'evento ritengono, pero?, che il fenomeno in atto non possa essere semplicemente osservato con soddisfazione, ma che sia necessario contribuire a orientare virtuosamente il processo di riconfigurazione del Comparto che altrove e? stato interpretato come la transizione dall'Industria delle Costruzioni all'Industria dell'Ambiente Costruito, esteso alla scala urbana e infrastrutturale.

Le politiche governative potrebbero, del resto, essere preordinate a un esito di medio e di lungo termine, qualora utilizzassero i risultati di breve periodo per originare un sistema informativo sullo stato di funzionalita? e di disponibilita? degli immobili pubblici strumentali finalizzato al Ciclo di Vita.

Tutto cio? richiede una regia e un coordinamento di carattere sistemico che veda convergere le direttive sulla formazione professionale continua dei Consigli Nazionali, i contenuti formativi delle Parti Sociali a proposito delle Scuole Edili, i programmi educativi di Atenei o di Istituti Tecnici Superiori. L'obiettivo di una Strategia Industriale per le Costruzioni a medio periodo, da declinare entro l'Economia Digitale, non puo?, infatti, essere che quella incentrata sulla generazione di Catene di Fornitura, capace di favorire processi aggregativi in termini dimensionali ed economici e in termini conoscitivi, basati sulle logiche finanziarie e contrattuali del Performance-Based Contracting e della Public Private Partnership e sul fatto che, in definitiva, la Digitalizzazione del Settore delle Costruzioni sara? imperniata sull’accesso visuale (tridimensionale) ai dati computabili e alle informazioni.

A questo fine, i contenuti dei documenti orientativi di Horizon 2020 per l'Efficienza Energetica degli Edifici costituiscono un prezioso punto di indirizzo per la comprensione dell'evoluzione del Mercato delle Costruzioni e del Prodotto Immobiliare nell'ambito della centralita? dell'utenza e della dimensione distrettuale urbana e la partecipazione alle Call Comunitarie permetterebbe di avviare un processo di internazionalizzazione delle piccole e delle medie realta? professionali e imprenditoriali che, in una prospettiva di integrazione, possano dar vita a un brand RehabItaly in grado di operare in sinergia con il Settore del Design nell'ottica del Life Style Italiano sui mercati europei e internazionali.

La Ricerca e l'Innovazione di Processo, di Prodotto e di Progetto ritornano, infatti, dopo molto tempo, a essere fattori competitivi.

L'iniziativa vorrebbe preludere alla diffusione dello scenario di opportunita? che offre Horizon 2020 per l’innovazione nel settore delle costruzioni, e inoltre l’avvio di una fase costitutiva per un Hub che offra analisi di mercato, supporto alla partecipazione alle Call di Ricerca, disseminazione dei risultati conseguiti.