Progettazione di intervento antisismico: come si calcola il giusto compenso del professionista tecnico

ANAC: ai fini del calcolo del compenso del progettista, e dunque della base d’asta, la stazione appaltante deve tenere conto di tutte le prestazioni indispensabili per l’espletamento dell’incarico oggetto dell’affidamento, anche se riconducibili al livello di progettazione omesso.


Ci sono dei pareri di precontenzioso dell'ANAC che sono 'quasi' come delle linee guida.

Per quel che interessa i professionisti tecnici, quindi ingegneri e architetti, alle prese con una gara di progettazione (servizi di ingegneria o architettura), di sicuro la delibera n.31 del 26 gennaio 2022 è davvero illuminante perché offre una sorta di mappa di orientamento sul 'come' si deve determinare il compenso del progettista.

 

Progettazione esecutiva per intervento antisismico di una scuola: se manca il livello definitivo

L'oggetto del contendere è rappresentato dall'affidamento del servizio di progettazione esecutiva (e di coordinamento della sicurezza in fase di progettazione) di un intervento di adeguamento sismico, risanamento e consolidamento strutturale di un edificio scolastico, suddiviso in tre categorie progettuali (S.03 Strutture; E.09 Edilizia; IA.03 Impianto elettrico).

La stazione appaltante ha posto a base di gara il progetto di fattibilità tecnico-economica e la relazione di verifica della vulnerabilità sismica e, avvalendosi della facoltà di cui al comma 4 dell’art. 23 del Codice Appalti, ha omesso il livello di progettazione definitivo.

Secondo l'Istante/progettista che si è rivolto all'ANAC, l'omissione della progettazione definitiva non giustificherebbe tuttavia l’omissione di una serie di prestazioni, tipiche della progettazione definitiva, indispensabili per individuare i macro interventi che generano le successive verifiche di dettaglio proprie della progettazione esecutiva.

La modalità di calcolo della base d’asta applicata dalla stazione appaltante, tarata solo sulla progettazione esecutiva, risentirebbe pertanto di un difetto di impostazione, poiché, pur non avendo fornito a base di gara calcolazioni macro della struttura in una configurazione di progetto ma solo verifiche di vulnerabilità sismica allo stato di fatto, la stazione appaltante non ha tenuto conto dell’attività di progettazione comunque necessaria per la calcolazione dell’organismo edilizio nella sua interezza. Inoltre non risulterebbe individuata e compensata la progettazione per la categoria Impianti.

Gare di progettazione: come si determina il compenso del professionista tecnico

Senza un livello di progettazione cosa succede?

La stazione appaltante replica asserendo che la verifica di vulnerabilità sismica, messa a disposizione, fa parte delle prestazioni previste nel livello di progettazione definitiva e, nello specifico, sono state acquisite alcune prestazioni riferibili a detto livello (QbII.02 Rilievo di manufatti; QbII.13 Relazione geologica; QbII.15 Relazione sulle indagini dei materiali e delle strutture per edifici esistenti; QbII.16 Verifica sismica delle strutture esistenti e individuazione delle carenze strutturali).

Pertanto, la scelta di omettere un livello di progettazione non comprometterebbe la corretta redazione della progettazione esecutiva poiché i dati i messi a disposizione sarebbero sufficienti a garantire l’esecuzione della prestazione richiesta.

 

Cosa dicono le linee guida ANAC sui servizi di progettazione? Come funzionano i tre livelli?

L'ANAC, per sbrogliare la matassa, cita l'art. 23 comma 4 del Codice Appalti e le linee guida n.1, ricordando le regole dei tre livelli di progettazione, tappe di un unico processo identificativo e creativo, in corrispondenza delle quali vengono definiti compiutamente specifici aspetti:

  1. individuazione, tra più soluzioni, di quella che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze da soddisfare e prestazioni da fornire (progetto di fattibilità tecnico ed economica);
  2. compiuta individuazione dei lavori da realizzare, nel rispetto delle esigenze, dei criteri, dei vincoli, degli indirizzi e delle indicazioni stabiliti dalla stazione appaltante (progetto definitivo);
  3. dettaglio dei lavori da realizzare e relativo costo, in modo da consentire che ogni elemento sia identificabile in forma, tipologia, qualità, dimensione e prezzo (progetto esecutivo).

