Quanto costa il silenzio? Soluzioni tecnologiche per il contenimento della rumorosità in condominio

È possibile ottenere il comfort acustico all’interno delle abitazioni se l’edificio è stato costruito con criteri e tecnologie che non tengono conto del fonoisolamento e dell’acustica in genere? Quali soluzioni o accorgimenti occorre adottare e che cosa comportano? Che cosa dice la Legge Italiana in proposito?

Queste sono le domande che più comunemente scaturiscono dalle controversie di vicinato in materia di rumore e alle quali si cercherà di rispondere nel presente articolo.


Il problema del rumore in condominio

È risaputo che la convivenza tra vicini e, in particolar modo, tra condomini è spesso di difficile gestione e motivo di frequenti disaccordi e litigi. Uno degli argomenti più dibattuti ed oggetto di maggiori lamentele è costituito dal disturbo che si avverte all’interno della propria residenza dovuto al rumore generato dai vicini o proveniente dall’ambiente esterno.

Al fine di conseguire il comfort acustico, inteso come assenza di disturbo, occorre mettere in atto delle strategie mirate al contenimento della rumorosità entro limiti definiti.

Nei paragrafi che seguono si proverà a fare chiarezza su quali siano le strade percorribili per il raggiungimento dei requisiti di comfort.

 

Tutela dall'inquinamento acustico in ambiente abitativo: i riferimenti normativi 

In tema di tutela dall’inquinamento acustico in ambiente abitativo, nell’ambito della normativa vigente, i principali riferimenti sono:

D.P.C.M. 14 novembre 1997 - Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore

Il decreto determina i valori limite delle emissioni e delle immissioni sonore delle sorgenti fisse in ambiente esterno; essi dipendono dalle classi di destinazione d’uso del territorio. É necessario che, per la loro applicabilità, i comuni abbiano provveduto alla zonizzazione acustica del proprio territorio.

All’interno degli ambienti abitativi, deve essere rispettato il criterio differenziale (già definito dal D.P.C.M. 1/3/91) il quale stabilisce che le emissioni della sorgente sonora fissa (sono escluse, quindi, le infrastrutture stradali, ferroviarie e marittime) devono essere tali da far sì che il livello sono ambientale, cioè con la sorgente specifica in funzione, non superi il livello sonoro del rumore residuo di oltre 5 dB nel periodo diurno (6.00÷22.00) e di 3 dB di notte (22.00÷6.00).

 

D.P.C.M. 5/12/97 – Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici

Tale D.P.C.M. classifica gli edifici in base alla loro destinazione d’uso e definisce i livelli prestazionali degli edifici stessi e dei loro componenti in opera, i requisiti acustici di sorgenti sonore all’interno degli edifici ed i livelli di rumorosità da essi indotti, oltre ai parametri descrittivi delle prestazioni. Questi parametri sono:

  • isolamento acustico di facciata normalizzato rispetto al tempo di riverberazione D2m,nT;
  • potere fonoisolante apparente di partizioni tra unità immobiliari distinte R’w;
  • livello di rumore di calpestio normalizzato di solai L’n;
  • livello di pressione sonora ponderato A per impianti a funzionamento continuo LAeq;
  • livello massimo di pressione sonora ponderato A e misurato con costane di tempo Slow per impianti a funzionamento discontinuo LA,S,max.

Negli ambienti abitativi i limiti definiti dal decreto sono riportati in Tabella 1.

 Valori limite dei requisiti acustici passivi per gli edifici residenziali

Tabella 1 - Valori limite dei requisiti acustici passivi per gli edifici residenziali.

 

Tali limiti si applicano agli edifici di nuova costruzione e per la ristrutturazione degli edifici esistenti.

 

Codice Civile, art. 844 – Normale tollerabilità

L’esposizione al rumore all’interno delle abitazioni è tutelata anche sotto il profilo giurisprudenziale; l’art. 844 infatti recita: “Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi. Nell'applicare questa norma l'autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà. Può tener conto della priorità di un determinato uso.

