Ponti, viadotti e gallerie esistenti: siamo di fronte a una nuova era dell'ingegneria strutturale

Lucca, 2 febbraio 2021: partito il Convegno “Ponti, viadotti e gallerie esistenti: ricerca, innovazione e applicazioni” organizzato dal Consorzio FABRE e che proseguirà fino al 4 febbraio 2022 con relazioni in presenza e a distanza.

Un primo giorno intenso di presentazioni e approfondimenti con relatori nazionali e internazioni a cui hanno assistito oltre 250 persone in presenza e oltre un migliaio online sulla paittaforma CNI.

I temi che hanno animato le relazioni sono stati la necessità di risorse umane competenti, di monitoraggio delle infrastrutture e di continua manutenzione. Tra i focus la machine learning prende sempre più corpo in un’ottica di prevenzione e di mitigazione del rischio.

Ponti, viadotti e gallerie esistenti: report del primo giorno dell'evento Fabre


Primo Convegno Fabre: sintesi della prima giornata

Nella splendida cornice del complesso di San Francesco, a Lucca, si è tenuta la prima giornata del Convegno “Ponti, viadotti e gallerie esistenti: ricerca, innovazione e applicazioni” organizzato dal Consorzio FABRE con il patrocinio del MIMS, di ANSFISA, del CNI.

Le linee guida ministeriali, recentemente estese a tutti i gestori della rete infrastrutturale, hanno rappresentato il fulcro delle presentazioni evidenziandone criticità, peculiarità e possibili migliorie apportabili per minimizzare gli aspetti soggettivi che portano alla definizione della classe di attenzione (CdA).

In particolare, si sono succeduti i seguenti temi:

  1. Sicurezza delle infrastrutture: lo sviluppo tecnico-normativo a livello nazionale.
  2. La rete Mille Infrastrutture: le nuove frontiere tecnologiche.
  3. La gestione del patrimonio infrastrutturale italiano alla luce delle nuove linee guida.
  4. Caratterizzazione del comportamento globale e monitoraggio strutturale dei ponti esistenti.

IA, monitoraggio e machine learning

Le linee guida di ponti e viadotti: analisi e criticità

Le linee guida di ponti e viadotti hanno la finalità di definire una classe di attenzione volta a stabilire la priorità di intervento su un’infrastruttura viaria e ferroviaria. Non solo queste opere sono attenzionate, anche le gallerie per cui è attesa la pubblicazione, a breve, delle corrispondenti linee guida. Un’attenzione che coincide agli obiettivi del PNRR, obiettivi che devono essere assolti entro il 2026.

Servono molti ingredienti, messi in luce durante questa prima giornata: 

  1. incremento delle risorse umane, ovviamente qualificate, non solo in fase ispettiva ma anche di restituzione.
  2. coordinamento tra le diverse attività.
  3. gli utilizzatori esecutivi delle linee guida riscontrano criticità ascrivibili, ad esempio, alle informazioni reperibili (epoca costruttiva e progetto), all’accessibilità, aspetti difettologici talvolta non esaustivi delle criticità riscontrate.

 

Intervista a Pietro Baratono, MIMS 

IA, monitoraggio e machine learning

Il patrimonio infrastrutturale, in tutte le sue declinazioni, deve essere controllato non solo oggi ma anche nel futuro prossimo, pertanto, è necessario pianificare un metodo di monitoraggio efficace.

La matematica e l’informatica si fondono nel mondo dell’ingegneria civile, sottolineando ancora una volta l’esigenza tassativa di una interdisciplinarità delle competenze, per far fronte alla manutenzione del patrimonio infrastrutturale e alla sua conservazione, ma anche in un’ottica preventiva.

A questo proposito si è quindi discusso:

  1. algoritmi di machine learning prestato alla programmazione degli interventi di manutenzione;
  2. monitoraggio strutturale attraverso dati SAR;
  3. intelligenza artificiale sposata al quadro di danneggiamento dell’infrastruttura.

 

Intervista a Domenico De Bartolomeo, Direttore di ANSFISA

 

Siamo di fronte a una nuova era dell'ingegneria strutturale

Il commento (di Andrea Dari)

Tantissime relazioni, quasi troppe per poter essere tutte seguite con attenzione.