Se la stazione appaltante omette uno dei primi livelli, non lo sopprime ma lo unifica a quello successivo, di modo che, in caso di omissione del progetto definitivo, i suoi contenuti tipici sono assorbiti da quello esecutivo. E' proprio il comma 4 dell'art.23 a 'dirci', infatti, che il livello successivo deve contenere tutti gli elementi previsti per il livello omesso.

Tradotto: quando la stazione appaltante omette la progettazione definitiva, al progettista incaricato della progettazione esecutiva viene chiesto di predisporre in un’unica soluzione la progettazione completa, nel suo massimo livello di dettaglio.

Pertanto, fermo restando che il RUP indica le caratteristiche, i requisiti e gli elaborati progettuali necessari per la definizione di ogni fase della progettazione in rapporto alla specifica tipologia e alla dimensione dell'intervento, in tale ipotesi il progetto (esecutivo) consisterà - oltre che negli elaborati progettuali specialistici (Relazione geotecnica, idrologica, ecc.) che la stazione appaltante ha ritenuto necessari nel singolo caso - nella Relazione generale, elaborati grafici e calcoli che, partendo dall’indispensabile analisi dell’intera struttura, giungono al grado di dettaglio proprio del livello esecutivo.

 

L'equo compenso e la progettazione

Siamo quindi arrivati al "dunque":

In caso di omissione del livello di progettazione definitivo - 'sentenzia' l'ANAC -, ai fini del calcolo del compenso del progettista, e dunque della base d’asta, la stazione appaltante deve tenere conto di tutte le prestazioni indispensabili per l’espletamento dell’incarico oggetto dell’affidamento, anche se riconducibili al livello di progettazione omesso.

 

Decreto Parametri, livelli di progettazione e calcolo strutturale

Ma non finisce qui.

L'ANAC osserva infatti che bisogna considerare che, ai fini del calcolo del compenso, gli articoli 2 e 3 del D.M. 17 giugno 2016 (cd. Decreto Parametri Bis) stabiliscono i parametri generali da impiegare nella formula delineata dall’art. 4 dello stesso decreto.

Tra questi c’è il parametro “Q”, corrispondente alla specificità della prestazione, che, distinto in base alle singole categorie componenti l'opera, è individuato nella tavola Z-2 allegata al D.M per ogni singola prestazione in ciascuna fase prestazionale (ovvero, per quanto in questa sede interessa, in ciascun livello di progettazione).

Cosa significa tutto questo? Che le prestazioni eseguite dal professionista riconducibili al livello di progettazione definitivo omesso andranno remunerate applicando il parametro “Q” di specificità della prestazione proprio del livello progettuale di riferimento.

In altre parole, il cosiddetto riassorbimento del livello definitivo in quello esecutivo, che altro non è che una fusione delle due fasi, non dovrebbe comportare il riassorbimento della remunerazione della prestazione riconducibile al livello definitivo in quella della corrispondente prestazione svolta a livello esecutivo, a meno che quest’ultima non sia più elevata in quanto caratterizzata da un parametro “Q” maggiore.

Tradotto al caso di specie: la remunerazione della prestazione di calcolo dell’intera struttura non può considerarsi coperta dalla remunerazione della prestazione di calcolo della fase esecutiva e, anche nel caso di omissione del progetto definitivo, dovrebbe essere remunerata in applicazione del parametro “Q” di tale livello.


LA DELIBERA N.31/2022 DELL'ANAC E' SCARICABILE IN FORMATO PDF PREVIA REGISTRAZIONE AL PORTALE


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