Il limite della normale tollerabilità per le immissioni di rumore è definito nella misura di +3 dB rispetto al rumore di fondo.

 

Considerazioni sui limiti normativi

I limiti prescritti dal D.P.C.M. 5/12/97 riguardano i requisiti minimi che l’involucro edilizio e le singole componenti edilizie devono garantire in termini di prestazioni di isolamento acustico; mentre il D.P.C.M. 14/12/97 ed il criterio della tollerabilità dell'art. 844 c.c. stabiliscono un limite quantitativo alle immissioni acustiche.

Le immissioni e l’isolamento riguardano entrambi il comfort acustico ed hanno come finalità ultima la tutela dell’integrità psicofisica degli individui rispetto ai disturbi da rumore nelle abitazioni. Essi sono evidentemente connessi ma sono, tuttavia, distinti.

I requisiti acustici passivi stabiliscono dei limiti assoluti che sono sempre gli stessi, indipendentemente dall’utilizzo che viene fatto dell'appartamento e dalla sua ubicazione; quando si tratta di immissioni di rumore, invece, il criterio di valutazione è relativo in quanto riguarda le abitudini di vita degli inquilini con riferimento al rumore di fondo ed al clima acustico della zona. Infatti, nelle abitazioni situate in zone urbanistiche molto rumorose i limiti di tollerabilità sono più elevati rispetto alle zone più tranquille.

Il rispetto dei requisiti acustici del D.P.C.M. 5/12/97 non garantisce necessariamente che l'isolamento acustico di un appartamento sia sufficiente a contenere il rumore intrusivo prodotto negli appartamenti attigui, sottostanti e sovrastanti entro il limite - anch'esso di legge – della tollerabilità dei 3 dB sul rumore di fondo.

Può succedere, infatti, che nonostante un immobile risulti conforme ai requisiti acustici passivi, all’interno di un’abitazione si riscontrino immissioni provenienti dall’appartamento adiacente (o soprastante) che superano i limiti di tollerabilità per via di vicini molto rumorosi (es. volume dello stereo e/o TV alto, etc.).

Può accadere, parimenti, che in edifici caratterizzati da un isolamento acustico carente o comunque inferiore ai requisiti definiti dal Decreto, non si verifichino immissioni disturbanti perché nell'appartamento attiguo vivono persone che sono fuori casa per buona parte della giornata o che sono semplicemente tranquille.

Benché siamo più propensi a pensare che il disturbo da rumore che si riscontra all’interno delle proprie abitazioni sia dovuto principalmente alla maleducazione del vicino, il gran numero di controversie giudiziarie per immissioni di rumore è dovuto a entrambe le cause: l'eccessivo rumore prodotto dal resistente e l’insufficiente isolamento acustico delle componenti edilizie di separazione tra le abitazioni.

 

Soluzioni per incrementare l’isolamento acustico di un appartamento

Come già detto in precedenza, all’interno dei condomini si assiste sovente all’insorgere di discussioni tra vicini, più o meno accese, per questioni legate al disturbo da rumore e molto spesso si concludono con nulla di fatto. A volte, invece, vi è la volontà o la necessità da parte dei privati di mettere in atto delle soluzioni all’interno della propria abitazione per proteggersi dal rumore di vicini poco collaborativi o per ridurre le proprie emissioni acustiche.

L’individuazione della soluzione è un’operazione che può essere molto complessa in quanto richiede innanzi tutto la formulazione di una diagnosi corretta e, in secondo luogo, la conoscenza approfondita delle modalità di trasmissione del rumore.

Infatti, i rumori prodotti all’interno di un ambiente si trasmettono in quello adiacente non solo attraverso l’elemento di separazione ma anche attraverso le strutture. Ai fini dell’isolamento, quindi può non essere sufficiente intervenire sul singolo divisorio ma, in funzione del risultato desiderato, occorre mettere in atto una strategia più o meno complessa che coinvolge più componenti. Per il corretto dimensionamento di tali soluzioni si consiglia di coinvolgere professionisti del settore qualificati che sapranno individuare l’intervento più adatto alla problematica in questione e di valutarne i reali benefici.

