Dalla tre giorni del convegno Fabre, presente e futuro sul controllo di gallerie, ponti e viadotti

Oggi si chiude il Convegno “Ponti, viadotti e gallerie esistenti: ricerca, innovazione e applicazioni” organizzato dal Consorzio FABRE, in doppia modalità: presenza e remoto sulla piattaforma del CNI.

Grandi protagoniste le gallerie: è stato licenziato dall'Assemblea del Consiglio Superiore il testo delle Linee Guida delle gallerie, ora si attende il decreto ministeriale di pubblicazione, questo l’annuncio fatto alla platea dall’ingegnere Carlo Ricciardi, Presidente della Commissione Linee Guida Gallerie.

 

Convegno Fabre: sintesi della terza ed ultima giornata

Volge al termine il primo convegno “Ponti, viadotti e gallerie esistenti: ricerca, innovazione e applicazioni” organizzato dal Consorzio FABRE con il patrocinio del MIMS, di ANSFISA, del CNI.

Gli interventi hanno quindi seguito questo ordine: 

  1. Classificazione del rischio e analisi della sicurezza delle gallerie: studi ed esperienze
  2. Rilievo, manutenzione e analisi di rischio di gallerie esistenti
  3. Metodi di analisi non lineare per la valutazione della sicurezza strutturale dei ponti esistenti
  4. Le ispezioni speciali su opere a cavi post-tesi: approccio teorico ed esempi di applicazione in situ
  5. Caratterizzazione del comportamento globale e monitoraggio strumentale dei ponti esistenti 

 


La parola al presidente del Consorzio Fabre, il prof. Walter Salvatore

Il primo convegno Fabre si inquadra nel programma del Consorzio teso a promuove lo sviluppo tecnico e scientifico nell'ambito delle infrastrutture, consentendo il confronto tra le Istituzioni, le Amministrazioni, i Gestori, i ricercatori e il mondo dell'Impresa. Il bilancio del convegno è sicuramente positivo, sia per il numero dei partecipanti, circa 200 in presenza e oltre 1000 a distanza, sia per l'entusiamo e l'attenzione dei ricercatori che, dopo i lunghissimi mesi della pandemia, hanno finalmente avuto l'occasione di incontrarsi nella splendida cornice di Lucca per raccontare esperienze, scambiare idee e intraprendere nuove collaborazioni.

Il successo dell'evento è sicuramente motivo di orgoglio per l'intera comunità di Fabre, ci rende però al contempo consapevoli delle aspettative nate sin dall'istituzione del consorzio stesso. Noi tutti desideriamo che Fabre sia sempre più un contenitore dove le diverse figure coinvolte possano trovare occasione di discussione e confronto grazie anche ad una efficace politica di sviluppo della ricerca e di trasferimento tecnologico. In questo contesto posso sicuramente anticipare che ci saranno presto altre occasioni di incontri tematici e comunque arrivederci per il II convegno Fabre nel 2024.


 

Protagoniste della giornata odierna le gallerie: infrastrutture, come i ponti e viadotti che meritano attenzione, conoscenza, approccio e metodo nell’intervento.

A seguire, le sessioni dedicate ai ponti e viadotti con una chiave di lettura di ricerca ed analisi del costruito, attraverso un piano diagnostico al fine di optare una scelta sulla tipologia di intervento e di monitoraggio strumentale.

 

Carlo Ricciardi, coordinatore della commissione redatrice intervistato durante evento FABRE

 

Danilo Peila, membro della commissione intervistato durante evento FABRE

 

Licenziamento delle “Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio delle gallerie esistenti” ed ora si attende il decreto ministeriale

A dare l’annuncio del licenziamento del testo delle “Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio delle gallerie esistenti” è lo stesso Coordinatore della Commissione, ingegnere Carlo Ricciardi, Consulente del Ministero e già presidente della prima sezione del CONSUP.

