Fondo per la progettazione territoriale: bandi e concorsi di idee al Sud e aree interne entro il 18 agosto 2022

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che definisce, per gli anni 2021 e 2022, le modalità di ripartizione, i termini, le modalità di accesso e di rendicontazione dei contributi agli Enti beneficiari a valere sul Fondo.


Progettisti di tutta Italia, occhio al Fondo per la progettazione territoriale perché si tratta di risorse fresche, in tutto 161,5 milioni di euro a valere sul PNRR, che lo Stato ha assegnato ai comuni sotto i 30.000 abitanti, le Città metropolitane e le Province di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria, Marche e i Comuni delle aree interne di Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta e Veneto per indire concorsi di progettazione e di ideee.

Il DPCM del 17 dicembre 2021 (scaricabile assieme all'Allegato A in fondo all'articolo), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.41 del 18 febbraio 2022, contiene tutte le specifiche in tal senso.

 

Riparto delle risorse del Fondo

L'importo complessivo di 161.515.175,00 euro, disponibile presso l'Agenzia per la coesione territoriale (che è l'ente gestore del Fondo) viene ripartito tra gli Enti beneficiari sulla base delle classi demografiche e nei limiti delle risorse specificate nella Tabella A allegata all'art. 6-quater del del decreto-legge 91/2017.

Il contributo assegnato a ciascun ente beneficiario, per ciascuno degli anni dal 2021 al 2022, è riportato nell'allegato A.

 

Misure finanziate

Gli enti beneficiari possono utilizzare il contributo di cui all'art. 2 per la messa a bando di premi per l'acquisizione di proposte progettuali secondo le procedure di cui al titolo VI, Capo IV, del Codice Appalti, coerenti o complementari rispetto agli obiettivi posti dall'art. 3 del regolamento (UE) 2021/241 (PNRR), nonchè con gli obiettivi della programmazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027, secondo lo schema dei bandi tipo di cui all'art. 6-quater, comma 10, del decreto-legge 91/2017.

I comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti possono impegnare, in via alternativa, in tutto o in parte, le risorse per l'affidamento di incarichi tesi alla redazione di progetti di fattibilità tecnica economica, secondo le modalita' di cui all'art. 1 del decreto-legge 76/2020 (Semplificazioni), purchè coerenti con gli obiettivi di cui sopra.

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Quali obiettivi?

Le proposte progettuali devono essere utili e realizzare almeno uno degli obiettivi indicati dal comma 6 art.6-quater del DL 91/2017, cioè la transizione verde dell'economia locale, la trasformazione digitale dei servizi, la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, che assicuri lo sviluppo armonico dei territori, anche dal punto di vista infrastrutturale, la coesione economica, l'occupazione, la produttivita', la competitivita', lo sviluppo turistico del territorio, la ricerca, l'innovazione sociale, la cura della salute e la resilienza economica, sociale e istituzionale a livello locale, nonche' il miglioramento dei servizi per l'infanzia e di quelli tesi a fornire occasione di crescita professionale ai giovani e ad accrescere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

 

Tipo di proposte e livello di progettazione richiesto

Le proposte progettuali:

  • devono privilegiare la vocazione dei territori, individuare soluzioni compatibili con gli strumenti urbanistici regolatori generali o devono comunque essere agevolmente e celermente realizzabili, anche con modeste varianti, e comportare soluzioni a basso impatto ambientale, di recupero e valorizzazione del patrimonio esistente, di contrasto dell'abusivismo, in ogni caso limitando il consumo di suolo. Le proposte, ove afferenti a interventi di carattere sociale, devono possedere un livello di dettaglio sufficiente all'avvio delle procedure di affidamento del servizio o di co-progettazione.
  • afferenti ai lavori pubblici acquisite ai sensi degli articoli 152, comma 4, e 157, comma 1, del decreto legislativo n. 50 del 2016, devono possedere un livello progettuale almeno pari a quello del progetto di fattibilità tecnico economica ed essere effettuate secondo le linee guida, in materia di progettazione infrastrutturale, adottate dall'Autorità politica delegata per il sud e la coesione territoriale di concerto con Ministero delle infrastrutture e della mobilita' sostenibili in attuazione dell'art. 6-quater, comma 10, del decreto-legge 91/2017.
  • selezionate, sono acquisite in proprietaà dagli enti beneficiari e possono essere poste a base di successive procedure strumentali alla loro concreta realizzazione, ovvero utilizzate per la partecipazione degli stessi enti ad avvisi o ad altre procedure di evidenza pubblica attivate da altre amministrazioni nazionali o unionali.


Spese ammissibili

Tra le spese ammissibili nell'ambito di ciascuna operazione, sono inclusi i premi per la messa a bando di concorsi, i compensi per lo sviluppo di progetti di fattibilità tecnico-economica nel caso di cui all'art. 4 comma 2, le spese per i rilievi e per le indagini strettamente necessari per l'avvio delle procedure di cui all'art. 4, le spese di pubblicazione dei bandi, le spese per le commissioni di gara, le spese per attività tecnico amministrative di supporto al responsabile del procedimento per le attivita' preliminari alla predisposizione del documento di indirizzo della progettazione, le imposte e le tasse.

 

Quando arrivano i bandi

Entro il 18 agosto 2022 (6 mesi dalla pubblicazione del DPCM), gli enti beneficiari devono indire i concorsi di progettazione e di idee, anche tramite società in house, utilizzando i bandi-tipo messi a punto da Agenzia per la coesione territoriale e Anac, pena la restituzione del contributo che verrebbe riassegnato ad altro ente.


IL DPCM 17 DICEMBRE 2021 E L'ALLEGATO A SONO SCARICABILI IN FORMATO PDF PREVIA REGISTRAZIONE AL PORTALE



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