 

Isolamento acustico:  Trasmissione del rumore tra due ambienti adiacenti
Figura 1 – Trasmissione del rumore tra due ambienti adiacenti.

 

Di seguito si descrivono le soluzioni tecnologiche più in grado incrementare il potere fonoisolante degli immobili.

 

Isolamento di pareti esistenti

La soluzione più comunemente usata per incrementare il potere fonoisolante di una parete esistente consiste nella installazione di contropareti. Esse sono delle pareti realizzate a ridosso di tramezzi esistenti e separate da essi mediante un’idonea intercapedine riempita in parte da materiali fonoassorbenti.

Per via della facile realizzazione e della loro versatilità, le contropareti più comunemente utilizzate sono di tipo a secco, cioè costituite da una o più lastre rigide (es. di gesso o cartongesso) fissate ad una struttura di montanti e traversi in profilati metallici montata in prossimità della partizione oggetto di intervento ma staccata da essa tramite un’idonea intercapedine.

La stratigrafia della controparete deve essere opportunamente dimensionata in funzione dell’obiettivo acustico prefissato.

I fattori che ne determinano la prestazione acustica, intesa in termini di incremento del potere fonoisolante, sono:

  • il numero e la massa delle lastre;
  • lo spessore e la densità del materiale fonoassorbente in intercapedine;
  • lo spessore dell'intercapedine;
  • prestazione fonoisolante della parete esistente;
  • massa della parete esistente.

Il risultato finale in termini di abbattimento delle immissioni acustiche nell’ambiente ricevente dipende dall’entità delle trasmissioni laterali di rumore presenti o di eventuali ponti acustici, cioè punti di discontinuità che costituiscono percorsi di trasmissione diretta della perturbazione sonora. Essi sono:

  • le connessioni rigide con la parete esistente e le strutture laterali;
  • la presenza di passaggi di impiantistici (scatole elettriche, etc.) nella controparete;
  • la presenza di serramenti.

Isolamento acustico: effetti della realizzazione di contropareti

Figura 2 – Effetti della realizzazione di contropareti (in giallo).

 

Ad esempio, nel caso in cui si volesse incrementare l'isolamento acustico rispetto ai rumori esterni, qualora si intervenisse solo sulle porzioni cieche e si trascurassero eventuali serramenti che presentano prestazioni scadenti o anche solo meno performanti, l'intervento può risultare poco efficace o nullo dal punto di vista acustico per l'intera facciata finestrata.

Allo stesso modo un intervento di fonoisolamento sulla sola parete verticale divisoria tra unità immobiliari può risultare poco significativo o nullo le pareti laterali o i solai mettono in comunicazione ambiente emittente e ricevente.

Tuttavia, si fa notare che se l'intervento di riqualificazione viene eseguito proprio sull'elemento debole, si possono ottenere elevati incrementi della prestazione fonoisolante complessiva.

 

Rumori provenienti dall’esterno attraverso il serramento

Figura 3 – Rumori provenienti dall’esterno attraverso l’elemento debole (serramento).

 

Le contropareti realizzate con sistemi a secco possono essere utilizzate non solo per incrementare la prestazione fonoisolante delle pareti interne, ma anche per ridurre le trasmissioni di rumore dovute ai fenomeni di fiancheggiamento (ad es. rumori da calpestio, rumori da impianti, trasmissioni laterali di rumori aerei) e per incrementare il fonoisolamento delle pareti di facciata.

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L'articolo prosegue con la descrizione delle principali soluzioni tecnologiche da adottare per incrementare l'isolamento acustico di solai e pavimenti esistenti. In chiusura alcune considerazioni su quanto costa il silenzio.


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