Un documento che riveste un ruolo di consapevolezza del sistema. Come per i ponti la conoscenza dell’opera è prioritaria, tanto da individuare una nuova figura di riferimento: il responsabile della galleria, ovvero colui che conosce l’opera e ne acquisisce la documentazione per poi confrontarsi con l’ispettore e con l’osservatorio. Molti gli aspetti portati all’attenzione della platea, tra cui:

  • L’anno di cogenza ovvero l’anno in cui la galleria entra in esercizio.
  • La classe di intervento.
  • La cantierizzazione dell’intervento in galleria: sfasamento spaziale e temporale, dovuto alla conformazione della galleria è il caso delle infrastrutture in muratura.
  • L’adeguamento della galleria nei confronti delle diverse discipline moderne: elettrificazione, antincendio, corsie di emergenza.
  • Le criticità delle gallerie: idrogeologiche, geotecnica – strutturale, geotecnica – stradale, sollecitazioni del rivestimento ed idraulici.
  • Il metodo di individuazione delle criticità a cui segue una elaborazione delle informazioni raccolte al fine di individuare una priorità di intervento.

 

Tavolo tecnico per le ispezioni speciali

La difficoltà della definizione della conoscenza e dei parametri necessari a definire l’opera in cavi post tesi è sottolineata all’interno delle Linee guida ponti, ma anche dai relatori che si sono succeduti nel pomeriggio di questa ultima giornata.

Il problema delle ispezioni speciali è stato e sarà discusso in un apposito tavolo tecnico dedicato che vede ing. Placido Migliorino (Mims), il consorzio Fabre il cui coordinatore è Walter Salvatore, l’Università di Pavia e i gestori Anas, Aspi, Salt, Satap, Sina – Astm, Strada dei Parchi.

Un gruppo corale che rimarca l’interdisciplinarietà delle competenze per una ricerca condivisa ed applicativa.

 

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Presentazione del tavolo tecnico per le ispezioni speciali

 

Diagnosi e conoscenza per le opere a cavi post tesi, che l’attuale normativa tecnica, Ntc18, non prende in debita considerazione.

Aspetto sottolineato nelle linee guida al § 3.4: “I ponti di calcestruzzo armato precompresso a cavi post-tesi sono strutture particolarmente critiche, in quanto né le tecniche di indagine convenzionali e ancor meno le ispezioni visive consentono di fornire un quadro conoscitivo adeguato sulle loro reali condizioni di degrado. D’altro canto, il degrado del calcestruzzo e la corrosione dell’armatura di precompressione possono generare importanti problemi di affidabilità, compromettendo l’effettiva capacità portante della struttura”. Nel documento vi sono però delle raccomandazioni o meglio un tracciato di percorso di acquisizione, che prevede (§7.4.3.1):

  1. Individuazione del tracciato dei cavi e localizzazione di eventuali difetti;
  2. Esecuzione di una campagna di indagini per la valutazione del grado di difettosità degli elementi, che come sottolineato dai moderatori della terza sessione, Placido Migliorino, Alessio Lupoi e Isabella Mazzatura, deve coinvolgere tutti gli elementi costituenti il ponte.

 

Chiusura del primo convegno: promosso a pieni voti

È suggestivo, ma guardando con gli occhi dei diversi attori si percepisce soddisfazione ed orgoglio, per un progetto unitario volto a migliorare la rete infrastrutturale italiana. Da un lato la ricerca che vede l’applicazione tangibile delle proprie notti insonni, dall’altro gli operativi che sono supportati ma che a loro volta supportano l’attività di approfondimento: solo indagando, è possibile conoscere e migliorare. Un riconoscimento ai tanti giovani che sono intervenuti, ai professori che gli hanno dato la possibilità, tutt’altro che scontata, di poter studiare le infrastrutture non in chiave meramente teorica ma estremamente applicativa. Un esempio? Le reti neurali dedicate alla classificazione dei difetti delle gallerie: il riconoscimento del difetto dalle immagini. Certo, spiegato così, forse è svilente ma il lavoro della ricerca e delle risorse messe in campo sono notevoli e si ammira l’obiettivo.

Più di quaranta relazioni al giorno, molto da dire e spigare: il confronto al primo posto. Si pensa già alla prossima edizione: sarà suddivisa in sessioni? Diverse le ipotesi ma, non si vede l’ora che sia l’anno prossimo per vedere, ad esempio, l’applicazione delle linee guida gallerie, oggi annunciate, ed aprire nuovamente un confronto con una platea multidisciplinare.

Pertanto, buona la prima!

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