Con Ingenio, anche grazie all'aiuto dell'Ing. Sara Frumento, nostra nuova collaboratrice sul tema delle infrastrutture, cercheremo di raccontarle attraverso la pubblicazione di una serie di video interviste che abbiamo realizzato e realizzeremo, dei commenti degli esperti, e dei report di fine giornata.

Oggi si è parlato moltissimo di digitalizzazione dei controlli: uso dei satelliti, dei sensori, dell'intelligenza artificiale, dei big data, delle scansioni laser, del BIM e del digital twin. Sono emersi i pregi e difetti, anche grazie alla splendida key lecture del prof. Betti. 

Di certo siamo di fronte a una nuova era dell'ingegneria strutturale, in cui la contaminazione con la parte ICT è sempre più forte, ma il messaggio che esce dall'intensa giornata è netta: l'innovazione digitale porta, a supporto dell'ingegnere, enormi contributi, ma alla fine l'analisi dipende sempre dalla capacità dell'uomo di analizzare non solo i dati ma l'opera, il suo stato, il contesto, i fenomeni ... dalla sua competenza da un punto di vista strutturale fatta di conoscenza tecnica ed esperienza sul campo.

 

 Intervista a Filippo Ubertini, Università di Perugia

  

È un rischio da considerare: quello che qualcuno - come già accaduto nei vertici ministeriali qualche anno fa - possa pensare che si possa sostituire la competenza degli esperti con intelligenze artificiali, letture da satelliti, termografie ... confondendo conoscenza e strumenti. Dopo il crollo del ponte di Genova ne abbiamo sentite di tutti colori, a cominciare da uno sciacallaggio mediatico contro quel genio che era Riccardo Morandi. Questo evento di oggi ridefinisce le giuste distanze, da un aggiornamento importante sul progresso tecnologico ma poi misura il passo su quelle che siano le priorità.

 

 Intervista ad Andrea Dall'Asta, Università di Camerino

 

Il MIMS ha messo a disposizione circa 14 miliardi per il controllo delle infrastrutture (non solo PNRR quindi). Questo investimento sta portanto un intero mondo professionale - Università e professionisti - a occuparsi con risorse e mezzi del tema del controllo e monitoraggio delle infrastrutture. Questo porterà a una crescita di conoscenza culturale per migliaia di tecnici. Questi eventi porteranno a una condivisione e quindi un'ulteriore crescita. Le aziende - software house, produttori di tecnologie digitali e materiali, ... - collaboreranno in questo grande piano. Tutto il nostro settore dell'ingegneria strutturale delle infrastrutture crescerà diventando più competitivo a livello internazionale. Tutto il sistema Paese ne avrà quindi un enorme vantaggio sia come capacità di gestione delle infrastrutture sia come riferimento a livello mondiale.

 

Intervista a Stefano Baccelli, Assessore alle Infrastrutture, Mobilità e Governo del Territorio
Regione Toscana

 

Vorrei qui citare le relazioni più significative, ma di fronte a tanta qualità come da tempo non trovavo, proprio per il legame con l'esperienza reale, mi è difficile farlo, e allora cito una conversazione fuori campo, di uno dei maestri italiani sull'arte dei ponti: quella del prof. Luigino Dezi, ovvero che è l'Ingegneria con la I maiuscola che fa la differenza sui ponti, quell'Ingegneria di cui spesso le nostre amministrazioni di sono dimenticate, forse annebbiate dai tecnicismi dalle norme d'appalto e dal rapporto prioritario con le imprese.

È una Ingegneria con la I maiuscola quella che ha animato l'intervento tecnico culturale di Giovanni Cardinale, vice presidente del CNI, dei commenti e delle domande di Pietro Baratono, dirigente del MIMS, la key lecture del Prof. Betti della Columbia University, delle relazioni di ANSFISA e di Rete 1000 Infrastrutture, così come degli oltre 40 interventi di oggi moderati da prestigiosi professori, e per questo non posso che concludere questa lunga giornata ringraziando il Consorzio Fabre, il suo Presidente Walter Salvatore, e coloro che l'hanno resa possibile.

E INGENIO c'era, come sempre, l'unico portale tecnico che segue per voi questi eventi e presto cercherà di portarvi le relazioni e le interviste per poter coltivare una passione comune, quella per l'ingegneria e la cultura tecnica.

P.s. Paolo, in bocca al lupo. Dedico a te questo nostro lavoro a Lucca.

Siamo di fronte a una nuova era dell'ingegneria strutturale


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