Il grattacielo “Torre Intesa Sanpaolo” di Torino

Il ruolo della direzione lavori in una grande opera a struttura mista acciaio e calcestruzzo armato

Alcuni degli aspetti più importanti nella realizzazione del grattacielo Torre Intesa Sanpaolo riguardano le attività di controllo e monitoraggio che si articolano parallelamente alle fasi costruttive, al fine di valutare l’accettabilità delle opere. Oltre a descrivere brevemente le peculiarità strutturali di un’opera così complessa quindi, il lavoro in oggetto vuole analizzare le procedure utilizzate dalla Direzione Lavori, supportata dai Progettisti e dai Costruttori, per il controllo di accettabilità dei materiali utilizzati e per il controllo dimensionale delle strutture realizzate. Infine, viene posta l’attenzione sugli aspetti tecnologici della fabbricazione mediante saldatura, fra i più rilevanti e rischiosi nell’insieme dei processi produttivi impiegati. Ciò a conferma dell’importanza del ruolo ricoperto dalla Direzione Lavori, che ha il compito di far coesistere la fase progettuale e la fase realizzativa in funzione di quanto viene realizzato in cantiere.

Introduzione
La parte di fabbricato che si sviluppa fuori terra (torre) è assimilabile ad un edificio a pianta rettangolare di dimensioni massime 36 x 60m circa, con l’asse principale longitudinale orientato in direzione nord-sud. La parte interrata invece, occupa l’intero lotto edificabile disponibile con un’impronta di 46 x 161m circa. La torre è caratterizzata dalla presenza di due volumi di estremità aventi le medesime proporzioni, staccate dalla parte destinata ad uffici:
− in basso la sala congressi e conferenze;
− in alto la serra vetrata, bioclimatica, ventilata naturalmente.

Le fasi realizzative e il monitoraggio della struttura
La realizzazione della struttura è stata suddivisa in due appalti separati. Nel primo, denominato “Scavi e Diaframmi”, sono state eseguite le opere propedeutiche alla realizzazione delle strutture in elevazione. In particolare, la paratia perimetrale berlinese con micropali, i diaframmi perimetrali per il contenimento del terreno, la realizzazione del solettone corrispondente al livello B2 del basamento, che funge da contrasto transitorio dei diaframmi, lo scavo sino alla quota di imposta delle platee di fondazione. Inoltre, è stata avviata la campagna di monitoraggio del sito sia in termini di strutture realizzate che di controllo delle aree e degli edifici adiacenti. L'elevazione delle strutture ed il completamento della torre costituiscono un secondo lotto d'appalto, che prosegue anche le attività di monitoraggio. Tali attività sono fondamentali poiché i processi di lavorazione e costruzione sono caratterizzati da una variabilità geometrica e dimensionale dovuta in primo luogo dall’impiego di prodotti che, anche quando regolamentati da norme che ne definiscono le dimensioni, possiedono tolleranze dimensionali significative rispetto alle dimensioni di riferimento, ed in secondo luogo da processi realizzativi le cui attività sono costituite da un rilevante apporto manuale. Per questi motivi c’è l’esigenza di determinare in modo oggettivo, diretto e facilmente utilizzabile i limiti di accettazione delle lavorazioni in modo da sancire l’accettabilità delle opere. Tutte le misure sono effettuate in modo oggettivo con l’utilizzo di strumenti che esprimano valori numerici discreti. L’accettabilità del lavoro o dell’opera è determinata dal confronto diretto tra il valore ripor-tato dal progetto ed il valore misurato al quale deve essere sommato il valore della tolleranza di ciascuna lavorazione. Pertanto le tolleranze relative ai prodotti, previste dalle norme tecniche applicabili e dai produttori, che definiscono le variazioni dimensionali ammesse nella costruzione, sono da considerarsi esterne all’intervallo di tolleranza relativo alle lavorazioni e quindi da sommare, con il proprio segno, alle tolleranze specifiche di ogni lavorazione. Ecco allora che la verifica del rispetto delle tolleranze attraverso controlli dimensionali e di posizionamento, di planarità (orizzontalità) e di verticalità delle strutture diventa di rilevanza particolare nel grattacielo, dove eventuali scostamenti amplificherebbero gli inconvenienti derivanti da deformazioni spontanee degli impalcati (concentrazione di sollecitazioni, imperfezioni costruttive locali).


Articolo tratto dagli Atti del XXIV Congresso C.T.A. – Torino, 30 settembre - 2 ottobre 2013